La strana difesa a spada tratta di Rovazzi da parte di Roberto Saviano

Posted by

Lo scorso 29 Dicembre è andato in onda su Canale Nove Imagine 2016, programma condotto da Roberto Saviano con l’intenzione di riepilogare l’anno in chiusura tramite immagini, eventi e personaggi simbolo di quanto successo negli ultimi dodici mesi. Nei giorni precedenti alla messa in onda del programma, la pagina Facebook di Saviano ha pubblicizzato con forza l’evento, usando le sponsorizzazioni per far sapere a più persone possibili che uno degli ospiti principali del programma sarebbe stato Fabio Rovazzi, il giovane autore del fenomeno web Andiamo A Comandare scoppiato nella prima metà dell’anno.

Com’era prevedibile, la cosa ha scatenato diverse reazioni tra gli utenti web, che hanno risposto al post di Saviano con commenti indignati contro Rovazzi, definito emblema del “disastro italiano” e del “vuoto in cui naviga la nuova generazione“. Commenti dovuti prevalentemente alla naturale antipatia che certi tormentoni trash alimentano nella gente comune, dunque ampiamente comprensibili. La cosa più curiosa, però, è stato vedere Saviano rispondere a molti di questi commenti con un’energica difesa a favore del personaggio Rovazzi, descritto da lui come vittima di una “stigmatizzazione” che proviene da “invidiosi” pieni di “livore” ed esaltato come personaggio “dotato di talento” che è riuscito a sfruttare la “democraticità del web” per ottenere il successo mediatico.

Ora, sicuramente va detto – e non l’hanno detto in molti – che nell’ottica di un riepilogo di quanto successo nel 2016 sotto il profilo degli eventi mediatici visti dagli spettatori italiani, la presenza di Fabio Rovazzi ci sta tutta. Anzi, si direbbe proprio necessaria, simbolica di come si è evoluta in questi anni la questione musicale e culturale in relazione al web: il ragazzino dalla faccia sveglia che direttamente dalla propria cameretta trova la chiave per il successo web sfruttando nella maniera più semplice gli elementi base su cui si fondano tutti i tormentoni musicali. Nello specifico, bassi pompati per bene, testo irriverente facile da ripetere a memoria, ritornello killer e video che punta sulla comicità. Da questo punto di vista, anche Bello Figo poteva essere un potenziale invitato al programma.

Il punto, e qui torniamo ai commenti di Saviano, è che non tutto quel che viene partorito dai meccanismi mediatici ed emerge a tormentone, a fenomeno, deve per forza essere considerato qualcosa di valido, qualcosa da difendere. Esiste un successo commerciale capace di restare dignitoso e di cui non c’è nulla da vergognarsi anche quando lo si sente in radio dalla mattina alla sera (e lì sì, è giusto difenderlo e sottolineare il talento che comunque ci vuole a trovare la chiave giusta in mezzo a centinaia di tentativi falliti da altri), ed esiste un successo ottenuto sfruttando i mezzi più semplicistici dei meccanismi mediatici, affondando nel trash senza freni e mortificando gli sforzi dei tanti artisti capaci di scrivere musica pop anche di qualità ma che restano sempre inesorabilmente sotto la soglia minima di visibilità meritata.

Quello che Roberto Saviano probabilmente non sa, e che noi in quanto rivista musicale specializzata abbiamo più volte spiegato (qui, o qui), è che il fenomeno Rovazzi altro non è che il frutto diretto della cosiddetta onda EDM che ha invaso la scena musicale elettronica/dance negli ultimi due/tre anni e che ha portato in dote una serie di canzoni caratterizzate da una struttura e una scrittura estremamente semplici, nella quale originalità e fantasia sono pressocché assenti e il cui successo è decretato esclusivamente dai bassi aggressivi e dai drop, il momento in cui esplode la distorsione elettronica, tipicamente con volumi spinti in alto. È stata una delle onde commerciali più povere di originalità della storia della musica commerciale, e infatti è durata poco, raggiungendo l’apice intorno al 2014 e incontrando ormai un declino inesorabile che ha portato diversi protagonisti (Guetta, Deadmau5) a prenderne le distanze. E sì, caro Saviano, proprio per questo, e a ragione, è una delle onde musicali più odiate di sempre. Il “livore” di cui parli circa i commenti su Rovazzi è lo stesso che all’estero vede come bersaglio Martin Garrix, un altro giovanotto che ha ottenuto un successo stratosferico poco meritato con una canzonetta senza arte né parte come Animals. Quella che sembra un copia e incolla di frammenti presi da successi fatti da altri, con la struttura che sembra fatta da un bambino di cinque anni e quell’unico drop che ne ha decretato la viralità. L’avrai sentita anche tu.

