L’Untitled album dei Rammstein: analizziamo i testi e le canzoni

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Direttamente dagli inferi di questa prima metà del 2019, esattamente il 17 maggio scorso i Rammstein fanno uscire il loro settimo album in studio, senza titolo, presso l’etichetta Rammstein GBR, Vertigo/Capitol. Oggi esamineremo questo album in modo alternativo: inizieremo dalla traccia finale fino ad arrivare a quella iniziale.

Halloman: ultima traccia, una canzone dal ritmo costante, definito e lento. La si potrebbe definire una ballata ma, forse, non d’amore. Una ballata che sicuramente sottolinea un rapporto, un affetto incondizionato.

Tattoo: il titolo è chiaro ed è come se attraverso i tatuaggi si riuscisse a svelare un significato altrettanto velato, come spesso capita con i loro testi. Il significato che si coglie è come se, attraverso un tatuaggio, si stipulasse un patto, tra ciò che si è e ciò che si diventa, un modo di confrontarti giorno dopo giorno con essi. Il ritmo è molto più forte e deciso rispetto alla traccia precedente, vuole diffondere un messaggio chiaro: siamo ciò che diventiamo.

Wenn das Blut die tinte küsst
Wenn der schmerz das fleisch umarmt
Ich zeige meine haut
bilder die mir so vertraut
aus der nadel blaue flut
In den poren kocht das blut.

Quando il sangue bacia l’inchiostro
Quando il dolore abbraccia la carne
Mostro la mia pelle
Immagini di cui mi fido così tanto
Dalla marea blu dell’ago
Nei pori, il sangue bolle

Weit weg: intro elettronico, prettamente stile Rammstein. Magari non particolarmente entusiasmante, a livello ritmico non viene presentata alcuna novità, come se ci fosse poca inventiva. Il testo, invece, risulta molto profondo, lacerato da un velo di malinconia, spiegando come avviene quando due persone si cercano, si perdono, sono così vicine ma anche così lontane, riescono a perdersi in un attimo e tutto ciò che di bello si era costruito va perduto, come se qualcuno riuscisse a rubare la luce del sole che li rendeva vivi…

Ganz nah
So weit weg von hier
So nah
Weit, weit weg von dir
Ganz nah
So weit weg sind wir
So nah
Weit, weit weg von mir

Così vicino
Così lontano da qui
Così vicino
Lontano, lontano da te
Così vicino
Così lontani noi siamo
Così vicino
Lontano, lontano da me

Diamant: Una chiara lettera d’amore, una persona amata, un diamante, una ballata a livello sonoro, una poesia indelebile.

Du bist so schön, so wunderschön
Ich will nur dich, immer nur dich ansehen
Lässt die Welt um mich verblassen
Kann den Blick nicht von dir lassen
und dieses Funkeln, deine Augen
will die Seele aus mir saugen.
Du bist schön, wie ein Diamant
Schön anzusehen, wie ein Diamant
Doch bitte lass’ mich gehen

Sei così bella, così splendida
Ti voglio solo, guardarti sempre
Fa svanire il mondo intorno a me
Non puoi lasciare lo sguardo fuori di t
E questa scintilla, i tuoi occhi
Vuole succhiare l’anima da me
Sei bellissima, come un diamante
Bello da vedere, come un diamant
Ma per favore lasciami andare

Was ich liebe: la traccia si apre con un 2/4 di batteria molto semplice ma deciso. È una caratteristica unica, che li contraddistingue da molti artisti: suonare in modo semplice ma mai scontato o quasi. Suono intenso, industral, che da la giusta carica per affrontare un argomento doloroso. Questo brano è la chiara rappresentazione della consapevolezza di non saper amare e di non volerlo fare a tutti i costi. Testo a cui bisogna dare un peso particolare, dove si esprime l’ennesima delusione e l’ennesima consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si diventa: un mostro vivente che non è in grado di dare e ricevere amore.

Puppe: riesce a raccontare una storia in modo crudo e penetrante, la sua voce lo è, e spiega tutto ciò che vuole e come, velando il tutto con un filo sottile di rabbia e doppio senso e la rabbia è il sentimento che prevale.

Sex: più o meno a metà album, una traccia bellissima dal titolo esplicito. Riesce a descrivere il sesso, in modo specifico e in modo paradossale quasi come una poesia.

Meist das Hirn kriecht in die Venen
Und es singen die Sirenen
Eine Faust in meinem Bauch
Ich seh dich an und mir ist schlecht
Häute fallen auf die Haut
Ich schau dir tiefer ins Geschlecht
Leib und Brüste gut gebaut.
Es ist ein Beben, ist ein Schwingen
Und die Sirenen singen
Ein Verlangen unterm Bauch
Komm her, denn du willst es doch auch

Per lo più il cervello striscia nelle vene
E canta le sirene
Un pugno nel mio stomaco.
Io guardo te e me, è male.
Pelli cadono sulla pelle
Mi aspetto più in profondità nel sesso
Corpo e seni ben costruiti.
È un terremoto, è un oscillazione
E le sirene cantano
Un desiderio sotto il ventre
Vieni qui, perché lo vuoi anche tu

Ausländer: la traccia più commerciale. A livello testuale potrebbe avere un significato bello, parlando, forse in prima persona, dei suoi viaggi, della sua vita, della sua personalità, della sua cultura e del suo sentirsi uno straniero in qualsiasi posto si trovi. A livello sonoro, ciò viene parzialmente distrutto, perché non si riesce a dare la giusta idea del sentirsi uno straniero nel mondo ma anche a casa. Traccia molto ritmata ed elettronica, e per questo può non piacere ai fan della band, per via di sonorità che poco gli appartengono.

Zeig dich: una chiara lettera contro un dio inesistente, contro le caratteristiche cardinali della chiesa, contro ogni congettura dettata da una religione a cui ben poco ci si affida. A livello sonoro si fa apprezzare parecchio. Forte e crudele.

Verlangen verfluchen
Verdammen Versuchung
Verdammnis versprechen
Verüben sie Verbrechen
Verheißung verkünden
Vergebung aller Sünden
Verbreiten und vermehren
Im Namen des Herren.
Zeig dich.
Verstecken verzichten
Verbrennen und vernichten
Verhütung verboten
Verstreuen sie Gebote
Verfolgung verkünden
Vergebung der Sünden
Verbreiten, sich vermehren
Im Namen des Herren

Il desiderio di maledizione
Maledetta tentazione
Promessa dannazione
Commettono crimini
Annunciare la promessa
Il perdono di tutti i peccati
Diffondi e moltiplica
Nel nome del Signore.
Fatti vedere.
Nascondere la rinuncia
Brucia e distruggi
Contraccezione vietata
Passa sopra i comandamenti
Proclamare la persecuzione
Il perdono dei peccati
Diffondi, moltiplica
Nel nome del Signore

Radio: con quel ritmo elettronico può infastidire e spingere a passare alla prossima. Non si può mantenere sempre alto il livello.

Deutschland: testo forse poco significativo, ma suono prorompente, dove tutti gli strumenti si incrociano insieme alla voce così bassa, così cruda e ben definita. Il testo sottolinea un inno alla nazione e si fonde perfettamente al suono, lanciando un chiaro messaggio:

Germania, il mio cuore in fiamme
vuole amarti e dannamente.
Germania, il tuo respiro freddo e così giovane,
eppure così vecchio.
Germania, il tuo amore è
maledizione e benedizione

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