E Ti Vengo A Cercare: testo e significato del brano di Franco Battiato

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Quando si parla di analizzare, riflettere e commentare una canzone, o meglio opera, di Franco Battiato, è come se un mondo sotterraneo, nascosto e silente, venisse a galla non appena si intuiscono le motivazioni nascoste, le citazioni storiche, i riferimenti culturali insinuati all’interno di quelle che non sono solo parole, frasi, versi e ritornelli: bensì vere e proprie epifanie dell’anima.

E ti vengo a cercare è un grande classico del Maestro siciliano, pescato dal suo riuscitissimo Fisiognomica (1988), che ripercorre, sotto il mantello di quella che, ad un primo ascolto, pare una dichiarazione d’amore, una profondissima ricerca spirituale, che parte da un confronto con il prossimo (E ti vengo a cercare / Anche solo per vederti o parlare) quasi come uno strumento per riuscire a specchiarsi e vedere finalmente il proprio vero io (Perché ho bisogno della tua presenza / Per capire meglio la mia essenza), in un rapporto che ha a che fare con il ciclo della natura umana, della sedimentazione della propria immagine all’interno di un ideale altrui (Perché in te vedo le mie radici).

Ciò che nasce da questo senso di unione, comunità, intimità, è qualcosa che tutti implicitamente cercano, di cui tutti parlano, e di cui spesso non si afferra l’originale grandezza (Questo sentimento popolare / Nasce da meccaniche divine), qualcosa di così forte e collante da non poter combattere o resistere (Un rapimento mistico e sensuale / Mi imprigiona a te), che necessita, per capirne la purezza e rarità, di un allontanamento da sé stessi, dalla propria quotidiana visione. Il tutto per iniziare un nuovo processo di nascita (Fare come un eremita / Che rinuncia a sé) e di crescita (Mi spinge solo ad essere migliore / Con più volontà), per poter abbracciare poi un bene più grande, lontano dalla nefandezza del mondo attuale (Questo secolo oramai alla fine / Saturo di parassiti senza dignità) in un cammino che porta a qualcosa che va al di là dell’uomo stesso (Cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male) e che si prende una pausa anche dall’assillante concetto di amore (Emanciparmi dall’incubo delle passioni) per affondare quelle radici in una forma più elevata dell’essere (Essere un’immagine divina / Di questa realtà), in una celebrazione della propria o altrui esistenza (Perché ho bisogno della tua presenza).

E ti vengo a cercare è una canzone con una forte carica emotiva: ci si affeziona a quella ricerca, pur non conoscendo il destinatario e nemmeno il fine della stessa. Che si parli di un nuovo livello dell’io che abbraccia una pace interiore; una ricerca spirituale per una nuova rivoluzione personale; un grido all’unione, alla cura di quelle radici che si uniscono nella comunità, in cui l’uomo può ritrovare sé stesso in mezzo agli altri; o come una profonda, intima e nuda dichiarazione per un sentimento superiore, un amore totale e divino per il miglioramento della propria esistenza verso una persona o una filosofia culturale o religiosa, non ha importanza: la riflessione all’ascolto, così come il brivido al partire di quelle tastiere e batteria un attimo prima dell’entrata della linea di basso nel ritornello, è già un passo nel cammino verso un movimento omogeneo dell’anima che prende il ritmo stesso della ricerca.

Un processo di maturazione della propria essenza, che il grande cantautore prova a spiegare con queste parole:

È una canzone volutamente ambigua. Divini sono, per chi ama, anche una donna o un uomo, a seconda dei casi. Però la tendenza è verso un essere superiore. C’è anche il tema dell’emancipazione dalle passioni che fa pensare a qualcosa di divino, così come anche la ricerca dell’essenza.

E ti vengo a cercare
Anche solo per vederti o parlare
Perché ho bisogno della tua presenza
Per capire meglio la mia essenza

Questo sentimento popolare
Nasce da meccaniche divine
Un rapimento mistico e sensuale
Mi imprigiona a te

Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
Fare come un eremita
Che rinuncia a sé

E ti vengo a cercare
Con la scusa di doverti parlare
Perché mi piace ciò che pensi e che dici
Perché in te vedo le mie radici

Questo secolo oramai alla fine
Saturo di parassiti senza dignità
Mi spinge solo ad essere migliore
Con più volontà

Emanciparmi dall’incubo delle passioni
Cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
Essere un’immagine divina
Di questa realtà

E ti vengo a cercare
Perché sto bene con te
Perché ho bisogno della tua presenza

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