MetropolisRemix: il film di Fritz Lang rivive a colori e sonorizzato

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È uno dei massimi capolavori della settima arte, è stato distopico vent’anni prima di Orwell e ha ispirato intere generazioni di cineasti sci-fi: Metropolis si avvia a concludere il suo primo secolo di vita e il tempo sembra non avere alcun effetto sul suo fascino intramontabile.

Quando Metropolis venne distribuito nel 1927 in pochi lo capirono: in Europa fu un clamoroso flop, negli Stati Uniti andò bene ma non mancarono critiche estremamente aspre, come quella di Herbert George Wells (uno dei padri nobili della fantascienza letteraria) che lo detestava. La verità è quello di Lang era un film troppo avanti rispetto alla propria epoca per poter essere capito: era avanti sul piano produttivo, grazie all’utilizzo rivoluzionario della tecnica del passo uno e all’invenzione dell’effetto Schüfftan (che grazie ad uno specchio posto a quarantacinque gradi rispetto alla macchina da presa permetteva di riflettere ed eventualmente ingrandire oggetti fuori campo, aiutando a creare scenografie all’epoca impossibili altrimenti) così come era avanti sul piano artistico, raccontando la lotta di classe con una forza visiva ancora oggi quasi inarrivabile.

Lang raccontava di aver ricevuto l’ispirazione per Metropolis guardando lo skyline di New York di notte: quello che è certo è che il suo film ha ispirato chiunque si sia cimentato con la fantascienza cinematografica da lì in avanti, fino ai giorni nostri. Nei decenni successivi alla sua uscita Metropolis ha influenzato i più iconici film di fantascienza mai prodotti, da Blade Runner a Brazil fino al design di C3-PO di Guerre Stellari, che è basato proprio su quello del Maschinenmensch del film di Lang. L’influenza di Metropolis si è poi estesa anche oltre il mondo del cinema, partendo dalla letteratura per poi arrivare alla musica: ha dato il nome alla città di Superman, è stato alla base di uno dei migliori videoclip dei Queen e le sue ripetute visioni hanno ispirato David Bowie nel concept di Diamond Dogs.

Nel corso degli anni si sono rincorse più edizioni di Metropolis, alcune in bianco e nero e altre a colori, tutte dal differente minutaggio (pare che alcuni suoi frammenti siano andati irrimediabilmente perduti durante la Seconda Guerra Mondiale) e tutte che provavano a dare una colonna sonora definitiva a questo capolavoro: ci hanno provato nell’ordine anche Giorgio Moroder, Philip Glass e Jeff Mills. Oggi però il capolavoro di Lang si presenta a noi in una nuova forma. La trovate qui sotto:

MetropolisRemix è un esperimento condotto da un team di appassionati ed esperti che ha tentato un’impresa titanica (già tentata nel 2017 degli stessi): armati di tanta forza volontà, i realizzatori di MetropolisRemix hanno preso il capolavoro di Lang, lo hanno colorato digitalmente frame dopo frame e ne hanno curato il sound design in maniera pressoché impeccabile, non limitandosi ad aggiungere musica alle immagini (bellissimi i nuovi titoli di testa, dove le immagini dell’originale sono rielaborate digitalmente al ritmo di un breakbeat con synth anni ottanta) ma curando il sonoro in ogni suo aspetto, regalando inoltre un doppiaggio efficace alla pellicola.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i più puristi storceranno il naso mentre altri apprezzeranno questo sforzo, mosso da un amore sincero verso una pietra miliare del cinema di tutto il mondo. L’obiettivo è facilmente intuibile: sottrarre Metropolis allo scorrere del tempo e dargli una veste nuova, in grado di renderlo più fruibile per quella fetta (ormai maggioritaria) di pubblico che non conosce il cinema muto e che senza questo tentativo non avrebbe mai potuto conoscere l’opera di Lang. Il risultato è sorprendente: MetropolisRemix è probabilmente il miglior tentativo mai visto di colorizzare l’originale, ma quello che stupisce di più è il lavoro sul suono e sul doppiaggio, che valorizza al massimo i toni cupi del film e crea un’atmosfera sinistra e inquietante, che tiene incollati allo schermo come se fosse la prima visione.

Il 2026 da incubo immaginato da Lang è pronto a tornare: a quasi cent’anni dalla prima apparizione di Fredersen, Maria, Rotwang e Josaphat, Metropolis è più vivo che mai ed è pronto ad essere scoperto e ad ispirare i sogni di nuova generazione.

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