Il Povero Cristo: testo e significato del brano di Vinicio Capossela

Il povero Cristo
È sceso dalla croce
Per prima cosa ha preso
La condizione atroce
Amar la vita è vivere
Ed essere felici
Amar la vita è vivere
Sapendo di morire

Ma invece di un fratello
Vedere nel suo simile
Il primo da affogare
Sebbene un po’ più debole

Sono queste le parole che segnano l’inizio del singolo di Vinicio Capossela, che anticipa l’album Ballate per uomini e bestie.

Capossela afferma che questo album è un “cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra la le specie e tra uomo e natura.”

Il cantautore e scrittore è nato ad Hannover nel 1965 da genitori meridionali, precisamente originari dell’Irpinia, più tardi la famiglia torna in Italia, a Reggio Emilia, e Vinicio inizia a frequentare gli ambienti underground dell’epoca finchè non viene notato da Francesco Guccini.

Il suo primo lavoro è datato 1990 e si aggiudica niente di meno che la targa Tenco fra le opere prime.

Capossela è uno degli artisti con maggiori riconoscimenti da parte del premio Tenco infatti, fino ad ora ha raggiunto le quattro targhe Tenco e il Premio Tenco alla carriera.

Tra album in studio, raccolte e live ha 15 album all’attivo.

Vinicio Capossela è uno di quegli artisti così liberi che sfugge ad ogni etichetta, durante questi anni è passato dal jazz al folk, dal cantautorato classico al Rebetiko.

I suoi testi parlano di amore, solitudine e anime inquiete che affollano la terra e i bar.

Diverse le manifestazioni civili a cui ha preso parte, nel 2008 ha partecipato ad una manifestazione contro il governo Berlusconi e la decisione di creare una discarica sull’altopiano del Formicoso.

Nel 2004 esce il suo primo libro Non si muore tutte le mattine e nel 2015 invece, Il paese dei Coppoloni.

Dicevamo, il nuovo singolo di Capossela si intitola Il povero Cristo e parla appunto di un Cristo che scende dalla croce per mescolarsi all’umanità che da più duemila anni guarda dall’alto della sua croce, e incamminandosi vede che durante tutti questi secoli l’uomo non ha imparato nulla, anzi, forse non ne ha nemmeno la voglia e il tempo.

Il videoclip (che trovate sopra) è un gioiello girato a Riace e diretto da Daniele Ciprì. E il testo completo è una poesia da leggere tutta d’un fiato.

Il povero Cristo
È sceso dalla croce
Per prima cosa ha appreso
La condizione atroce
Amar la vita è vivere
Ed essere felici
Amar la vita è vivere
Sapendo di morire

Ma invece di un fratello
Vedere nel suo simile
Il primo da affogare
Sebbene un po’ più debole

Il povero Cristo
Ha visto com’è l’uomo
Che, povero cristo,
Mangia verza e patate
Intanto chi gli è sopra
Si gode ori e alloro
E ammucchia per sé solo
Ricchezze smisurate

Ma appena gliele ha tolte
Non divide in uguaglianza
Ma del padrone apprende
Il pensiero e l’arroganza

E intanto nel mondo
Una guerra è signora della Terra

Il povero Cristo
È sceso dalla croce
Si è messo sulla strada
E va ascoltando voci
C’è chi lo tira a destra
Chi lo spoglia a sinistra
Tutti lo voglion primo
Nella loro lista
Ma piuttosto che da vivo
A dare il buon ufficio
È meglio averlo zitto
E morto in sacrificio

E intanto nel mondo
Una guerra è signora della Terra
E intanto nel mondo
Una guerra è signora della Terra

Il povero Cristo
È sceso dalla croce
E, Cristo come era,
Ha incontrato l’uomo
Aveva un paio di baffi
E un coltello da affilare
Lo sguardo torvo non
Smetteva di sfidare
Gli ha detto: “Cristo, spostati
E lasciami passare
Non voglio sentir prediche
Ho già molto da fare”

E intanto nel mondo
Una guerra è signora della Terra

Il povero Cristo
È sceso dalla croce
E ha visto che per l’uomo
Non può esserci unità
Non una cosa sola
Cattiva oppure buona
Ma pezzi frantumati
Come è stato creato

Dovrà sempre mentire
A chi gli sta vicino
Perché c’ha dentro il cuore
Le stanze di un casino

E intanto nel mondo
Una guerra è signora della Terra
E intanto nel mondo
Una guerra è signora della Terra

Il povero Cristo
È tornato sulla croce
Con il dono che
A tutti qui ha portato
La Buona Novella
Dove per scritto è messo
“Ama il prossimo tuo
Come fosse te stesso”

Ma troppo era difficile
Forse anche oltre l’umano
Così si è ritirato
All’uomo ha rinunciato

Una veste di silenzio
Si è cucito addosso
Il povero Cristo
Tace, grida all’uomo
A più non posso

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