Cinque curiosità su Franco Zeffirelli

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Franco Zeffirelli è stato un regista di film e opere molto apprezzato, sia in Italia che all’estero. Tra i suoi film più amati ci sono sicuramente il Romeo e Giulietta del ’68 con Leonard Whiting e Olivia Hussey e il Gesù di Nazareth che emozionò tutto il mondo dal 1976, con Robert Powell nei panni di Cristo.

La sua vita è stata ricca di aspetti particolari, successi, amicizie eccellenti, collaborazioni ed esperienze. Tra le varie biografie che sono circolate online dopo la sua morte, cinque particolari curiosità spiccano sulle altre. Eccole.

Il suo nome è stato “inventato” dalla madre

Franco Zeffirelli è nato da una relazione extraconiugale e non è stato riconosciuto dal padre per tutta la sua infanzia. In quegli anni in Italia c’era l’usanza che, per i figli disconosciuti dai padri, le madri avrebbero dovuto inventare un nome con una lettera iniziale che cambiava di anno in anno. Quell’anno, il 1923, toccava alla Z. La madre ha quindi registrato il bambino con un nome che lei ricordava da un’aria di Così Fan Tutte di Mozart: “Zeffiretti”. Un errore di trascrizione lo trasformò più tardi in Zeffirelli. Nell’opera di Mozart, tuttavia, non compare nessun Zeffiretti, che era dunque un falso ricordo della madre.

Ha avuto una relazione con Luchino Visconti

Zeffirelli ha fatto la sua gavetta nel cinema accanto a Luchino Visconti, a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, ed è stato aiuto-regista (insieme a Francesco Rosi) ne La Terra Trema, il film ispirato ai Malavoglia di Giovanni Verga. Il connubbio artistico si è evoluto in una relazione amorosa, e i due hanno anche vissuto insieme per tre anni, nella villa di Visconti a Roma. A tal proposito, però, Zeffirelli non ha mai amato definirsi gay e non si sentiva connesso con l’universo omosessuale a lui contemporaneo. In un’intervista in età avanzata ha dichiarato: “Il movimento gay mi ha sempre fatto schifo. L’omosessuale non è uno che sculetta e si trucca. È la Grecia, è Roma. È una virilità creativa.” Le preferenze omosessuali hanno anche portato con sé il rimpianto di non essere mai diventato padre, un desiderio innato che aveva fin dall’infanzia e dall’assenza della figura paterna.

Era molto stimato da Papa Paolo VI

Papa Paolo VI e Franco Zeffirelli si incontrarono la prima volta negli anni ’50, prima ancora che il cardinale diventasse effettivamente Papa, e da allora nacque un rapporto di stima e affetto reciproco. Fu infatti lo stesso Papa a chiedergli di dirigere le riprese tv della messa solenne di Natale del 1974, con l’apertura della Porta Santa per l’inizio del Giubileo. Qualche anno dopo, spinto da tutti quelli che gli stavano intorno, Zeffirelli diresse Gesù di Nazareth e i consigli del Papa lo aiutarono a dar vita a uno dei suoi capolavori. Eppure, all’inizio, il regista era riluttante ad accettare quella responsabilità, proprio per la difficoltà rendere in immagini reale la grandezza del divino.

Da giovane è stato un partigiano antifascista

Già in giovane età Zeffirelli sviluppò una forte avversione contro i totalitarismi, siano essi di destra o di sinistra. Spinto da Giorgio La Pira, professore di diritto romano a cui era molto legato, si unì attivamente alla resistenza partigiana contro i fascisti e i nazisti. La leggenda racconta che fu catturato dai fascisti e condannato alla fucilazione, ma che fu salvato dallo stesso ufficiale che lo interrogò, che scoprì di avere in comune con lui uno dei genitori.

È stato parlamentare per due legislature

Negli anni ’90 Franco Zeffirelli entra in Parlamento tra le fila di Forza Italia. Il regista è sempre stato dichiaratamente di destra, conservatore e esplicitamente contro l’aborto, che considerava un abominio da combattere in tutti i modi. L’esperienza politica però finirà col lasciarlo deluso: la sua ambizione era di influenzare il mondo culturale italiano e metterlo al servizio della società, ma scoprirà sul campo che è praticamente impossibile riuscire a lasciare il segno, anche se fai parte del Parlamento Italiano. Dichiarerà che “la politica purtroppo è il lusso dell’uomo qualunque, che crede di poter fare una grande carriera al di là delle possibilità che tutti hanno.”

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