I significati nascosti delle emoticon inviate dalle donne

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– Uffa.
– Che c’è?
– Ma no, niente. È che questa ragazza con cui mi scrivo…
– La Raggi?
– La… no… no… perché… perché dovrebbe essere la Raggi?
– Perché sei un rifiuto.
– Sergej?
– Sì?
– Va tutto bene?
– Mi tormenta l’angosciosa situazione del caporalato nel sud Italia. 
– Sul serio? 
– Ma ti pare, è che non riesco più a trovare un video porno su Xvideo a cui ero particolarmente affezionato, e adesso sono io contro il mondo. Sentiamo, qual è il problema con questa pischella?

– Non lo so, non capisco. Io le scrivo righe e righe su whatsapp, così pregne di poesia e sentimento e fragilità e paraculate inverosimili.
– Sì, l’ho letto il libro.
– Ecco, e lei a sto popò di prosa replica sempre e solo con le emoticon.
– Con le faccine?
– Sì, trenta righe, una faccina, sentimenti, faccina, confessioni, faccina, eventi inventati di sana pianta dal grande carattere allegorico occorsi sulla via della stazione, faccina. 
– Lo fanno.
– Chi?
– Le donne. Molte di loro non scrivono una riga prima del terzo mese di relazione. Le più scaltre sono in grado di utilizzare le faccine per sempre.
– Ma perché?
– Per confonderci. Destabilizzarci. Sottometterci. È nella loro natura. Mentre nei secoli noi eravamo stolidamente impegnati a costruire punte di lancia, tifare Inter e inquinare il mondo, loro hanno elaborato un codice. Un codice segreto che ora ha trovato la sua naturale evoluzione attraverso whatsapp. Lo usano per dirci cose che non possiamo capire. Per giocare con noi. Per controllarci.
– Guarda qui, le ho scritto che mi manca, che voglio vederla, tutto con abbondanza di avverbi, c’ho buttato pure in mezzo che mia madre sta male per pepare la cosa. Così le ho dato un appuntamento e sta stronza manco si è presentata. La mattina dopo mi manda la faccina della donna che balla il flamenco, così senza un contesto. Si può sapere che cazzo significa?
– Nessuno lo sa. 
– Nessuno?
– Nessuno tranne me.

– Cosa stai cercando di dire?
– Ho decifrato il codice.
– Quando?
– L’anno scorso. Quando te stavi a Santa Maria di Leuca.
– Quindi tu non sei venuto in Puglia per sta cazzata!
– O si cambia il mondo o si va in Puglia. Non tutte e due le cose! Ora ascoltami bene, religione, scienza, previsioni, oroscopi, segni, tutte cazzate. Questa è l’unica vera forma di conoscenza. L’interpretazione delle faccine.
– Sergej, qual è la prima regola della nostra amicizia? Se uno dei due scopre una nuova droga deve subito dirlo all’altro.
– Fai pure lo spiritoso, ci sono abituato! La comunità scientifica si è fatta beffe di me per anni! Mi ha dato del pazzo!
– Noo.
– Sì. E adesso mi chiamano tutti! Rubbia! Burioni! Crepet! E tutti vogliono sapere cosa dicono le loro squinziette di whatsapp.
– Te sei sicuro di sta cosa? 
– Guardami negli occhi. Ti ho mai deluso?
– In ordine alfabetico o cronologico.
– Va bene, resta nella caverna! Rifiuta la mela! Rimani schiavo della tua miserabile condizione!
– Dai, non fare il permaloso. Facciamo sta buffonata. 

– Molto bene. Ballerina di flamenco, giusto?
– Sì.
– Vediamo un po’ cosa dice il libro. Ecco, significa che le sue mestruazioni erano così abbondanti da aver attirato fiere e bestie feroci dai boschi limitrofi che hanno assaltato casa sua fino a tarda notte. È sopravvissuta uccidendo il capobranco e diventando il nuovo alfa, per questo non è potuta uscire con te l’altra sera.
– Mio dio, questo spiega tutto.
– Davvero?
– No! È una delirante cazzata!
– Mandale l’emoticon del vampiro.
– Il vampiro. Non ti sembra un tantino di cattivo gusto?
– Fai come ti ho detto!
– Va bene, va bene.
– Aspetta!
– Cosa?
– C’è il trucco. La ballerina di flamenco è caucasica?
– No, mi sembra mediorientale.
– Figlia di puttana! Era un test! Scrivile condoglianze.
– Condoglianze?
– Le è morta nonna.
– Ma… 
– Scrivi! Presto!

