8 ½ di Federico Fellini: il film che non c’è mai stato

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C’era una volta un film. C’era, questo è sicuro, altrimenti non ne staremmo parlando. C’era l’idea, c’era il produttore, lo stesso regista aveva già diverse intuizioni in testa, pronte per essere sviluppate. Non c’era un titolo, questo è vero. Lo si chiama per gioco 8 ½, un numero più che un titolo: Federico Fellini aveva fatto fino a quel momento sei film più altri tre co-diretti con altri registi. Anche il soggetto era abbastanza confuso, ma conoscendo la mente dietro tutto questo, erano tutti certi che prima o poi tutto sarebbe stato chiaro. Invece un bel giorno il film svanì. Verrebbe da dire che volò via, come Mastroianni nei primi tre minuti di 8 ½. I primi tre minuti di un film che non c’era più.

Dalla sera alla mattina, le idee non combaciavano più. Nulla sembrava rispondere all’insieme minimo di elementi necessari per poter cominciare un film. L’ispirazione era irrimediabilmente persa. Può capitare a tutti. Anche a uno come Federico Fellini, che negli anni ’60 era ormai il regista italiano più stimato del globo, con alle spalle due film come La Strada e La Dolce Vita che erano riusciti a convincere chiunque. Anche se ti chiami Federico Fellini, e hai quel talento innato nel trasporre pure visioni mentali in immagini che conquistano all’istante, anche se fondi tutti i tuoi punti di forza sull’estetica invece che su storie, soggetti e sceneggiature, resta il fatto che non si può venir costretti a fare un film di cui non si ha nulla. No, nemmeno Federico Fellini può.

“Ma esiste un copione? Due paginette, un’idea?”

“Questo vuole prendere tutto, arraffare tutto, non sa rinunciare a niente. Cambia strada ogni giorno perché ha paura di perdere quella giusta. Sta morendo, come dissanguato.”
“E così finisce il film?”
“No, comincia così.”

“Mi dispiace di averti fatto venire fin quassù per niente. Ti domando scusa.”
“Che imbroglione che sei. Allora non c’è questa parte, nel film.”
“Hai ragione tu, sai: non c’è la parte nel film. Non c’è neanche il film. Non c’è niente di niente, da nessuna parte. Per me, la faccenda potrebbe finire qui.”

O forse no?

Quando Fellini si arrende definitivamente e decide di andare dal Produttore Angelo Rizzoli a spiegare che il film non c’è più, viene bloccato da un capo macchina di Cinecittà per festeggiare il compleanno di un macchinista. Durante i festeggiamenti tutti si congratulano con lui per il nuovo film, e Fellini, seduto da solo su una panchina, inizia a pensare di farlo davvero, quel film che in realtà non esiste. Così Guido diventa la proiezione di un regista che ha perso la sua ispirazione, in piena crisi esistenziale, con i propri dubbi, le proprie ambizioni disilluse, la pressione della critica che continua a ricordagli che l’artista ha il dovere di produrre un’arte di cui il mondo ha bisogno. Guido sarà interpretato da Marcello Mastroianni, e il mondo lo sa: quando è Mastroianni il protagonista di un film di Fellini, quel che sta mettendo in scena è Fellini stesso.

I flashback dell’infanzia, gli aneddoti, le mille donne che popolano la sua vita. La presenza ingombrante di Sandra Milo, in quello che anni dopo si rivelerà il ruolo di se stessa, amante nascosta e chiacchierata di Fellini nel periodo in cui lui era sposato a Giulietta Masina. “La felicità consiste nel dire la verità senza far soffrire nessuno”. Frammenti di una conciliazione impossibile da realizzare. La celeberrima fantasia dell’harem, in cui finalmente tutte le donne vanno d’accordo, la ribellione della showgirl, il Fellini-Mastroianni con la frusta in mano che riporta l’ordine.

“Ma chi ti credi di essere?”

8 ½ è un film che non è mai esistito. La presuntuosa fantasia egocentrica di un regista che credeva, solo con la sua immaginazione, di poter legittimare per intero la sua arte. L’improbabile acrobazia di un genio che aveva esaurito le idee. Il lascia e raddoppia finale, nella speranza che il mondo non si ribelli e ne rifiuti gli inganni una volta per tutte.

Lista di registi che considerano 8 ½ uno dei migliori film mai stati fatti, o che ne sono stati influenzati nella loro carriera: Woody Allen, Guillermo del Toro, Martin Scorsese, Spike Lee, Terry Gilliam, David Lynch, Tim Burton, Charlie Kaufman, Quentin Tarantino, Todd Haynes, Paul Mazursky, Wim Wenders, Rainer Werner Fassbinder, François Truffaut, Bob Fosse, Paolo Sorrentino, Terrence Malick, Ingmar Bergman.

8 ½ è la vittoria definitiva del più grande imbroglione della storia del cinema.
8 ½ è la storia del cinema.

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