È strano leggere i commenti di Saviano, che più volte cerca di paragonare Rovazzi ai “fenomeni mediatici di venti o trent’anni fa, che con la loro spensieratezza e filosofia dell’evasione combattevano una visione del successo irregimentata dalla generazione più adulta“. No, Roberto. Siamo sicuri che la tua sia un’opinione in buona fede con la (giusta) intenzione di spingere l’opinione pubblica a ragionare liberamente contro le posizioni facili, ma è una tesi che non regge. Primo, perché se vai a vedere l’età media di quelli che criticano il carattere insulso della canzonetta di Rovazzi, vedrai che fanno perlopiù parte della sua stessa generazione, o al massimo sono di un paio d’anni più grandi (gli adulti no, si spera abbiano cose più importanti da fare che odiare uno youtuber di 22 anni). E poi, sarebbe a questo punto interessante che tu indicassi in maniera esplicita a chi ti riferisci, quando parli dei successi mediatici di venti o trent’anni fa che non erano poi tanto diversi da Rovazzi. Perché se torniamo indietro agli anni ’90 o ai tardi ’80 (se in base alla tua età abbiamo fatto bene i conti su quale possa essere stata la musica commerciale che ascoltavi da adolescente), i fenomeni mediatici che ci vengono in mente, i più simili a quel che intendi tu, sono La Bamba, Gimme Five e Rhythm Is A Dancer. Che ti invitiamo a riascoltare, ora, per poi dirci in tutta onestà se non ci senti dentro una netta differenza in termini di appeal, dignità e padronanza di stile rispetto a Rovazzi oggi.

Tutto questo per dire che gli attacchi sotto il post di Saviano erano rivolti a Rovazzi non in quanto ragazzo che ha ottenuto il successo e per questo odiato da chi il successo non ce l’ha, ma in quanto figlio di una generazione musicale che non ha conosciuto limiti di stile e non ha esitato a farsi trash. Sono rivolti più al modo in cui le cose si sono evolute in Italia e all’estero in termini di musica commerciale, che a Rovazzi come individuo (che, diciamolo, non ha poi particolari responsabilità se non quella di aver sfruttato una precisa situazione). E per questo sono comprensibili. Senza che ciò tolga la legittimità della scelta di invitarlo per un riepilogo di fine anno. È la difesa della sua dimensione artistica che non regge, e che probabilmente avrà fatto ridere anche lo stesso Rovazzi, che in fondo sa bene quali tipi di meccanismi semplici ha cavalcato per ottenere il successo. Se l’obiettivo era difendere un post che annunciava la presenza di un personaggio odiato in un tuo programma, sarebbe stato meglio ignorare i commenti degli haters e continuare per la propria strada, o al massimo sottolineare il fatto che in quanto fenomeno mediatico Rovazzi ha tutto il diritto di entrare in un programma come quello. Ma la difesa della sua musica contro tutto e tutti… beh, quella era l’unica strada capace di attirare ancora più commenti indignati. Esagerati? Può darsi. Ma anch’essi comprensibili.

E poi, detto tra noi e senza cattiveria, un po’ ci è venuto in mente quel vecchio video ironico di Gary Oldman che si scaglia contro i giocatori di basket che si improvvisano attori senza preparazione, bravo a mandare un messaggio semplice: a ognuno il proprio mestiere, quello per cui hai speso anni in preparazione, o il prezzo è perderci in credibilità. Sarebbe più o meno come se noi iniziassimo a scrivere articoli di denuncia ad ampio spettro sulla piaga delle mafie meridionali. O no?

Annunci

One comment

Leave a Comment

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...