Il Tableaux Vivants di Caravaggio: i suoi quadri in carne ed ossa

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Con Caravaggio, si sa, si va molto sul fisico. La sua pittura così realistica, così precisa nel mostrare la carne e il sangue dei suoi soggetti, è quella che l’ha reso così odiato e amato allo stesso tempo. Amato perché ai suoi tempi nessuno era come lui, così determinato a rappresentare la realtà carnale e gli effetti di movimento delle opere; odiato perché spesso questo suo tratto andava spesso a cozzare con la natura stessa dei suoi dipinti, che venivano di frequente commissionati dalla Chiesa su soggetti importanti della fede cattolica, ed è facile comprendere che non molti tra le cariche del Vaticano erano disposti ad accettare la visione di Maria Vergine col ventre gonfio quasi fosse incinta.

Ciò non toglie che, in fatto di fisicità, i quadri del Caravaggio restano ancora tra le cose più affascinanti dell’arte pittorica. Per questo si conciliano così bene con un’altra pratica parecchio apprezzata ai giorni nostri: quella dei Tableaux Vivants, i “quadri viventi”, un’iniziativa portata avanti spesso dalle compagnie teatrali sui lavori di diversi pittori classici, rappresentando i loro dipinti con attori in carne e ossa, di fronte a un pubblico dal vivo.

Uno degli ultimi Tableaux Vivants realizzati su Caravaggio ha preso forma a Sutri, in provincia di Viterbo, per mano della compagnia teatrale Ludovica Rambelli. Il video estratto da quell’esibizione è stato condiviso in rete poco tempo fa e si è rapidamente diffuso anche fuori confine. Lo trovate qui sotto: quattro minuti e mezzo di magia.

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