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Anime spezzate nella New York degli anni ’30: come Spider Noir rivisita i fumetti Marvel

Scopriamo come lo Spider Noir di Prime Video si differenzia dai fumetti Marvel: l’ambientazione noir degli anni ’30 e la profondità psicologica di Ben Reilly, Cat Hardy e Silvermane.

Questa analisi è disponibile anche in inglese:
Broken Souls in 1930s New York: How Spider-Noir Revisits the Marvel Comics

A posteriori, viene da chiedersi perché ci sia voluto così tanto a trasporre su piccolo schermo Spiderman Noir. L’universo Marvel Noir è fiorito soprattutto nei fumetti pubblicati tra il 2008 e il 2010, con l’idea di reinterpretare i personaggi più amati immergendoli in un setting da film noir, quel genere di produzioni hollywoodiane che ha fatto storia tra gli anni ’40 e i ’50 e che resta ancora il punto debole di molti appassionati di cinema di vecchia generazione.

Poteva essere l’ultima occasione possibile per rispolverare il piacere di quel tipo di visioni in bianco e nero che sanno di tempi andati. I tentativi recenti di riportare in vita quelle atmosfere si contano sulla punta delle dita, e vanno sempre considerate eccezioni: da L’uomo che non c’era dei fratelli Coen a Sin City, fino all’operazione Netflix Ripley, ogni volta il pubblico moderno ha percepito la scelta di una produzione in bianco e nero come un azzardato capriccio artistico. Ed è probabile che il pubblico giovane trovi questa scelta un po’ estrema.

È per questo che Prime Video sceglie per la prima volta di offrire al pubblico il lusso della scelta: Spider Noir può essere visto sia a colori che nel bianco e nero originale, e non è possibile stabilire quale sia la scelta giusta a priori. Dipende molto da quanto troviate affascinante il cinema in bianco e nero, da quante corde emotive vi tocchi questo tipo di estetica. Di sicuro, chi ha creato Spider Noir ha un amore particolare per quel tipo di cinema: gli otto episodi sono tempestati di scene che omaggiano i capolavori dell’epoca e che possono essere davvero apprezzati solo in bianco e nero. La serie arriva in certi casi a mettere in scena citazioni quasi dirette: alzi la mano chi si è commosso a vedere la morte di Silvermane nella stanza degli specchi ereditata direttamente da La Signora di Shanghai di Orson Welles.

"The Lady From Shanghai" Funhouse mirrors 1947

Ma le curiosità principali del pubblico moderno ovviamente non riguardano quali film di ottant’anni fa hanno ispirato lo Spider Noir del 2026: per molti, è più interessante sapere come i personaggi della serie Prime, Ben Reilly, Cat Hardy e Silvermane, hanno reinterpretato il mondo Marvel Noir, e come la loro caratterizzazione differisce dai personaggi originari. Del mondo noir che fu magari ne riparleremo in un secondo momento.

Reinterpretare il mondo Marvel Noir: Ben Reilly in Spider Noir

Il fumetto Spiderman Noir è uscito nel 2008 e rappresenta il primo capitolo dell’universo Marvel Noir. L’idea era di reinventare Spiderman come un personaggio vissuto nella New York anni ’30, così da poter raccontare una storia simile ai classici film in bianco e nero ambientati in quegli anni. Noir, infatti, è quel filone di film in bianco e nero che ha partorito un gran numero di capolavori fino agli anni ’50, con personaggi dalla forte caratterizzazione psicologica, criminali spietati e storie d’amore impossibili. Forse oggi il personaggio più famoso di quell’era è Humphrey Bogart, ma il mondo di film noir è una vera e propria fucina di film imperdibili che ogni amante del cinema dovrebbe conoscere.

Spider Noir su Amazon Prime intende proprio ritrarre lo spirito autentico con cui è nato il mondo Marvel Noir. Ma proprio perché il concetto doveva avere una resa visiva particolare, i creatori della serie TV hanno adottato alcuni grossi cambiamenti, trasformando i personaggi principali. Nel fumetto del 2008 ambientato nel 1934, Spiderman è sempre Peter Parker, stavolta nei panni di un reporter investigativo che opera ai tempi della grand depressione Americana. Una figura più vicina a quella del giornalista Robbie nella serie.

La copertina di Spiderman Noir, pubblicato da Marvel nel 2008.

