Ansia: cos’è, come gestirla e quando combatterla

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In un mondo in cui le incertezze fanno parte della nostra vita, in cui cresciamo sempre più spesso in ambienti di cui non abbiamo esperienza, avendo spesso a che fare con situazioni per cui non siamo preparati, l’ansia è spesso una compagnia costante. Non in tutti (per fortuna), ma è parte della vita di abbastanza tra noi da considerarla un tratto tipico dei tempi moderni. Ed essendo una sensazione che spesso è possibile tenere sotto controllo senza intervento di medici o esperti, è importante sapere di cosa si tratta e come gestirla.

Cos’è l’ansia

L’ansia è uno stato di apprensione legato a qualcosa di preoccupante che potrebbe accadere in futuro. È diversa dalla paura proprio in quanto anticipa il pericolo: mentre la paura è una reazione immediata a una situazione pericolosa, l’ansia è un meccanismo di preparazione all’eventualità che una data situazione si presenti. L’ansia arriva prima del problema, sempre.

Le persone ansiose sono coloro che considerano fondamentale essere preparati alle eventualità. Quelle che di fronte a un problema vogliono agire immediatamente per risolverlo: se l’azione non è ancora possibile perché il problema non è di fronte a noi in quel dato momento, allora investiamo le nostre energie nel prepararci ad esso, in tutte le forme in cui potrà presentarsi. Sono persone che hanno fretta di uscire da una situazione di disagio. Forse perché non sono sicure di saperle gestire, o hanno paura delle conseguenze. È come quando si ha un dolore fisico e si passa tutto il tempo a toccare la parte dolorante per vedere se il dolore persiste, aumenta o resta costante: in questo modo spesso si allungano i tempi di guarigione, mentre lasciare riposare la parte in questione sarebbe più efficace. Allo stesso modo, quando è eccessiva, l’ansia può toglierci le energie che saranno necessarie quando (e se) la data situazione si verificherà nella pratica.

Come gestire l’ansia

Se leggiamo con attenzione la definizione qui sopra, capiamo subito una cosa molto importante: l’ansia è un’emozione del tutto normale. Un meccanismo di difesa naturale del nostro essere, che ci aiuta ad essere più efficaci di fronte ai problemi, allo stesso modo in cui la paura o la preoccupazione per un esame ci spinge a reagire con più energia di fronte alla situazione.

In quanto parte del nostro percorso evolutivo, non dobbiamo pensare che l’ansia sia una cosa da combattere ed eliminare sempre e comunque. In quantità limitate, l’ansia è nostra amica. Ci aiuta ad affrontare meglio la vita, poiché ci invita a prepararci al futuro. Il primo passo dunque per evitare che l’ansia assuma dimensioni esagerate è capirne le motivazioni. Esiste una preoccupazione e l’ansia, che è nostra amica, ci sta invitando a riflettere su di essa, valutarne le possibili evoluzioni e chiederci come reagiremmo.

Prima di combattere l’ansia (nel senso di provare ad eliminarla), dobbiamo capire se non possa semplicemente essere gestita. Come ogni emozione, l’ansia ha bisogno delle nostre attenzioni. Sta chiedendo di essere ascoltata, ed è giusto che noi gli concediamo spazio. Per prima cosa, quindi, è bene lasciare che prenda posto nella nostra testa. Offriamole del tempo, parliamoci, ragioniamo sul problema insieme. Capiamo se è davvero il caso di preoccuparci, e se lo è, preoccupiamoci pure. Basta che ciò accada in maniera limitata e sotto controllo. Se ci accorgiamo che siamo ansiosi da troppo tempo, o in maniera troppo intensa, tocca provare a distrarci con qualcosa di meno emotivo, di più tangibile. Come fare sport, dedicarsi a una propria passione, parlare con qualcuno, giocare. E poi, con la mente più rilassata, possiamo tornare ad occuparci della nostra ansia, senza paura.

Pratiche e metodi

Se vogliamo risolvere la nostra ansia, la prima cosa da fare è identificare in maniera inequivocabile la preoccupazione che ci attanaglia. Nella maggior parte dei casi si sa qual è il problema, ma ci sono casi in cui la ragione che ci causa l’ansia non è visibile a livello razionale: questo può accadere ed esistono diversi metodi per far emergere ciò che resta nascosto dentro di noi. Il primo passo è seguire i suggerimenti di quest’articolo, dedicato a come scoprire cosa ci turba:

Una volta identificato il problema, si può passare alle azioni pratiche per andare incontro al problema stesso. Ci sono diverse pratiche che aiutano a ridure l’ansia legata a un problema specifico. Il più efficace è quello di passare all’azione: se razionalmente siamo in grado di identificare un’azione immediata ed efficace che possa aiutarci a mitigare i pericoli o addirittura a risolvere parte del problema, dedichiamoci ad essa. Usiamo le energie che la nostra stessa ansia ci sta dando per agire. Ottenere risultati pratici, avvicinarsi alla risoluzione del problema è il rimedio più efficace ai nostri stati d’ansia.

Ovviamente questo non sempre è possibile, se il problema non è nel nostro presente e se è complesso a sufficienza da rendere impossibile delle azioni pratiche di preparazione. In quel caso, il secondo passo potrebbe essere quello di preparare un piano d’azione attivo e strutturato. Non solo qualcosa che resti nella tua testa, ma magari qualcosa che venga scritto da qualche parte. Proviamo a metterci di fronte a un foglio bianco, scriviamo il problema a caratteri grossi nell’intestazione e iniziamo a delineare possibili evoluzioni e possibili reazioni da parte nostra. Se alla fine saremo stati in grado di riempire il foglio con un ventaglio adeguato di possibilità ed azioni conseguenti, questo aumenterà la nostra autostima e la fiducia in noi stessi: due elementi indispensabili per tenere sotto controllo le nostre emozioni.

Se le due azioni sopra non sono state efficaci o possibili, forse è arrivato il momento di accettare il fatto che non si possa fare molto in questo momento. Anche se vorremmo avere il controllo di ogni aspetto della cosa, bisogna accettare che alcune cose nella vita siano fuori dal nostro controllo. Se riusciamo a convincerci, la sensazione che dobbiamo assolutamente fare qualcosa (e subito) potrebbe abbandonarci. In questo può venire di nuovo in aiuto la nostra autostima: se ci riteniamo sufficientemente capaci di gestire le situazioni della vita, potremmo imparare a preoccuparci un po’ meno, aspettare semplicemente che la situazione si presenti e agire sul momento, con gli strumenti che avremo in quell’istante.

Solo se ci accorgiamo che l’ansia sta raggiungendo livelli troppo elevati e sta avendo dei sintomi fisici rilevanti, è il caso di rivolgersi a un medico che possa suggerirci eventuali farmaci. Ma quello vale solo nel caso in cui lo stato ansia si sia protratto per lungo tempo e ci stia davvero precludendo una vita normale. Nei casi più frequenti, però, l’ansia può essere semplicemente gestita in maniera autonoma, con la consapevolezza che resta sempre un’emozione momentanea.

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