Joy Division, Love Will Tear Us Apart: storia e significato del brano

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Quando nel 1980 Tony Wilson, da buon manager, regalò a Ian Curtis una collezione di dischi di Frank Sinatra, non aveva probabilmente grosse aspettative circa il risultato, e di sicuro sapeva che né Ian né gli altri membri della band avrebbero capito. Sia Wilson che il produttore Martin Hannett erano dell’idea che a Ian avrebbe fatto bene lasciarsi ispirare da Sinatra, ma erano anche coscienti della situazione: i Joy Division erano qualcosa come l’astro nascente più brillante della scena post-punk inglese, il loro primo album Unknown Pleasures stava spopolando, il loro mood buio e depresso era riuscito a entrare nei cuori degli adolescenti e all’interno della band nessuno sano di mente pensava di scrivere canzoni “à la Frank Sinatra”. E poi Ian Curtis aveva 23 anni e, come spiegò il bassista Peter Hook nei giorni nostri, “la passione per Frank Sinatra non viene da giovani: per quella devi aspettare di invecchiare un po’”.

Ian Curtis non era nemmeno quel tipo di artista che preparava la strada in studio con ore di lavoro su se stesso e una direzione ben precisa in mente. Quello che faceva lui, solitamente, era scrivere i testi in qualsiasi momento gli venisse l’ispirazione, annotandosi con precisione frasi e riflessioni ogni volta che arrivavano, e raccogliendoli nei quaderni che poi portava durante le registrazioni in studio. Nei Joy Division, Ian Curtis non era quello che scriveva la musica: era quello che la scovava, la sentiva arrivare prima degli altri, mentre i membri della band provavano questo o quell’accordo, avvicinandosi non appena percepiva qualcosa di buono, aiutandolo a maturare e trasformarsi in qualcosa di più grosso. Quando la melodia era abbastanza matura, andava a gettarsi tra i suoi scritti, mugugnando su questa o quella frase, selezionava un paio di testi adatti e li riadattava alla canzone. Un minuto dopo la canzone era finita. E non era nemmeno registrata su nastro: era solo nella testa dei Joy Division.

Fu così che accadde anche per Love Will Tear Us Apart: la prima intuizione melodica era arrivata da Peter Hook, Ian Curtis la sentì e subito prese a guidare gli altri, dando gli spunti giusti per le percussioni e le chitarre e aggiungendo poi i testi. Quando la canzone venne fuori in una forma più o meno avanzata, i Joy Division ne erano un po’ perplessi. Il materiale era buono, senza dubbio, ma… da dove usciva fuori quel mood un po’ pop, col ritornello in crescendo e quella melodia con nette sfumature di ottimismo? I Joy Division erano l’apoteosi della dark wave, ed ora ecco qui che se ne uscivano col loro pezzo pop…

Why is the bedroom so cold
Turned away on your side?
Is my timing that flawed,
Our respect run so dry?
Yet there’s still this appeal
That we’ve kept through our lives
Love, love will tear us apart
Again

Perché la camera da letto è così fredda?
Ti sei girata dall’altra parte?
È il mio tempismo che è difettoso
Il nostro rispetto è agli sgoccioli?
Ma c’è ancora quest’attrazione
Che abbiamo tenuto per una vita
L’amore, l’amore ci strapperà in due
Di nuovo

Certo, il testo era tutt’altro che solare. L’amore che ci avrebbe strappato in due era quello probabilmente ispirato dal problematico matrimonio di Ian Curtis e dal suo modo di concepire le relazioni, che irrimediabilmente finiscono per perdere la carica passionale e incrementare il loro tasso di rancori, accuse, risentimenti, lacrime e distacco. E per uno spirito sensibile questo sfocia facilmente nella disperazione: quella che morde con denti affilati le viscere, quella che ti afferra e ti lascia quel brutto sapore in gola. Il sapore del senso di colpa, della consapevolezza che se le cose non funzionano, è anche perché tu non ce la stai mettendo tutta per farle funzionare. Forse perché non ne sei capace. O forse perché non ci tieni più abbastanza.

