Guarire con le scale musicali: la lezione della musicoterapia orientale

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In occidente, nel corso dei secoli, abbiamo sviluppato una notevole conoscenza tecnico-scientifica della musica, tuttavia allo stesso momento abbiamo cambiato in maniera radicale la fruizione della stessa. Oggi ascoltiamo perlopiù musica liquida e in più il nostro ascolto è diventato disattento e superficiale.

Nella musica classica orientale invece gioca ancora un ruolo molto importante l’improvvisazione e quindi la sua esecuzione dal vivo. In India la musica conserva ancora una forte valenza emotiva, energetica e terapeutica. Il Nada Yoga, la scienza e l’antica arte indiana del suono, è una pratica millenaria che utilizza la vibrazione per orientare e dirigere l’energia vitale presente nell’uomo e migliorare il suo equilibrio psicofisico.

Gli Indiani sono stati pionieri e maestri nello studio della vibrazione, considerando l’intero creato, uomo incluso, energia sonora in movimento (chiamata nāda) piuttosto che materia e particelle. La moderna fisica quantistica è in perfetta consonanza con le antiche sapienze indiane poiché afferma che la materia è costituita da onde di vibrazione. Il noto fisico Fritjof Capra dichiarò “ciascuna particella canta perennemente la sua canzone”.

Le antiche conoscenze del Nada Yoga sono parte nella moderna Musicoterapia indiana che utilizza le vibrazioni sonore per fornire una soluzione a vari problemi psicologici e psicosomatici e per aumentare il livello di coscienza dei centri energetici della fisiologia yoga, chiamati chakra. Diverse sono le tecniche di approccio terapeutico e spaziano dall’intonazione del Matra Aum, all’esecuzione di diversi vocalizzi fino all’ascolto e alla pratica delle scale musicali terapeutiche.

Per comprendere come possano i suoni agire sulla nostra psiche e sul nostro organismo, basta pensare che il corpo umano è composto per circa il 70% di acqua. Poiché il suono viaggia più velocemente attraverso l’acqua che attraverso l’aria, la stimolazione della frequenza del suono provoca una stimolazione totale del corpo fino al livello cellulare. Ognuno di noi senza saperlo è ricettivo, per via del principio di risonanza, alla musica che ascolta e produce, e i suoi effetti sulla nostra struttura molecolare sono ormai comprovati. Già solo attraverso la nostra voce possiamo sperimentare in modo empirico quanto le nostre risonanze appaiono evidenti, basta prestare attenzione alle frequenze che variano in base al nostro stato d’animo, alle emozioni e alle sofferenze fisiche.

Quali sono dunque le scale musicali che possiamo intonare o ascoltare per trarne benessere? Cominciamo col dire che la musica classica indiana è una musica modale in cui lo sviluppo delle melodie è basata sui cosiddetti Ragas, ovvero combinazioni di note diverse secondo uno schema particolare, che nella musica occidentale corrispondono più o meno alle nostre scale modali. La caratteristica di ogni Raga risiede nella scelta di alcune note cardini che, all’interno della scala musicale, definiscono il carattere, l’espressione simbolica, l’azione sulle emozioni e sulla energia vitale. Ogni scala produce dunque un effetto preciso a livello emozionale, simbolico ed energetico.

Abbiamo deciso di selezionare per voi alcune scale terapeutiche della tradizione indiana che corrispondono alle nostre scale modali spesso presenti nella nostra musica classica, jazz o rock e relativi ascolti. Alla fine trovate una scala Pentatonica Maggiore, utile per chiudere la seduta di ascolto con le scale modali.


Il Modo Ionico

Il modo ionico, che altro non è che la nostra scala maggiore, è utile ad apportare un maggiore radicamento, è quindi consigliato a chi necessita una maggiore aderenza con la realtà e alle donne in gravidanza. Lo potete ascoltare in queste canzoni:

  • Like a Rolling Stone – Bob Dylan
  • Let It Be – The Beatles
  • Brown-eyed Girl – Van Morrison
  • Ode To Joy – Beethoven

Il Modo Dorico

Il modo dorico, che un modo minore, è utile a combattere la depressione e la tristezza, ma anche l’iperattività e la scarsa concertazione, agendo positivamente sulla memoria e l’intelligenza. Lo potete ascoltare in queste canzoni:


Il Modo Lidio

Il modo lidio, molto diffuso nel jazz modale e nella musica classica, è molto utile per guarire la tristezza dovuta alla fine di un rapporto sentimentale e amoroso. Lo potete ascoltare in queste canzoni:

  • Flying in a Blue Dream – Joe Satriani
  • Primo movimento della suite Lieutenant Kije – Prokofiev
  • Oceans – Pearl Jam
  • E.T. Theme – John Williams

La Pentatonica Maggiore

La pentatonica maggiore non è un modo, ma come ci suggerisce il nome, è una scala composta da sole 5 note che esclude la presenza di intervalli di semitono. Proprio questa sua caratteristica è utile per alleggerire il carico emotivo accumulato durante l’ascolto di altre scale. La potete ascoltare in queste canzoni:

  • Amazing Grace – inno cristiano in lingua inglese
  • I got rhythm (melodia) – George Gershwin
  • You are my best friend – Queen
  • Aguaplano – Paolo Conte
  • Studio Op. 10 n. 5 in Sol♭ Maggiore – Sui tasti neri – Fryderyk Chopin

 

Francesca Brocchetta

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Francesca Brocchetta, giornalista pubblicista, è laureata in Studi Linguistici e Filologici presso l’Università la Sapienza di Roma. Ha collaborato con enti pubblici e privati occupandosi di turismo e cultura. Appassionata di simbologia pagana e cristiana, ha scritto per Polaris Roma: misteri e itinerari insoliti e per Art&Food of Italy gli e-book Roma leggendaria e Roma sconosciuta.

 

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