Il Pinocchio di Guillermo Del Toro: la data di uscita e le ultime news

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L’espansione di Netflix in campo cinematografico prosegue senza sosta: dopo aver conquistato nel giro di pochi anni il predominio assoluto nel campo delle serie televisive, il colosso californiano dello streaming è sempre più intenzionato a consolidare la propria posizione in un ambito che fino a pochissimi anni fa era prerogativa pressoché esclusiva delle sale e delle grandi catene di distribuzione.

Negli ultimi due anni Netflix ha seguito diverse strategie produttive per quanto riguarda i suoi film, alcune riuscite bene ed altre solo in parte: ha acquistato pellicole già realizzate, o in fase di completamento, che erano state abbandonate dai distributori iniziali (Annientamento, The Cloverfield Paradox), si è appropriata di quello che un tempo era il mercato dei film direct to video (che non avrebbero comunque mai visto il buio della sala), ha stretto collaborazioni con autori prestigiosi in vista di importanti festival (Alfonso Cuaròn con Roma, i fratelli Coen con La ballata di Buster Scruggs), ha tentato addirittura la strada del blockbuster autoprodotto con l’insoddisfacente Bright e, come se non bastasse, ha deciso di finanziare e distribuire in proprio alcuni progetti personali e lungamente inseguiti da registi già ampiamente affermati, che però non riuscivano a trovare i fondi necessari per portarli a termine (Mute di Duncan Jones, The Irishman di Martin Scorsese).

In quest’ultimo filone di iniziative si inserisce anche Pinocchio, la prossima fatica cinematografica di Guillermo Del Toro, che dopo aver toccato l’apice di popolarità presso pubblico e critica con il trionfo di premi di La forma dell’acqua (un film bellissimo, manifesto della poetica d’autore del suo regista), e dopo aver consegnato a un film Netflix il premio più prestigioso della settantacinquesima edizione del Festival di Venezia, è ora intenzionato a portare a compimento quello che è uno dei suoi (numerosi) dream project ormai da un decennio.

Nello stesso anno in cui anche Matteo Garrone, dopo lo splendido e acclamato Dogman, si dedicherà alla realizzazione di un adattamento del celeberrimo romanzo di Carlo Collodi, il regista messicano intende dar vita (condividendo la regia con Mark Gustafson) a una versione completamente nuova della storica fiaba.

pinocchio
Il Pinocchi Disney, 1940

Occorre dimenticare la Disney, Comencini e Benigni, perché il Pinocchio di Del Toro sarà un musical animato, realizzato con l’antica tecnica dello stop motion: seguendo la scia di autori come Tim Burton ed Henry Selick, Del Toro intende infatti creare un film d’animazione indirizzato maggiormente agli adulti che ai bambini, con un’estetica dark e una stretta connessione (nonostante il netto cambio di stile) con quella che è stata la poetica dei suoi film migliori, spostando l’ambientazione della vicenda dall’Italia di fine dell’ottocento a quella degli anni trenta del novecento, in piena epoca fascista, inserendo dunque questo nuovo film nello stesso filone di revisionismo storico in chiave fiabesca/orrorifica che ha fatto la fortuna delle sue opere più riuscite (La spina del Diavolo e Il labirinto del Fauno erano ambientati nella Spagna franchista, La forma dell’acqua nell’America della Guerra Fredda).

Già questo potrebbe bastare per attendere con ansia il nuovo film di Del Toro, ma non è tutto: da tempi non sospetti, infatti, il regista non fa mistero della sua venerazione per il romanzo di Collodi, che a detta sua è stata una delle favole in assoluto più importanti per la sua formazione artistica e professionale. Il lavoro su Pinocchio, per Del Toro, è un obiettivo inseguito lungo quasi tutta la carriera e il suo raggiungimento rappresenta per lui una sorta di chiusura del cerchio con quelle che sono state le sue maggiori fonti d’ispirazione, una sorta di tappa obbligata lungo il suo percorso.

Un ulteriore motivo per attendere con estrema curiosità Pinocchio è appunto la tecnica di realizzazione del film: dopo lo splendido prologo di Hellboy 2: The Golden Army e l’omaggio alla cultura degli anime con Pacific Rim, la curiosità di vedere Del Toro alle prese con un intero film di animazione è davvero altissima, considerando anche che lo stesso autore ritiene l’animazione (in tutte le sue varie tecniche e declinazioni) la più importante forma d’arte all’interno del cinema.

In attesa di scoprire qualcosa di più sulla trama di questo nuovo Pinocchio “antifascista”, possiamo affidarci alle parole del regista che lo descrive in questo modo:

“Pinocchio è un’anima innocente con un padre menefreghista che si perde in un mondo che non comprende a pieno. Si imbarca così in un viaggio straordinario che lo porterà ad avere una comprensione profonda delle azioni di suo padre e del mondo reale”

Possiamo aspettarci dunque già da adesso una rilettura totale dell’opera originale, che passando attraverso la visione di Del Toro sembra promettere di trasformarsi in qualcosa di completamente inedito.

L’inizio della lavorazione del film è prevista già per autunno 2018, mentre ovviamente non c’è ancora alcuna data di uscita ufficiale. Si presume possa arrivare lungo il 2019. Nessun trailer, ma c’è già una prima bozza di disegno pubblicata dallo stesso Del Toro su Twitter, che ha prodotto parecchio entusiasmo. È quella qui sotto.

Con l’annuncio della produzione di Pinocchio, gli appassionati hanno reagito in maniera più o meno uniforme chiedendosi se questo possa essere o meno il primo passo verso la realizzazione di un altro grandissimo progetto che Del Toro intendeva realizzare e che, purtroppo, è finito ormai da anni nell’oblio: un adattamento cinematografico ufficiale del capolavoro di H. P. Lovecraft, Alle Montagne della Follia.

Nelle intenzioni del regista, il film (che vedeva James Cameron nel ruolo di produttore) doveva essere un horror ad alto budget e rigorosamente vietato ai minori, sulla scia di film come Alien e La Cosa (che all’opera di Lovecraft devono gran parte del loro fascino), ma il progetto perse i finanziamenti prima ancora di entrare in pre-produzione.

Oggi, alla luce dei passi da gigante mossi da Netflix nella produzione di film anche molto costosi, viene da chiedersi se la realizzazione di un film di quella portata sia molto più vicina di quanto si potesse pensare anche solo fino a qualche mese fa.

Quello che è certo, per ora, è che prima di vedere Guillermo Del Toro impegnato in altri progetti dobbiamo attendere questo peculiare musical d’animazione, sicuri che la mano esperta di uno degli autori più acclamati del panorama attuale saprà regalarci qualcosa di interessante.

Scritto da Guillermo Del Toro, Patrick McHale, Gris Grimly e Matthew Robbins; diretto da Del Toro e Mark Gustafson e basato sui concept art di Gris Grimly, Pinocchio è il nuovo lungometraggio prodotto da Netflix e arriverà prossimamente sulla sua piattaforma.

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