I dipinti realizzati da Charles Manson

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“Murderabilia” è il termine usato (soprattutto all’estero) per definire quel mercato più o meno occulto di opere d’arte realizzate da serial killer, la cui dimensione va crescendo a velocità costante. Un sottosuolo di opere d’arte compiute dagli individui più maligni al mondo, vendute in siti specializzati come Serial Killers Ink, True Crime Auction House o Murder Museum e rivolte ai feticisti del male, ossia qualsiasi persona che subisca il fascino del male al punto da volerne possedere le sue creazioni.

Gli acquirenti che alimentano tale mercato sono spesso persone del tutto comuni, che vogliono entrare in contatto con qualcosa di distante e proibito dalla società. Per questo le opere acquistate vengono più spesso conservate in luoghi privati, evitando di esporle in punti visibili ad ospiti o comunque allo sguardo pubblico, proprio per evitare che tale passione dia troppo nell’occhio. Delle opere che vengono acquistate fanno parte ovviamente qualsiasi oggetto creato o anche solo toccato da serial killer famosi: lettere scritte dal carcere, cartoline firmate e spedite da loro, diari… e poi, per quei casi in cui il serial killer inizia a dedicarsi alla produzione artistica una volta entrati in prigione, ci sono i loro dipinti. Che ormai raggiungono cifre considerevoli, e in costante aumento.

Le ragioni che portano i serial killer a dar vita a una nuova carriera come artisti possono essere varie: la necessità di occupare il tempo in prigione, ovviamente, come anche il bisogno di “creare qualcosa di più grande”, che poteva spingerli in equal misura a compiere i loro atti malvagi fuori dalla cella. Oppure può semplicemente essere un modo di esprimere in una cornice consentita le spinte malvagie che risiedono sempre dentro di loro, o ancora un semplice modo per alimentare la loro fama e il loro brand.

Uno dei nomi più popolari in quel mercato è John Wayne Gacy, un serial killer dall’aspetto insospettabile che negli anni ottanta uccise 33 adolescenti e che è già morto di iniezione letale nel 1994. La sua caratteristica era quella di adescare le sue vittime tramite il suo travestimento da clown, col quale si esibiva in pratiche di animazione per feste e cerimonie. Il clown diventò il suo tratto identificativo e il soggetto principale dei suoi dipinti. Nel limitato campo del mercato di opere d’arte dei serial killer, John Wayne Gacy è come Salvador Dalí e i volti da pagliaccio sono i suoi orologi molli. Il dipinto qui sotto, ad esempio, è stato battuto all’asta nel 2018 per 7500 dollari.

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John Wayne Gacy – Pogo The Clown

Charles Manson è un nome molto più noto di John Wayne Gacy, per ovvie ragioni. I suoi omicidi sono assurti a grossi fatti di cronaca, il più scandaloso dei quali coinvolse la morte di Sharon Tate, la moglie incinta di Roman Polanski che morì in uno degli omicidi più brutali e sconvolgenti di sempre. L’influenza di Manson per chi si fa affascinare dal male è grande, e il riscontro lo si vede anche in come al mondo del cinema fa ancora piacere far riferimento al personaggio (fino all’ultimo film in arrivo di Quentin Tarantino). Ovviamente ciò vale anche per molti altri serial killer, che spessissimo hanno realizzato ritratti e dipinti a lui dedicati.

Anche Charles Manson è uno di quelli che una volta in carcere si sono dati all’arte. La sua vena artistica in realtà esisteva anche prima dell’arresto (è nota la sua volontà di diventare un musicista), ma l’arte figurativa iniziò a diventare un suo interesse solo successivamente. E si è sviluppata secondo un binario particolarmente interessante: il suo campo d’azione è l’arte simbolica, spesso vicina all’astrattismo. Qualcuno si è persino azzardato a parlare di “un suo periodo Picasso”. E le immagini che è in grado di creare non sono poi molto distanti da altri stimati artisti dell’estetica orientata al turbamento, come i dipinti di David Lynch.

Qui sotto una selezione di alcuni dei suoi dipinti. Molti di loro sono stati venduti, a prezzi che si aggirano intorno ai 2-3000 dollari. Ed è più che plausibile stimare un loro aumento di valore nei prossimi anni. Uno di loro ha un valore maggiore perché è stato bagnato con la sua urina, cosa che ha dato dimensione fisica alla connessione tra acquirente e creatore dell’opera.

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Dipinto dei primi anni ’80, 9x12cm, facilmente introducibile in prigione. Ultima stima: 1200$
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Titolo del dipinto: Mixed Up”
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Realizzato nel 2016, poco tempo prima della morte
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Titolo del dipinto: Old Crows Raven”. Ultima stima: 4500$
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Dipinto da Ansom13 e colorato da Manson. Ansom13 era il marito di uno dei membri della Manson Family. Lui e Manson erano molto legati.
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Dipinto da Charles Manson e bagnato con la sua urina. Ultima stima: 2500$. Il dipinto è stato esposto nel Museo Infestato di Zak Bagans a Las Vegas

Curiosità per i più “feticisti”: quando Charles Manson morì (per emorragia intestinale) nel 2017, il suo corpo fu cremato e le sue ceneri sono state liberate in California. Qualcuno si prese la briga di inseguirle e raccoglierne un campione sufficiente, con cui ha poi realizzato un ritratto. Nel dipinto, che trovate qui sotto, sono state usate le vere ceneri di Charles Manson per realizzare le pupille dei suoi occhi. Anche questo dipinto è esposto al Museo Infestato a Las Vegas. Tra chi lo guarda, molti dicono di aver percepito un’energia tale da costringerli a distogliere lo sguardo.

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