Stefano Bollani, artista jazz a tutto tondo

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Compositore, pianista, cantante e anche conduttore televisivo e radiofonico, Stefano Bollani è senza ombra di dubbio uno dei personaggi più versatili del panorama artistico italiano. La sua musica è un perfetto mix tra influenze che spaziano dal cantautorato italiano al jazz e ai ritmi brasiliani: nella composizione, il passato si congiunge con il presente e soprattutto il futuro della musica stessa, cercando sempre nuove fonti d’ispirazione. Si ha poi l’improvvisazione, vero banco di prova di ogni grande musicista, che rende questo artista così ammirato e riverito. Un talento innato, insomma, quello che ha portato Bollani a essere una delle più grandi personalità della musica italiana, e che per questo merita di essere raccontato.

Nato e cresciuto a Firenze, all’età di soli sei anni Bollani intraprende lo studio del pianoforte – strumento che segnerà la sua vita e che lo accompagnerà sempre – e a quindici anni inizia a esibirsi da professionista dal vivo. Nel 1993 si diploma al Conservatorio Luigi Cherubini sotto, la guida del maestro Antonio Caggiula, e comincia la sua militanza a fianco di alcuni artisti italiani del mondo pop e in alcuni gruppi pop-rock: si tratta, però, di esperienze transitorie, poiché e con il suo avvicinamento alla musica jazz che viene a delinearsi meglio la sua carriera.

Da lì a poco, Bollani incontra Enrico Rava, uno dei più famosi jazzisti italiani sul piano internazionale.  A partire dal 1996, Bollani e Rava tengono centinaia di concerti in tutto il mondo e incidono più di quindici dischi, a partire da Certi angoli segreti (1998) e Rava Plays Rava e Shades of Chet (1999). Nel frattempo, Bollani inizia a suonare anche con altri dei più importanti jazzisti italiani, quali Paolo Fresu, Roberto Gatto ed Enzo Pietropaoli. Nel 1998, insieme al cantautore Massimo Altomare, incide il suo primo album, Gnòsi delle fànfole, che darà avvio alla sua vasta produzione discografica. Il resto è storia.

Tralasciando per un attimo l’elenco delle sue numerose pubblicazioni, ci si potrebbe concentrare, invece, sui progetti paralleli a cui Bollani ha preso parte: al di là della composizione fine a se stessa, questo artista ha collaborato a progetti radiofonici, televisivi, editoriali e teatrali.

Nel 2005, Bollani appare in televisione come ospite fisso di Renzo Arbore nel programma Meno siamo meglio stiamo. L’anno successivo, è ideatore e conduttore, con David Riondino e Mirko Guerrini, della trasmissione radiofonica Il Dottor Djembè. Via dal solito tam tam, trasmesso su Radio Rai 3 fino al 2012. Nel frattempo, tra il 2011 e il 2013 diviene autore e conduttore delle due edizioni di Sostiene Bollani: il programma riesce a portare e diffondere la musica jazz attraverso un canale piuttosto insolito per il genere, cioè attraverso il piccolo schermo. Impossibile dimenticare anche i progetti teatrali in cui Bollani partecipa sia come autore delle musiche sia come personaggio di scena: uno degli spettacoli ad aver riscosso più successo è certamente Guarda che luna! (2001). Si hanno poi diversi progetti editoriali per cui Bollani scritto diversi libri come L’America di Renato Carosone (2004), il romanzo La sindrome di Brontolo (2006), Parliamo di musica (2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (2015).

Infine, tra le curisosità sull’artista potremmo citare il fatto che il personaggio dei fumetti Disney Paperefano Bolletta, musicista amico di Paperino, sia proprio ispirato alla figura di Bollani. Il simpatico personaggio compare in diversi numeri publicati tra il 2009 e il 2015: per la prima volta lo ritroviamo nella storia Paperino e il segreto del tenore smemorato per poi tornare in Paperinik e le note criminali e Paperinik e il mistero del falso che è vero.

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