La serie su Prime, invece, sceglie di usare un altro personaggio nei panni di The Spider: Ben Reilly. Anche Reilly viene dai fumetti Marvel, ma è un personaggio appartenente all’universo Spiderman classico, non a quello Noir: è apparso per la prima volta in The Amazing Spider-Man #149, pubblicato nel 1975, e ci è presentato come un clone di Peter Parker creato in laboratorio. Il personaggio verrà poi ripreso nei decenni a seguire, diventando “Scarlet Spider” e interagendo con Spiderman in molte avventure.

Nei fumetti Marvel, però, Ben Reilly è un giovane ventenne. La serie su Prime Spider Noir sceglie di trasformare questo personaggio in un’investigatore privato avanti con l’età. L’intenzione è quella di farcelo percepire come una versione leggermente invecchiata di Humphrey Bogart e dei suoi ruoli in film come Il Mistero del Falco o Casablanca: un personaggio dal carattere cinico inasprito dalla guerra (per Bogart era la seconda guerra mondiale, per il Ben Reilly di Spider Noir è la prima), con alle spalle una storia d’amore finita tragicamente e una visione del mondo conflittuale.

In Spider Noir, Ben Reilly è un uomo troppo vecchio per star dietro al mondo. La donna della sua vita, Ruby, è morta anni prima e questo lo spinge a mollare la presa. Abbandona il ruolo di The Spider come vigilante che difendeva New York, e permette così all’impero di Silvermane di crescere senza ostacoli. Nel suo cuore, però, si nasconde ancora la voglia di lasciare un’impronta positiva nel mondo. E così, attraverso la spinta nascosta della segretaria Janet e el giornalista Robbie, finisce per rinascere come The Spider (la rinascita di un supereroe, d’altronde, aveva funzionato anche in Daredevil: Rinascita).

"Spider-Noir" - Authentic Black & White Trailer | Prime Video

Il Ben Reilly di Nicholas Cage vuole convincerci di agire solo per voler salvare se stesso dalla maledizione di The Spider e disfarsi dei superpoteri che, secondo le sue parole, gli hanno rovinato la vita. Quando però ha in mano l’antidoto, non ha il coraggio di ingoiarlo. E tanto noi quanto Robbie sappiamo bene perché: il supereroe che porta giustizia al mondo non ha ancora finito il suo lavoro.

Cat Hardy: la Gatta Nera di Marvel che diventa femme fatale

Cay Hardy è l’altro personaggio di spessore di Spider Noir. È ispirata alla figura di Felicia Hardy, il cui alter ego è Gatta Nera. Nell’universo Marvel classico, Gatta Nera è un topo d’appartamento che ama l’ebbrezza del crimine e non fa nulla per sottrarcisi. Stavolta, però, l’incrocio con il mondo Noir avviene anche nei fumetti: in Spiderman Noir, Felicia Hardy è la proprietaria del nightclub Black Cat e intrattiene rapporti stretti con la malavita di New York.

Nel mondo Marvel, Felicia è una donna irrimediabilmente infatuata del rischio, che si getta nel crimine perché si identifica pienamente in quella dimensione. Ladra figlia di un ladro, non nasconde una visione della vita materialistica e superficiale. Eppure, anche nei fumetti, tra Spiderman e Felicia Hardy nasce un amore complicato, che si sviluppa tra alti e bassi. In qualche modo, Spiderman ha un’influenza positiva su di lei, anche dopo che la storia tramonta.

"Spider-Noir" - Li Jun Li: Dream A Little Dream Of Me | Prime Video

La Cat Hardy di Spider Noir ricalca con originalità la figura della femme fatale dei film noir storici. Una donna che sa ciò che vuole e non esita a usare mezzi sporchi per ottenerlo. Nella dimensione della New York anni ’30, il personaggio messo in scena da Li Jun Li è sovrastata da una società dominata dagli uomini e controllata dal potere di Silvermane, che attraverso i soldi e la prepotenza tiene la sua vita in pugno. Eppure, la Cat Hardy di Spider Noir non intende subire quei soprusi passivamente, e arriva persino ad assoldare qualcuno che faccia fuori Silvermane, per poter amare liberamente Flint Marko.

Quindi, per certi versi, anche la versione di Cat Hardy che vediamo nella serie Prime Video è un personaggio calcolatore, che manipola gli altri per i propri benefici. Lo fa però per ottenere un’indipendenza per quei tempi impossibile, e resta comunque una donna capace di amare e agire per l’interesse di chi ama. Il suo rapporto con The Spider è controverso, proprio come nei fumetti: un amore che non ha modo di realizzarsi nella complessità della vita che conducono entrambi, in conflitto con i sentimenti che prova per Marko, che restano comunque più forti.

