Il 2015 in 12 singoli: #2 – L’esperienza

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È una cosa che accade ogni anno: si sta tanto dietro agli artisti e ai trend emergenti, si valutano nuove direzioni e qualità nascenti, poi arrivano le colonne del passato, quelle che hanno fatto storia, e ti sparigliano le carte in tavola. A volte anche in senso negativo, eh, capita anche che torni un nome enorme con un disco che è una ciofeca. Quest’anno il ritorno più acclamato è stato quello dei Chemical Brothers. Che non hanno fatto un disco WOW, sia chiaro. Born In The Echoes non cambia di una acca il loro percorso e anzi nell’ascolto complessivo può suonare anche scialbo, come fatto perché proprio lo si doveva fare

Ma i singoli, ragazzi. I singoli sono un’arte tutta indipendente e in quest’arte i Chemical Brothers sono sempre stati infallibili. Senza nemmeno riprendere il video di Go, riascoltate la EML Ritual qui sopra. Un’architettura di simmetria acida disperata, che si piega e si apre a nuove angolazioni come gli origami giapponesi. Non hanno fatto poi tanti pezzi più riusciti di questo, in passato. Tanto per capirci.

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