– Okay, ma stai calmo. Aspetta, ha risposto. Ha risposto con la faccina di un bacio. Non me l’aveva mia mandata prima. Come diavolo facevi a sapere… ?
– Non è mediorientale, è egiziana. Per gli antichi egizi il rosso è il simbolo del lutto. La ballerina di flamenco rappresenta la femminilità di un’epoca passata. Poteva essere una vecchia zia, ma ho voluto rischiare.
– Ecco come riesci a fare tutto quel sesso.
– No, quello dipende soprattutto dal fatto che ho addominali bassi, odoro di Bruce Willis e non idealizzo mai la donna che ho di fronte. Cos’altro dice?
– Non lo so, adesso mi ha mandato la faccina che ride.
– La faccina mostra i denti?
– No.
– Benissimo. Significa che si sta interrogando sugli Anni di Piombo.
– Eh?
– Sai, il terrorismo nero di matrice eversiva, lo Stato dentro lo Stato.
– Cioè, la faccina che sorride, la più basica delle emoticon, significa “Anni di Piombo” .
– Le donne ne parlano continuamente quando sono da sole. Sono ossessionate. Per loro è tutto un coppette mestruali e Prima Repubblica. Le tre paroline magiche non sono “io ti amo”, ma “strategia della tensione”. 
– Non lo sapevo.
– Forse dipende dalla tua scarsissima conoscenza del complesso e sfaccettato mondo femminile.
– O forse dipende dal fatto che è la più grande, surreale stronzata che sia mai entrata in contatto con le mie sinapsi.

– Ancora. Dopo ciò che hai visto, dubiti ancora. Scrivile che fanno una retrospettiva su Elio Petri, chiedile se ha voglia di venire.
– Elio Petri.
– Sì.
– Tu stai davvero cercando di convincermi che dietro ogni faccina di whatsapp c’è un oscuro universo di semantica occulta? 
– Proprio così. 
– Faccina che piange. 
– Dibattito storiografico sul destino manifesto e le radici dell’imperialismo francese. 
– Faccina che fa la linguaccia. 
– Riflessione solipsistica sul fatto che un soggetto pensante non può affermare altro che la propria individuale esistenza in quanto ogni altra realtà si risolve nel suo pensiero.
– Faccina con gli occhiali da sole. 
– Vento d’estate. 
– Vento d’estate la canzone? 
– Sì. 
– Cioè ogni volta che una donna manda una faccina con gli occhiali da sole… 
-… sta parlando della storica collaborazione Gazzè-Fabi del 1998.
– Pollice alzato. 
– Non ha il coraggio di ammettere con gli altri che Stranger Things non la entusiasma. Così si domanda se ci sia qualcosa di terribilmente sbagliato in lei o se è il mondo che è andato a rotoli. 
– Mi sembra oltremodo specifico. 
– Le faccine son tante.
– Emoticon melanzana 
– Simbologia del cazzo. 
– Oh, finalmente. Meno male. 
– Ma anche discussione critica sulle dinamiche di patriarcato nella società occidentale. 
– Eh no, dai! 
– Sono le regole del gioco. 

– Uh oh. 
– Cosa?
– Mi ha mandato un cuore.
– Oh, era ora. L’abbiamo fatta uscire allo scoperto. Ora devi agire con la massima cautela. I cuori di whatsapp sono l’emoticon più potente e potenzialmente più pericolosa. 
– Perché?
– Essi rappresentano tutte le sfumature conosciute del sentimento amoroso. Cuore giallo amore filiale, cuore arancione amore platonico, cuore viola amore materno, cuore verde amore subumano per cani, gatti, geometri e avvocati. Il cuore rosso, ovviamente, è quello che si allinea di più al sentimento amoroso come siamo soliti interpretarlo. Che cuore ti ha mandato?
– Blu.
– Attenzione! Il blu è un cuore dal significato ambivalente. 
– Cioè? 
– Da una parte può significare che ha paura, paura di mettersi in gioco, paura di rischiare, paura di soffrire ancora per colpa di qualcuno che è riuscito a convincerla di valere meno di quello che vale, di non sapere come provare emozioni. E improvvisamente l’amore da facile che era le è diventato impossibile. Un salto acrobatico che riesce a tutti tranne che a lei. E forse non è manco questione d’amore. Forse quel cuore è una supplica, non farmi male perché quando sono con te, sono sempre in balia. E forse ho la forza di uscirci da st’armatura, ma non credo che me ne rimanga abbastanza per rientrarci. 
– E l’altra interpretazione? 
– Non ti ama. Non ti vuole e, se ti vuole qualcosa, ti vuole bene. 
– Non mi basta. 
– E quando mai. 
– Che devo fare? 
– Vai da lei, parlarle faccia a faccia, fuori dalla penombra di whatsapp. L’interpretazione delle emoticon può aiutarti fino ad un certo punto.

– … Insomma, ecco perché siamo qui. Ecco perché Elio Petri, ecco perché è tutta la sera che blatero di Piazza Fontana. Perché c’è un muro e sto cercando di scavalcarlo. Perché ho le tue stesse paure, la tua stessa vergogna, la stessa voglia di sfiorarti la mano, la stessa inettitudine nel prevedere le conseguenze delle mie azioni. Lo stesso rassegnato terrore all’idea di pescare l’ennesimo veleno invece della cura. Ma mi piace davvero quello che riusciamo a fare alle giornate quando siamo insieme, e sono abbastanza sicuro che piaccia pure a te. E allora, per favore, per una volta ti chiedo di abbassare le difese, guardarmi negli occhi, e dirmi, bandendo paure e pregiudizi, cosa pensi di questo, cosa pensi noi. 
– 🦄😯🎅🤺🤞💙⛩️🔐🥈🎨.
– Stronza!

Questo articolo è un’opera di fantasia pubblicata originariamente dalla pagina Facebook “Non è Successo Niente” e gentilmente concessa ad Auralcrave per la ripubblicazione

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