I vantaggi della musica nell’agricoltura e nell’allevamento

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L’uso della musica a scopi terapeutici è documentato in numerose civiltà del mondo antico ed è per molti studiosi la più antica arte utilizzata per curare. La sua influenza sull’umore, sulle capacità cognitive, sulla creatività e persino sulle malattie è nota fin dai tempi più antichi. Oggi, grazie al contributo della scienza, possiamo affermare che la musica svolge un potere benefico sugli organismi viventi, dalle piante agli animali, fino agli esseri umani.

In agricoltura sono sempre più diffuse tecniche utili a stimolare la crescita delle piante e combatterne i parassiti. Un esempio sono i Sonor Wines, tecniche adottate da alcuni viticoltori austriaci per migliorare la fermentazione dell’uva. Questi fanno risuonare nelle cantine serenate a base di musica classica per il mosto. La scuola di viticoltura di Klosterneuburg studiando il processo ha potuto dimostrare un aumento del valore di glicerina e una diminuzione di quello di zucchero, a vantaggio quindi della qualità generale del vino.

Anche in Italia sta crescendo l’interesse per la “viticoltura musicale”. Molti produttori fanno ascoltare la musica alle viti, invece che al mosto, attraverso altoparlanti collocati tra i filari. Le Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze e di Pisa hanno seguito alcuni viticoltori che utilizzano questa tecnica e sono arrivate alla conclusione che le piante di sangiovese nutrite a Vivaldi e Mozart sono cresciute il cinquanta per cento in più del normale, esenti da ogni tipo di parassita e con grappoli maturati in anticipo.

L’università di Firenze studia da anni la relazione tra musica e natura. Il Prof. Mancuso afferma che “le onde sonore non sono altro che vibrazioni a cui le piante sono sensibili e che queste gradiscono soprattutto onde con una bassa frequenza, sotto i mille Hertz.” I canali ionici di cui le piante sono dotate sulla superficie delle loro cellule vengono infatti fortemente sollecitate dalla musica. L’ascolto delle sette note fa bene alle piante ma ha effetti anche a tavola. Uno studio dell’università di Oxford rivela che la musica funziona da “condimento digitale” per i nostri piatti. Nel caso del vino, ad esempio, i miglioramenti del gusto possono arrivare fino al sessanta per cento, secondo gli abbinamenti. Tra i preferiti: degustare cabernet sauvignon con musiche di Jimi hendrix, bere chardonnay con brani di Robbie Williams e Tina Turner, sorseggiare un Syrah con Puccini ed Enya o un Merlot ascoltando Easy di Lionel Ritchie e (Sittin’ on) the Dock of the Bay di Otis Redding. Uno studio dal quale è stata stilata una dettagliata “carta musicale dei vini”.

Che dire invece sull’uso della musicoterapia nelle stalle e negli allevamenti per aumentare il benessere degli animali e la produzione? Modern Farmer, autorevole magazine americano sull’agricoltura e il cibo, ha pubblicato un articolo dal titolo Milking to Music nel quale si consiglia di far ascoltare ai bovini da latte specifiche musiche per migliorare in termini qualitativi la produzione. Il manzo Kobe, proveniente dagli allevamenti giapponesi, deve rispettare rigide procedure di allevamento: i vitelli devono essere nutriti a birra e grano e massaggiati con un guanto di crine ma soprattutto nelle stalle deve essere diffusa continuamente musica classica. Secondo il Music Research Group di Leicester la musica sembra avere un effetto positivo anche sulle galline, la sua filodiffusione in alcuni pollai ha permesso un aumento della produzione di uova.

Queste ricerche sono un valido contributo allo studio delle relazioni tra mondo della materia, vibrazioni e frequenze e allo sviluppo di pratiche innovative e vantaggiose per l’ambiente, gli animali e l’uomo. Alcuni scienziati affermano che il suono influisca sulla struttura fisica e sull’energia delle cellule e che le proteine siano in grado di reagire a determinati brani musicali. Sarà questo il segreto che si cela dietro i prodigiosi poteri della musica?

Francesca Brochetta

Articolo estratto dal libro Iniziazione alla MusicAmica e concesso ad Auralcrave per la pubblicazione online

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