Il co-creatore di Spider Noir, Oren Uziel, ha reso espliciti i riferimenti ai capolavori di genere confermando che il personaggio di Cat Hardy è ispirato, tra gli altri, alla Rita Hayworth de La Signora di Shanghai.

Silvermane, il boss irlandese di New York e l’ossessione per il potere

Anche Silvermane, ovviamente, ha ricevuto la sua dose di modifiche rispetto al corrispondente personaggio Marvel. Nel mondo di The Amazing Spider-Man, Silvermane è Silvio Manfredi, un esponente di spicco della famiglia Maggia, la mafia italiana di New York, mentre in Spider Noir, il personaggio di Brendan Gleeson sfoggia un’egocentrismo orgoglioso delle sue origini irlandesi. E mentre il personaggio dei fumetti è ossessionato dall’immortalità (al punto da trasformarsi in un cyborg pur di restare in vita per sempre), la sua versione da cinema noir è Finbar “Finn” Byrne, un criminale che domina quel mondo per il puro piacere del potere.

Spider-Noir: Brendan Gleeson Is Silvermane | Prime Video

La versione di Silvermane di Spider Noir è un frutto spietato del vuoto lasciato da The Spider: dopo la morte di Ruby, The Spider si dedica interamente alla sua vita da Ben Reilly, abbandonando la lotta contro il crimine, e ciò permette a Silvermane di prosperare e diventare il centro dei giochi di potere della città. Più che un calcolatore, questo Silvermane è una figura che insegue il semplice piacere di essere al potere: non si fida di nessuno e manipola chiunque pur di affermare costantemente la propria posizione al vertice, e in questo meccanismo si inserisce la sua scelta di “possedere i mostri,” Sandman, Tombstone e Megawatt.

Nonostante le complesse trame che intreccia, il fine ultimo di Silvermane in Spider Noir è semplice: essere e restare l’uomo al potere. Lottare contro tutti per il puro gusto di farlo. Invece di una caratterizzazione profonda, la serie su Prime sceglie di raffigurarlo come il simbolo dell’uomo al controllo.

Silvermane è innamorato di Cat Hardy in Spider Noir? Lui risponderebbe di sì, ma come la stessa Cat ha capito da tempo, in realtà lui ama semplicemente l’idea che lei sia un suo possedimento. Quando scopre che Cat Hardy aveva deciso di sposarsi, non è la gelosia a spingerlo ad uccidere suo marito: è una conseguenza naturale del fatto che lei sia una sua proprietà, e non ha la libertà di prendere decisioni autonome nella sua vita. Per questo lei maturerà l’intenzione di ucciderlo, dopo essersi innamorata di Flint Marko.

Un mondo all’ombra della Marvel

L’operazione di Spider Noir quindi compie una traiettoria unica che si colloca esattamente a metà strada tra il mondo dei supereroi e l’omaggio al cinema noir. Non c’è una storia specifica dai fumetti Marvel che è stata adottata per la trama della serie: ogni personaggio è stato riadattato, usandone i tratti caratteriali come background e trasformandoli in principi ispirativi da reinserire in un contesto differente, ereditato dai classici del cinema del passato.

Così, Ben Reilly/The Spider non è l’ennesimo vigilante, ma un uomo spezzato che fatica a riprendere in mano la propria vita. Cat Hardy non è una ladra che ama la sua vita, ma una guerriera che lotta per l’affermazione di sé. E Silvermane viene spogliato da ogni obiettivo e aspirazione per diventare il simbolo della corruzione del sistema.

I telespettatori sono stati portati a scegliere se vedere Spider Noir in bianco e nero o a colori. La risposta più naturale, a pensarci bene, sta già nello spirito di questa operazione: la storia che vediamo su Prime non proviene dalle pagine più colorate dei fumetti Marvel, ma assume dei ritmi più rallentati e delle immagini più neutre. I personaggi stessi reclamano a gran voce l’appartenenza a un mondo fatto di sfumature di grigio, che sposta l’attenzione sui caratteri in gioco più che sull’azione.

“Noir” è la parola francese che indica il nero e l’oscurità. In caso avevate ancora bisogno di una spinta a decidere.

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato

Carlo Affatigato è il fondatore e Direttore Editoriale di Auralcrave. Ingegnere di formazione con un background in psicologia e life coaching, è analista culturale e scrittore professionista dal 2008. Carlo è specializzato nell'estrarre significati nascosti e intenzioni umane dalle storie globali di tendenza, unendo il rigore scientifico a una lente umanistica per spiegare l'impatto psicologico dei nostri momenti culturali più significativi.View Author posts