Rock e hip hop: due storie più simili di quel che sembra

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Non è un caso che due generi musicali che hanno cambiato in maniera così radicale il mondo nascano da due periodi così color grigio.

Il rock and roll nasce negli anni cinquanta. Nell’era del boom economico post bellico, nel quale la classe media americana è quella dei Richie Cunningham: una televisione in salotto, una madre ed un padre bigotti, ma senza ancora un nemico comune contro cui far fronte, e la crescente sensazione che il mondo non possa diventare più grande e variegato rispetto a quanto sia già. In quegli anni l’America conservatrice strizza l’occhio al jeans e maglietta bianca à la James Dean senza avere la minima intenzione di attuare dei cambiamenti per la prima generazione che non è stata in guerra; e non ha assolutamente voglia di andarci.

Negli anni ’80 invece troviamo un mondo che è totalmente paese. L’Italia è lo specchio dell’America, solo con più tensioni sociali. Già perché l’America negli 80s non ha più voglia di lamentarsi; la guerra è finita, di nuovo, i neri hanno la loro ‘libertà’ e al governo c’è Ronald Reagan. I soldi piovono e i Gekko d’America sono ben più di quanto il cinema abbia lasciato intuire. Tutti nel mondo sono dei piccoli imprenditori che non vedono l’ora di passare sopra i cadaveri dei colleghi per arrivare alla buca n 18 sopra la collina di Beverly Hills.

Per guardare il mondo dall’alto devi essere davvero in alto e nessuno vuole rimanere a giocare a basket nel campetto del Bronx insieme a tutti quei ‘negri’ che, ormai sono convinti di poter giocare, a loro volta, a golf con dei bianchi.

Già, perché yuppie nei fantastici anni ’80 può esserlo chiunque, ed hey, se hai l’accessorio giusto alla macchina, e vai nel locale più in di NY puoi anche essere nero.

Ma l’arte per fortuna si nutre delle ingiustizie del momento storico corrente, gli artisti nascono dalle ingiustizie e dalle sofferenze; e spesso nascendo riescono a cambiare qualcosa. E questo è successo con il rock and roll e con l’hip hop. Due movimenti che hanno cambiato il decennio in cui sono nati, per poi andare a influenzare anche quello dopo e quello dopo ancora. Sostanzialmente l’arco di crescita del rock e dell’hip hop è stato uguale. Prima non compreso, poi disprezzato ed etichettato come male assoluto, ed infine inglobato dal business e cambiato per sempre.

Qui abbiamo due tra i migliori nelle due fazioni. Tupac e Frank Zappa. Quegli uomini che parlano con Zappa, che definiscono la sua musica diseducativa e pregna di messaggi che nessun uomo dovrebbe mai conoscere, oggi non esistono più. I comitati di censura formati dai genitori modello non esistono più. Quegli uomini difendevano una linea secondo il quale il governo deve dire se quella canzone può essere registrata e quindi ascoltata dall’America o no.

Il mondo è cambiato e si è adattato.

Per stare al passo con i tempi e poter continuare a guadagnare sulle spalle degli artisti, hanno imparato ad amare ciò che disprezzavano, perché non puoi soggiogare e distruggere qualcosa se non fai finta di amarla.

Pensate a tutti coloro che quando vanno in tv devono far finta di apprezzare o anche solo conoscere le nuove ondate hip hop. In Italia abbiamo giornalisti con l’età di mio padre che si trovano faccia a faccia con la Dark Polo Gang. In America nei palazzetti NBA negli intervalli esplode la trap, con buona pace dell’americano benpensante che non può far altro che ascoltare quel ragazzotto nero che parla di quanti zeri ci siano nel suo conto in banca. E vedere tutte le persone presenti che una ad una vengono riprese dalla telecamera mentre ballano.

Il mondo a un certo punto ha deciso di fare un passo indietro davanti a questi fenomeni, li ha accettati, ha lasciato loro lo spazio per vivere e poi gli ha dato un nuovo mondo dentro il quale esprimersi e evolversi.

E il risultato è stata la morte di quei fenomeni per come li conoscevamo. Non fraintendiamoci, l’hip hop ha sempre glorificato il denaro e le grandi marche, non sono argomenti nuovi come qualcuno pensa. Biggie andava nei locali a bere Dom Perignon con completi Versace; e lo diceva nelle canzoni. Però non faceva musica per quello, aveva dei nemici ben precisi.

Come Tupac, che sapeva bene cosa voleva cambiare del mondo in cui viveva. Le collane e i bei vestiti erano in più, non erano il fine della loro musica.