Do you cry out in your sleep
All my failings expose?
Get a taste in my mouth
As desperation takes hold
Is it something so good
Just can’t function no more?
When love, love will tear us apart
Again

Piangi a dirotto nel sonno
Esponendo tutti i miei fallimenti?
Quel brutto sapore in gola
Mentre la disperazione mi consuma
È qualcosa di così buono
E smette di funzionare così?
Quando l’amore ci strapperà in due
Di nuovo

Quella strana canzone pop magari non convinceva appieno i Joy Division, ma aveva mandato in fibrillazione Martin Hannett. Al momento della registrazione, a Marzo 1980, Hannett entrò in un vortice di perfezionismo senza precedenti. Vedeva in quella canzone un potenziale enorme, ed aveva tutte le intenzioni di tirarci fuori il meglio che poteva. I lavori di cesellamento durarono fino a tarda notte, fino al punto in cui gli stessi membri della band, esausti, iniziarono ad abbandonare lo studio per andare a dormire. Inutilmente: Martin fece scendere dal letto il batterista, Stephen Morris, alle 4 di mattina, perché la base alla batteria andava rifatta. Per lungo tempo, ogni volta che Morris sentiva Love Will Tear Us Apart, si ritrovava di nuovo indietro a quella notte, col sangue che ribolliva di rabbia e lui che dava del bastardo ad Hannett per telefono.

Alla fine Love Will Tear Us Apart uscì fuori come la voleva Hannett, con quei gustosi alti e bassi nella voce di Ian Curtis, con quella passione romantica tra lui e il microfono e quella melodia capace di elevarti in una nuova dimensione. Proprio come faceva Frank Sinatra. E quella insolita canzone pop finì per piacere anche ai Joy Division, che un pomeriggio decisero di girare un videoclip amatoriale che mostrava loro durante una sessione di prove, ai T.J. Davidson Studios. A un certo punto in quel video la pellicola si sgrana e i colori volgono sul marrone, ma sembrò quasi una cosa voluta, un alone oscuro che aleggiava intorno ai Joy Division sempre e comunque, anche nella loro canzone più “da classifica”. Quelle riprese diventarono il video ufficiale del singolo e la canzone fece in effetti il suo dovere: il singolo finì primo nella Indie Chart del Regno Unito e si guadagnò posizioni di tutto rispetto anche nel resto del mondo. La strada di preparazione per il nuovo album era appena cominciata e prometteva già alla grande. Ci sarebbe voluto solo un altro videoclip, e il copione dell’album perfetto si sarebbe rispettato.

Non ci sarebbe stato più alcun video. Ian Curtis si tolse la vita tre settimane dopo aver girato quello di Love Will Tear Us Apart, quando ancora non erano stati pubblicati ufficialmente né il singolo, né il video, né l’album. L’album, Closer, uscì il 18 Luglio 1980, a due mesi esatti dalla morte del leader dei Joy Division, ed è universalmente riconosciuto come il suo testamento spirituale, l’album in cui Curtis si è abbandonato al male di vivere e ne racconta i contorni nel modo più crudo possibile, senza limitarne gli effetti.

Il giorno in cui i Joy Division stavano registrando Love Will Tear Us Apart, in studio c’erano anche gli U2, che dovevano incontrarsi con Martin Hannett per la produzione del loro primo album. Bono descriverà quel giorno in questo modo:

“Parlare con Ian Curtis era un’esperienza strana. Era come se ci fossero due persone dentro di lui. Quando parlava con te era delicato, educatissimo, la sua voce era leggera e di buone maniere. Poi andava dietro al microfono e si scatenava. E Love Will Tear Us Apart è esattamente come lui. Contiene due personalità diverse, come se in quel preciso istante fossero separate. Strappate in due.”

When the routine bites hard
And emotions won’t grow
And were changing our ways
Taking different roads
Then love, love will tear us apart
Again

Quando la routine morde
E le emozioni non crescono
E cambiano i nostri comportamenti
Prendendo direzioni diverse
Allora l’amore, l’amore ci strapperà in due
Di nuovo

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