Il 2015 in 12 singoli: #11 – Libertà d’azione

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Ci vuole un talento non comune, certo. Ma se ce l’hai, sei in grado di posizionarti in quei terreni nebbiosi dove niente è distinguibile, dove i generi non esistono più e l’abilità ti permette di crearti uno spazio sonoro tutto tuo. È una tendenza tipicamente postmoderna e l’abbiamo vista verificarsi più volte negli ultimi anni. A volte anche provocando delusioni o perplessità, senza dubbio. Ma è la reazione naturale delle menti semplici. Il fascino, in questi casi, è entrare nella prospettiva e divertirsi a capire tutte le origini del suono in questione, solitamente parecchio difficili da individuare.

Jamie XX quest’anno l’ha fatto. Ha portato a maturazione la sua carriera fatta di incastri intelligenti tra melodia e ritmo e diverse passioni in bilico tra bass music e breakbeat. E ha fatto un album che non ha niente di tutto ciò. Più un singolo e video memorabile, sia per le immagini, sia per una canzone originalissima, sia per quel synth micidiale che compie l’apertura finale del pezzo. Il concetto di astrazione tradotto in musica.

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