Il rock cedette su se stesso e grazie ad alcuni dei suoi protagonisti l’opinione pubblica si fece sempre più agguerrita.  Jim fece il suo spettacolo a Miami, che provocò non solo la fine dei Doors, ma mise un chiodo sulla bara del rock anni ’60.

Un mondo ha iniziato a morire da dentro, una guerra civile senza assassinii, ma solo suicidi e morti accidentali. La Summer of Love è morta quando i maggiori esponenti hanno iniziato a morire, o impazzire, uno dietro l’altro. Charles Manson è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La musica rock ha lasciato molto ed ha cambiato il mondo, ma ha anche dimostrato di essere solo un fuoco di paglia; i giornalisti hanno potuto finalmente mostrare la loro verità: se vivi senza regole e senza rispetto, fai la fine di quelli col nome che inizia per J.

Ed allora i media e i grandi produttori hanno colto la palla al balzo: i nuovi Led Zeppelin saranno i Genesis, i nuovi Cream saranno gli U2 e i nuovi Jefferson Airplane probabilmente i Toto.

L’ondata della Beat Generation a suo modo ha aiutato a rinnovare determinati concetti e abbattendone altri ormai obsoleti. Anche se verranno ricordati come degli hippie, e la loro eredità si fermerà ad un simbolo che i ragazzini possono spillare sullo zaino o giusto a passare ogni tanto anche un po’ di rock nelle casse dei ragazzini che si fanno le prime canne.

Quei ragazzi che marciavano contro la guerra poi sono diventati uomini, e la maggior parte di loro è diventata il simbolo degli scintillanti anni 80. Sono stati senza dubbio il periodo più buio nella storia della musica post-45. Buio da cui è nata una fiamma che piano piano, è diventata incendio.

La storia dell’hip hop è molto strana. All’inizio l’MC si occupava sostanzialmente di far notare alla folla quanto fosse bravo il dj, inventandosi qualche frase per entrare in contatto con la folla. Poi è arrivata la vera e propria poesia nei testi. Poi è arrivata la politica e il messaggio sociale. Perché il mondo degli afroamericani non era veramente cambiato. Negli  anni ’90 esplode tutto il razzismo di uno stato che vorrebbe solo continuare ad essere felice e prosperoso, ma questi dannati non ne vogliono sapere di essere felici. I neri si stanno ammazzando tra di loro nei ghetti delle città, la polizia non perde occasioni per massacrarne qualcuno di botte e i morti diventano di più ogni anno. L’hip hop giocoforza è stato anche questo e alcuni dei più grandi l’hanno pagato sulla propria pelle.

-Prior to gangsta rap music, the world was a peaceful place. And then all of that changed: violence, rape, murder, arson, theft, war. These are all things that came about as a result of gangsta rap music
– But wasn’t Compton dangerous before gangsta rap ?
– Wrong! Compton was a nature preserve for bunny rabbits. When gangsta rap came along, they tore down the country clubs and put up housing projects!-

Questa è l’introduzione di Gangsta Rap Made Me Do It, uno dei migliori pezzi di Ice Cube. Lui è uno che ha sempre raccontato che quello che succedeva nel quartiere non era casuale, non era semplicemente la natura che si esprimeva, ma era la logica conseguenza di un ambiente malato.

Andava in concerto e la polizia si asteneva dal proteggerlo perché lui e tutta la band di cui faceva parte denunciavano gli atteggiamenti della polizia di Los Angeles.

È incredibile pensare che adesso Ice Cube sia uno degli uomini più ricchi e famosi d’America. Viene invitato ovunque, fa l’attore, fa il cantante, fa l’imprenditore.

Oggi i ragazzi neri che fanno trap definiscono la moda in America. Ogni ragazzo bianco che ascolta i Migos un po’ vorrebbe essere come loro, vorrebbe avere il loro stile. L’hip hop ha sdoganato per certi versi l’essere nero.

Ha fatto veramente fare al mondo un passo avanti riguardo il tema del razzismo. Non puoi seriamente pensare che la razza inferiore sia quella che produce la musica che ascolti ogni giorno.

Questi ragazzi hanno reso il mondo come lo volevano loro o il mondo ha reso loro come li voleva? Hanno reso l’ambiente un loro prodotto o sono diventati un prodotto dell’ambiente?

Chi ha resistito per 50 anni come i Rolling Stones forse non è rimasto lo stesso dall’inizio alla fine. Forse ogni tanto, come Ice Cube, si è prestato a qualche caduta di stile in tv. Però ha aiutato il mondo a fare qualche passo in avanti.

Forse perché come insegna Francis Costello in The Departed, per sopravvivere per tanti anni devi tenere il piede in due staffe.

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