Perché San Valentino è la festa degli innamorati?

Come tutti sappiamo, il 14 febbraio si celebra la festa di San Valentino, protettore degli innamorati. Quali sono le origini di questa ricorrenza?

San Valentino da Terni

La festività religiosa prende il nome dal santo e martire cristiano Valentino da Terni e venne istituita nel 496 da papa Gelasio I. Questa celebrazione andò a sostituire la festa pagana dei “Lupercalia”, che si celebrava dal 13 fino al 15 febbraio in onore del dio Fauno, protettore del bestiame.

San Valentino nacque a Interamna Nahars (oggi Terni), nel 176, da una famiglia patrizia. Convertitosi al cristianesimo, fu consacrato vescovo di Terni a soli 21 anni.

L’imperatore Claudio II il Gotico gli intimò di sospendere le celebrazioni religiose e di abiurare la propria fede, ma San Valentino rifiutò di farlo, tentando anzi di convertire l’imperatore al cristianesimo. Claudio II decise di graziarlo e di affidarlo a una famiglia nobile.

In seguito, l’imperatore Aureliano ordinò di nuovo l’arresto di San Valentino. I soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia, per flagellarlo lontano dalla popolazione che sarebbe potuta insorgere in sua difesa.

Il 14 febbraio 273, il soldato romano Furius Placidua decapitò San Valentino. Secondo alcune fonti, San Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano. Si narra che la cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata, e che i due sposi morirono, insieme, proprio mentre il santo li benediceva. Da quel giorno San Valentino fu considerato il protettore degli innamorati.

La festa degli innamorati

Esistono diverse altre ipotesi sull’associazione tra la figura del santo e l’amore romantico.

Una leggenda narra che il santo donò ad una fanciulla povera il denaro necessario per la dote. Senza quel denaro il matrimonio non si sarebbe potuto celebrare e la fanciulla, priva di sostanze e protezione, avrebbe rischiato la perdizione.

Un’altra tesi è quella che il legame tra San Valentino e gli innamorati risalga a Geoffrey Chaucer, che nel “Parlamento degli Uccelli” associò la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia.  Alcuni studiosi però  hanno messo in dubbio questa interpretazione. In particolare, il fidanzamento di Riccardo II sarebbe da collocare al 3 maggio, giorno dedicato a san Valentino di Genova.

A testimoniare l’antichità della connessione tra San Valentino e l’amore, fu inoltre la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell’”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d’amore.

In aggiunta, nel Medioevo si riteneva che a metà febbraio cominciasse l’accoppiamento degli uccelli e che quindi l’evento potesse essere considerato la festa degli innamorati.

Le Valentine

Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone,  il tratto più caratteristico della festa di san Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso a forma di cuori stilizzati.

La più antica “valentina” di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo. L’autore fu Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie, Bonne di Armagnac, scrivendole: “Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée…”

In seguito, nell”’Amleto” di Shakespeare (1601), durante la scena della pazzia di Ofelia, la fanciulla canta: “Domani è san Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina”.

Articolo pubblicato originariamente su annamariapierdomenico.it e concesso ad Auralcrave per la ripubblicazione.

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