Le cadenze e il potere seduttivo della musica

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Possiamo essere sedotti da un’immagine, da una parola, ma anche da un suono. Ogni musica racconta un viaggio che si evolve nel tempo ma anche nello spazio. Questa evoluzione spaziale si realizza, in particolare, grazie alle regole dell’armonia e a progressioni di accordi, definite e dal forte potere emozionale, che chiamiamo cadenze.

Ogni storia che le note raccontano ha un inizio e una fine. Si sceglie un posto di partenza e si esce a fare un giro prima di riprendere la strada verso casa, aprire la porta e tornare a sedersi comodamente sul divano del salotto.

Questo viaggio spaziale è rappresentato musicalmente dai “Gradi” che compongono una scala musicale e sui quali si costruiscono gli accordi in base alla tonalità che abbiamo fissato e scelto all’inizio.

Anche se non conosciamo la musica, questa passeggiata la percepiamo chiaramente così come facilmente comprendiamo quando stiamo per tornare a casa. La nostra mente legge benissimo questo percorso e in particolar modo quando dall’esterno “cadiamo” nuovamente sul nostro divano dal quale eravamo partiti. Questa “caduta” è quella che in musica chiamiamo “cadenza perfetta”. Si definisce “perfetta” perché il senso “di ritorno” che trasmette è talmente forte da poter essere avvertito da tutti inconsciamente e inconsapevolmente. Tecnicamente è il passaggio dall’accordo costruito sul V Grado a quello sul I, la fondamentale, la nostra dimora.

Quando siamo fuori può accadere di volerci rimanere più del dovuto; d’altronde si sa che il piacere è ancor più forte se viene prolungato. Questo rinvio del ritorno a casa viene sfruttato e realizzato in musica attraverso quella che chiamiamo cadenza d’inganno. In pratica una volta sviluppato il nostro discorso musicale fino al V grado, invece di tornare subito, ci concediamo “un altro gelato fuori” spostiamo sul VI grado e poi su altri ancora prima di “cadere” nuovamente sul I grado, il nostro punto di partenza. Per un attimo, quindi, avvertiamo il senso del ritorno ma inaspettatamente questo non avviene. Il nostro orecchio di ascoltatori viene ingannato. Un trucco che lavora proprio sul rinvio del piacere. Un meccanismo di seduzione che ci travolge, anche se non sappiamo nulla di teoria o armonia musicale. Un meccanismo, peraltro, che applichiamo anche noi quando vogliamo raccontare una storia carica di suspense e che ritroviamo nei libri o nei film. Immaginiamo una scena romantica. L’innamorato esce per dichiararsi all’amata. La incontra e la bacia. Ma lo sceneggiatore o lo scrittore talentuoso, prima del bacio inserirebbero un imprevisto che non modifica il finale, ma lo rinvia prolungando il nostro coinvolgimento emotivo. Accade lo stesso con le note.

Il video seguente spiega brevemente i segreti del potere seduttivo della musica.

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