Il Mostro di Firenze e le strane telefonate

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Nel cercare di addentrarsi nei meandri del caso del Mostro di Firenze, capita spesso di chiedersi se nel corso delle investigazioni l’assassino abbia cercato in qualche modo di mettersi in contatto con gli inquirenti e i possibili testimoni, nel tentativo di terrorizzarli o di depistare le indagini.

In questo articolo è stata affrontata la questione delle lettere anonime che sono giunte nel corso degli anni, tra cui la missiva spedita in Procura con all’interno un lembo di seno dell’ultima vittima femminile, attribuibile con certezza all’autore dei delitti. Un altro aspetto che merita di essere trattato è quello delle misteriose telefonate pervenute all’epoca degli omicidi, uno degli elementi più particolari e insoliti che hanno caratterizzato questa triste vicenda.

Enzo Spalletti

Enzo Spalletti, autista della Misericordia, entra nell’inchiesta nel Giugno 1981, a seguito del duplice omicidio ai danni di Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi. Attira l’attenzione degli inquirenti in quanto dalle testimonianze sembra che abbia parlato dell’uccisione della coppia prima che la notizia fosse divulgata, e inoltre la sua auto viene segnalata nei pressi del luogo del delitto quella stessa notte. Con questi elementi a disposizione, viene arrestato.

Resterà in prigione per quattro mesi, fino a quando il 22 Ottobre 1981 il Mostro tornerà a colpire, uccidendo Stefano Baldi e Susanna Cambi. A questo punto Spalletti viene scarcerato. È evidente che non sia lui l’autore dei delitti che stanno terrorizzando la zona.

Nel periodo di permanenza dell’autista in carcere, la moglie e il fratello ricevettero una strana telefonata. Una voce ignota che proclamava:

“Ditegli che stia zitto e tranquillo, che presto sarà scagionato, presto uscirà di carcere, però gli sta bene un pò di galera, a quello scemo. Che gli è saltato in mente di dire che aveva saputo dei morti dai giornali, quando i giornali sono usciti con la notizia la mattina dopo?”

Questo episodio, piuttosto insolito e premonitore, rimarrà avvolto nell’ombra. Chi era quel misterioso interlocutore che ha chiamato i familiari? Uno scherzo telefonico che casualmente ha previsto gli eventi futuri, oppure qualcuno che sapeva quello che sarebbe successo di lì a poco?

Lorenzo Allegranti

È La sera del 19 Giugno 1982, quando a Baccaiano, frazione di Montespertoli, vengono scoperti i corpi di altre due vittime del Mostro di Firenze. Si tratta di Paolo Mainardi e Antonella Migliorini. Arrivano i soccorsi. I ragazzi sono stati assaliti a colpi di pistola, una Beretta Calibro 22. Antonella purtroppo è deceduta mentre Paolo è gravemente ferito.

Agonizzante e in fin di vita, il ragazzo viene trasferito all’ospedale, ma sfortunatamente morirà poche ore dopo.

Lorenzo Allegranti è un autista di ambulanza, volontario della Croce D’oro, che quella notte intervenne direttamente sul posto per estrarre le vittime dal veicolo. Pochi giorni dopo questo evento riceve una chiamata da parte di uno sconosciuto

“Sono il Mostro di Firenze. Stai attento, che la cosa non finisce qui.”

La telefonata si interrompe subito.

Passa qualche giorno e il telefono squilla di nuovo. Dall’altro capo del filo c’è sempre un anonimo che si identifica come l’assassino delle coppie e usa i soliti toni intimidatori.

Agosto 1984. Sono trascorsi due anni, Lorenzo Allegranti si trova in vacanza in una pensione di Rimini. Sta cenando quando il cameriere lo interrompe, avvisandolo che qualcuno ha chiamato chiedendo espressamente di lui. L’uomo allora si dirige al telefono, dove una voce senza inflessioni dialettali lo minaccia.

A questo punto Allegranti si reca dai Carabinieri del posto a sporgere denuncia, riferendo anche delle chiamate del 1982. Da allora in poi le telefonate anonime nei suoi confronti cessarono. Non fu possibile stabilirne la provenienza e non sappiamo se fossero riconducibili in qualche modo alla vicenda del serial killer fiorentino oppure se si trattasse di scherzi di pessimo gusto.

