Il grigio che sfuma: la fine dei Velvet Underground

I Velvet Underground che si apprestano a registrare il terzo disco, che ha come titolo il nome della stessa band, si trascinano lentamente verso la fine, gli insuccessi dei due album precedenti hanno minato gli equilibri interni mai del tutto saldi. The Velvet Underground è il lavoro che dà inizio ai mutamenti interni. Qualche mese prima, dopo la pubblicazione del secondo lavoro, White Light/White Heat, John Cale, contro il volere della Tucker e di Morrison, viene allontanato dal gruppo da Lou Reed, e sempre contro il volere dei due colleghi, lo stesso Reed, ormai unico capitano, porta un nuovo membro, Doung Yule, bassista dallo stile più “pop” e con buone caratteristiche vocali.

L’ingresso di quel nuovo componente così musicalmente diverso da loro, preoccupava non poco la batterista e il chitarrista, inoltre, un altro cambiamento avvenne dal punto di vista manageriale, a pubblicare l’album non fu più la Verve Records ma la MGM Records.

Questo, è un lavoro differente dal suo predecessore, infatti Lou Reed dichiarerà:

“Ero fermamente convinto che non avremmo dovuto fare un altro White Light/White Heat. Pensavo che sarebbe stato un terribile errore, e ci credevo veramente. Pensai che dovessimo mostrare un lato diverso di noi stessi. Tuttavia, rischiavamo di diventare una band “monodimensionale”, e ciò doveva essere evitato ad ogni costo.”

Le sessioni di registrazione hanno avuto luogo nei TTG studios di Hollywood e i componenti della band ricordano quelle sessioni come momenti tranquille e gioiosi.

Nel complesso, The Velvet Underground, è l’album più pop tra quelli pubblicati fino a quel 1969 da Lou Reed & Co, ma nonostante questo non mancano gioiellini come Pale Blue Eyes e After Hours, canzone di chiusura cantata da Maureen Tucker, Lou Reed affidò quella canzone al timbro della batterista perchè riteneva che la sua innocenza vocale si adattasse meglio al testo del brano.

La voce della canzone di apertura Candy Says, affidata al nuovo arrivato, narra le vicende di Candy Darling, attrice transgender.

Dopo la pubblicazione, avvenuta nel marzo 1969, il gruppo fu impegnato in una intensa attività live, riscuotendo consensi anche fuori dai confini di New York.

The Velvet Underground, oppure “il disco grigio”, per via della copertina, dal punto di vista strumentale si presenta più scarno dei lavori precedenti, con l’allontanamento di Cale si perse la vena sperimentale del gruppo, ed è proprio questa sorta di base semplice che sottolinea ancora di più il talento di Reed nello scrivere testi e comporre melodie accattivanti.

Terminate le registrazioni, Lou Reed rientrò in studio e fece un altro passo verso lo scioglimento del gruppo. Infatti, per mettere in evidenza la sua voce rifece il missaggio, distruggendo così gran parte del lavoro fatto dal resto della band.

Per registrare il successivo album i Velvet Underground, dopo i contrasti con la MGM Records, cambiarono ulteriormente etichetta, virando verso verso la Atlantic Records che fece non poche pressioni per avere nell’album più hit possibili.

Loaded è senza dubbio quello più commerciale, e i semi di ciò erano percepibili in The Velvet Underground.

Inoltre, a registrare la parte ritmica non fu Maureen Tucker, poiché in attesa, ma diverse persone, quali, ormai l’onnipresente Doung Yule, suo fratello Billy e il tecnico Adrian Barber.

In questo periodo gli equilibri iniziano a frantumarsi più di quanto già lo siano, infatti Lou Reed era sempre più insofferente verso il manager Steve Sesnick che voleva portare il gruppo sotto l’influenza di Yule, e cosa ancora più importante, all’insaputa dello stesso Reed furono apportati diversi cambiamenti alle sue composizioni, per esempio, a Sweet Jane fu tagliata una strofa e una coda strumentale, Yule però contrattaccò dicendo che nelle fasi finali dei missaggi Reed abbandonava sempre più spesso la sala di registrazione mostrando così disinteresse verso l’editing.

Scoraggiato dalla mancanza di successo, e sull’orlo di una crisi nervosa, Lou Reed nell’agosto del 1970 lasciò la band di cui era stato co-fondatore quando non era altro che uno studente appassionato di poesia e letteratura.

A prendere le redini in mano, ovviamente, fu Doung Yule, poco dopo Sterling Morrison lasciò la band e al suo posto entrò Willie Alexander, l’ultimo componente della formazione originale ad abbandonare fu Maureen Tucker.

Nel 1973 uscì Squeeze, che a causa di continui abbandoni dei componenti mai fissi, Yule registrò praticamente da solo.

L’album ricevette così tante pessime recensioni che Squeeze, oggi, viene omesso dalla discografia ufficiale.

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