La vera storia di Jimmy Hoffa e la versione di The Irishman

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Come spiega lo stesso film di Martin Scorsese The Irishman, oggi forse pochi conoscono la storia di Jimmy Hoffa, ma c’è stato un tempo in cui era famoso quanto Elvis Presley. Tra i personaggi più influenti della politica statunitense degli anni ’50 e ’60, Hoffa è stato il presidente del più grande sindacato degli Stati Uniti, indagato per relazioni con la criminalità organizzata, condannato al carcere alla fine degli anni ’60, poi scarcerato all’inizio dei ’70 e scomparso in circostanze misteriose nel 1975.

The Irishman è basato sul best-seller I Heard You Paint Houses di Charles Brandt e offre una spiegazione della sua scomparsa basata sulla confessione di Frank Sheeran, il suo presunto assassino. In questo articolo ripercorriamo i fatti accertati legati alla vita di Jimmy Hoffa, come guida a quel che è successo e a come il film di Scorsese e il libro di Brandt si adattano a ciò che si sa.

L’ascesa nel sindacato

Fin dalla giovane età, Jimmy Hoffa si è distinto a Detroit nella lotta per i diritti dei lavoratori. Hoffa lavorava nel settore alimentare e intorno ai 20 anni ha iniziato a convogliare i malumori dei lavoratori sottopagati e li ha spinti a unirsi in maniera organizzata. Il suo entusiasmo l’ha subito collocato nella posizione di leader, e molto presto fu invitato a diventare organizzatore del sindacato International Brotherhood of Teamsters.

Hoffa si unisce al sindacato nel 1933, quando lui aveva 20 anni e l’organizzazione contava circa 75mila iscritti. L’appassionato impegno di Hoffa porta il sindacato a raddoppiare nel giro di meno di tre anni. Negli anni successivi il sindacato assumerà dimensione nazionale e arriverà a oltre un milione di iscritti all’inizio degli anni ’50. Jimmy Hoffa ne diventerà presidente nel 1957. Alla sua attività si devono molte conquiste nell’ottica dei diritti dei lavoratori.

I legami con la criminalità organizzata

La crescita dell’importanza del sindacato è andata di pari passo, negli anni, con l’influenza che la criminalità organizzata aveva sul sindacato stesso, attraverso le varie figure chiave dell’organizzazione, Jimmy Hoffa compreso. Si sa che Hoffa aveva legami stretti col boss mafioso Russell Bufalino e si avvaleva dell’aiuto del cugino Bill Bufalino come avvocato difensore e consigliere. L’interesse della criminalità organizzata era di ottenere prestiti dal cospicuo fondo pensione dell’organizzazione.

Quando John Fitzgerald Kennedy diventa Presidente degli Stati Uniti e nomina il fratello Robert procuratore generale, comincia una accanita battaglia contro la corruzione che puntava a incriminare Jimmy Hoffa. Nel 1963 JFK viene assassinato, ma Robert Kennedy continuerà i suoi sforzi per incriminare Hoffa. Nel 1964 Hoffa verrà condannato con diverse sentenze, per corruzione e uso criminale del fondo pensione, e finirà in prigione dopo che ogni appello verrà rifiutato. Quell’anno Robert Kennedy si dimetterà dal ruolo di Procuratore Generale.

Nel 1967 Jimmy Hoffa va in prigione, destinato a scontare una condanna di 13 anni. Il presidente del sindacato diventa Frank Fitzsimmons, che presto prenderà le distanze dalle influenze che Hoffa avrebbe voluto ancora esercitare dalla prigione. Fitzsimmons era ben visto dalla criminalità organizzata in quanto ancora più flessibile di Jimmy Hoffa nella concessione di prestiti.

Nel 1971 Jimmy Hoffa viene rilasciato a seguito di una riduzione della pena voluta dal nuovo presidente USA Richard Nixon, da sempre supportato dal sindacato come candidato repubblicano alla presidenza. Una volta uscito dal carcere, Jimmy Hoffa fa di tutto per riconquistare il proprio ruolo di leadership all’interno del sindacato, incontrando però forti resistenze da parte della malavita e dei leader del momento, che vedono in Fitzsimmons una gestione migliore per tutti.

La scomparsa

I tentativi di riconquista del potere all’interno dell’organizzazione sindacale mettono Jimmy Hoffa in forte conflitto sia con la mafia statunitense che con alcuni membri di rilievo del sindacato stesso, tra cui Anthony Provenzano, esponente di spicco del sindacato legato alla mafia siciliana.

Il 30 Luglio 1975, nel culmine dei tentativi di riconciliazione tra Hoffa e i suoi oppositori nel tentativo di riconquistare la leadership, Jimmy Hoffa viene invitato per un meeting con Anthony Provenzano e il boss della malavita Anthony Giacalone. L’appuntamento era in un luogo pubblico nella periferia di Detroit alle 2 di pomeriggio, ma Hoffa attenderà invano l’arrivo degli altri due. Diversi testimoni riconosceranno Jimmy Hoffa mentre parlava al telefono con la moglie e con un altro ex presidente del sindacato, Louis Linteau. Poi di lui non si saprà più nulla.

La polizia cercherà a lungo il corpo di Jimmy Hoffa, senza successo. La verità sulla sua scomparsa non verrà mai accertata legalmente. Hoffa verrà dichiarato legalmente morto nel 1982.

La confessione di Frank Sheeran

Tra le varie teorie che hanno provato a spiegare la scomparsa di Jimmy Hoffa, quella che nel tempo ha preso più piede parte dalle dichiarazioni avvenute molti anni dopo da Frank Sheeran, un affiliato della famiglia Bufalino che diventerà esponente di spicco nel sindacato e che stringerà un forte rapporto di amicizia con lo stesso Hoffa. Pochi anni prima della sua morte, che avviene nel 2003, Sheeran confesserà allo scrittore Charles Brandt di esser stato lui ad uccidere Jimmy Hoffa quello stesso giorno.

Frank Sheeran e Jimmy Hoffa

In base alla sua confessione, quell’incontro era stato organizzato proprio per fare fuori Jimmy Hoffa. Per non destare troppi sospetti in Hoffa, a quell’appuntamento di presenteranno (con considerevole ritardo) Frank Sheeran, Charles O’Brian (un altro amico di lunga data di Hoffa) e il mafioso Sal Briguglio mandato da Anthony Provenzano. I tre spiegheranno a Hoffa che l’incontro avverrà in una casa e lo accompagneranno lì, con la promessa di riportarlo indietro dopo il meeting. Una volta arrivati alla casa, entreranno solo Sheeran e Hoffa, e Sheeran sparerà due colpi di pistola alla testa all’amico Hoffa, uccidendolo. Sempre secondo la confessione di Sheeran, il corpo di Hoffa sarebbe stato cremato in modo che non fosse mai trovato.

A oltre 40 anni di distanza dall’accaduto, non si sa ancora la verità inoppugnabile sulla scomparsa di Jimmy Hoffa. Tutti i protagonisti di quel periodo sono morti e restano solo i figli di Jimmy Hoffa gli unici che ancora beneficerebbero della verità. La versione di Frank Sheeran è stata contestata da molti nei dettagli, e nessuna prova è mai stata trovata, ma tutte le teorie alternative confermano l’uccisione da parte della mafia di Detroit e la scomparsa del cadavere.

La confessione di Frank Sheeran potrebbe non essere vera in ogni dettaglio ma è in grado di spiegare l’accaduto senza troppe contraddizioni e resta ancora oggi la più probabile spiegazione di quel che accadde.

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