Farini

29 Luglio 1984. Sono le ore 3:45 di notte quando al Nucleo Operativo della Stazione dei Carabinieri di Borgo San Lorenzo giunge una chiamata, che segnala la presenza di due cadaveri in località La Boschetta, a Vicchio. Le vittime, Claudio Stefanacci e Pia Rontini, sono state attinte da una serie di spari; l’assassino ha inoltre infierito su entrambi con un’arma da taglio. Pia subisce l’escissione del pube post mortem e in questo caso il maniaco le asporta anche la mammella sinistra. Un altro terribile duplice omicidio. Il Mostro è tornato a colpire nella zona del Mugello, dieci anni dopo il delitto di Rabatta.

Ore 04:28. Alla stessa Stazione dei Carabinieri arriva un’altra telefonata. Il chiamante, con accento toscano, si identifica come sig. Farini, titolare del panificio Sagginale, segnalando nell’omonima zona un incidente stradale tra un autotreno e un furgone. Gli agenti, giunti sul posto indicato, constatarono che non si era verificato nessun sinistro.

Successive verifiche dimostrarono che non esisteva alcun panificio Sagginale, né tanto meno un proprietario di nome Farini. L’interlocutore ha chiaramente utilizzato uno pseudonimo. Ma non uno pseudonimo qualsiasi.

In un fumetto della collana Attualità Gialla, edito nel Gennaio 1982, è presente una storia che si intitola “L’assassino del bisturi”. La vicenda, pur essendo di fantasia, è evidentemente ispirata alla serie di delitti della zona fiorentina di quegli anni. Nel racconto l’omicida compie anche l’asportazione del seno sulle vittime femminili, cosa che all’epoca il Mostro non aveva ancora fatto.

Uno dei protagonisti si chiama Angelo Farini, un guardone che assiste casualmente a uno degli omicidi e che conseguentemente sarà sospettato e arrestato. In seguito ai successivi delitti compiuti durante la sua detenzione, Farini verrà scarcerato. La storia termina con il serial killer che, durante un inseguimento con la polizia, nel tentativo di evitare un autocarro, sbanda e finisce in un burrone, morendo all’interno del suo veicolo. In un finale aperto, un mese dopo si verifica un nuovo duplice omicidio nei dintorni di Prato, lasciando spazio all’ipotesi di un emulatore.

È chiaro che chi fece quella chiamata ai Carabinieri alle 04:28, poco più di 40 minuti dopo la scoperta di un nuovo duplice delitto, si è ispirato a questo fumetto per inventare il suo scherzo. A questo punto la questione diventa piuttosto strana. Chi poteva avere interesse, in un momento così drammatico, a prendersi gioco degli inquirenti? Forse qualcuno che voleva mandare un messaggio subliminale?

Questo episodio resta uno dei più peculiari dell’intera vicenda, e tutt’oggi rimane in attesa di risposte.

Telefonata a Silvia Della Monica

Settembre 1985. Siamo nei giorni successivi all’omicidio di Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot, avvenuto a Scopeti, l’ultimo delitto del Mostro. Il Magistrato Silvia Della Monica, che aveva indagato sul caso fino a pochi anni prima, riceve una lettera anonima con al suo interno un lembo di seno appartenente a Nadine. In seguito a ciò, dichiara di sentirsi in pericolo e di temere che l’assassino possa mettersi in contatto con lei anche telefonicamente.

Il 23 Settembre le arriva una chiamata su linea privata, da parte di qualcuno che dice di chiamarsi Gianfranco Taddei e che fa allusioni sessuali nei suoi confronti. L’evento viene denunciato ma non sarà possibile identificare l’autore della telefonata, poiché nell’occasione ha utilizzato un nome fittizio.

Non sappiamo se si trattasse di uno scherzo da parte di qualcuno che in qualche modo era riuscito ad ottenere il suo numero oppure se effettivamente le sensazioni di Silvia Della Monica fossero azzeccate.

Conclusioni

Tutti gli episodi affrontati in questo articolo rimangono ai giorni nostri un mistero. Sono frutto del cattivo gusto di qualche mitomane oppure alcuni di essi potrebbero avere un’origine più inquietante? Quello che è certo è che l’inchiesta del Mostro di Firenze resta tuttora aperta e confidiamo di poter prima o poi ottenere le risposte alle molte domande che la storia ha lasciato in sospeso.

Fonti:

Mostro di Firenze. Al di là di ogni ragionevole dubbio– edizione 2020 – Paolo Cochi
Ok!Mugello – Mostro di Firenze : Una strana telefonata nella notte
Appunti Sul Mostro – Telefono e Fumetti

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