L’orrore dei titoli dei film tradotti male in italiano

“Lost in traslation”, ciò che si perde nella traduzione. È un’espressione di uso comune, utile proprio per indicare casi in cui, nel passaggio da una lingua all’altra, sfumature di significati si perdono. Ebbene, in Italia è in voga – da anni immemori ormai – un vizio, tra i tanti, davvero terrificante: smostrare i titoli originali dei film stranieri traducendoli male, per poter rendere “commerciale” tutto a tutti i costi.

Parlarne solo non rende l’idea, è necessario portare alcuni esempi pratici.

– Lost in translation, tradotto: “Lost in translation – L’amore tradotto”. In soldoni, quello che Sofia Coppola ha voluto dire con questo film, rappresentando in maniera molto raffinata e particolare il concetto di incomunicabilità, non è stato recepito per niente.

– Eternal sunshine of the spotless mind, tradotto: “Se mi lasci ti cancello”. Non sarebbe stata migliore la traduzione letterale? “L’eterna letizia di una mente candida”. Avrebbe rispecchiato a pieno la sconfinata poesia di cui è impregnato tutto il film (per altro tradurre così Alexander Pope credo sia inscrivibile a tutti gli effetti tra i delitti contro l’umanità).

– Vertigo, tradotto: “La donna che visse due volte”. È necessario cercare di racchiudere sempre in un titolo la storia di un film? Se Hitchcock s’è impegnato tanto perché questo film desse – attraverso vere e proprie innovazioni apportate al mezzo cinema – il senso della vertigine, perché cambiargli il titolo?

– North by NorthWest, tradotto: “Intrigo Internazionale”. Povero Hitch! Il significato del titolo –  quello originale, va da sé – fa rabbrividire quant’è profondo: “North by Northwest” pare sia stato suggerito da Kenneth MacKenna, capo dell’ufficio sceneggiature della MGM, e potrebbe semplicemente alludere alla direzione geografica che prendono le vicende del film: c’è un omicidio al palazzo delle Nazioni Unite a New York, poi i protagonisti si spostano verso il nord-ovest, al monte Rushmore nel Sud Dakota. Ma nel titolo, che indica una direzione inesistente sulla bussola, i critici hanno ritrovato la citazione di un verso di William Shakespeare tratta dall’Amleto e pronunciata dal principe: “Io sono pazzo solo quando spira il vento nord-nord-ovest. Con la brezza del sud so distinguere un airone da un falco”. Scegliendo questo titolo Hitchcock sembra voler identificare il suo protagonista, Roger Thornhill, con Amleto stesso.  E voi, lo traducete “Intrigo Internazionale”?

– Dog Day Afternoon, tradotto: “Quel pomeriggio di un giorno da cani”. Come spesso capita, non hanno capito (e non si tratta di lost in translation, ma d’impreparazione): l’espressione Dog Days si riferisce ai giorni di canicola estiva, così detti perché nel periodo più caldo della stagione è visibile la costellazione del “Cane Maggiore”. Quindi la traduzione corretta del titolo in realtà sarebbe dovuta essere “Pomeriggio di canicola”.

– Le Cercle Rouge, tradotto: “I senza nome”. Il film inizia con questa frase: «Buddha prese un pezzo di gesso rosso, tracciò un cerchio e disse: se è scritto che due uomini, anche se non si conoscono, debbano un giorno incontrarsi, può accadere loro qualsiasi cosa e possono seguire strade diverse, ma al giorno stabilito, ineluttabilmente, essi si ritroveranno in questo “Cerchio Rosso” (appunto Le Cercle Rouge) …». Cosa esattamente non vi era chiaro?

– Being There, tradotto: “Oltre il giardino”. Non è poi così male. In genere, la scelta dei titoli non avviene per approssimazione di senso: il ruolo dei titoli è, o dovrebbe essere, quello di racchiudere in sé il significato dell’intero film. Ora, fra le righe di una commedia garbata, in “Being There” si affrontano temi quali la comunicazione fra individui e classi sociali, il rapporto fra l’apparire e l’essere. Il film risulta, inoltre, per certi aspetti profetico nel ritrarre il potere mediatico della televisione, la sua capacità di imporre improvvisamente, come fondamentali, personaggi venuti dal nulla e dalla nulla consistenza, come accade con il protagonista Chance Giardiniere che, appunto, ha il solo merito di “esserci”. In questi casi, sarebbe sempre meglio lasciare i titoli in originale, perché il fatto che la traduzione in italiano renda male non dovrebbe permettere di prendersi “licenze”, sottraendone significati.

– The Sound Of Music, tradotto: “Tutti insieme appassionatamente”. Non vi dà l’idea di un B movie e di dubbia morale anche, a volerla dire proprio tutta? I mal pensanti potrebbero addirittura pensare a un’allegra “ammucchiata”! Il suono della musica… no? Eppure sembrava facile.

– Leaves of Grass, tradotto: “Fratelli in Erba”. Sembrerebbe un filmetto da quattro soldi: in realtà non è così. C’è pure un ottimo cast composto da Edward Norton, Susan Saradon e altri non da meno. Il titolo originale peraltro è lo stesso della famosa raccolta di poesie – tradotta “Foglie d’erba” – di Walt Whitman. Se il regista ha scelto di intitolare il suo film omaggiando Walt Whitman con quella che forse è la sua opera più famosa, un motivo ci sarà, che ne pensate? Maledetti.

– The Killing, tradotto: “Rapina a mano armata”. È un film di Stanley Kubrick che, si sa, era un tipo molto esigente e meticoloso, tant’è vero che forse è stato l’unico regista al mondo a riuscire, quasi sempre, nell’impresa titanica di ricoprire tutti i principali ruoli artistici all’interno dei suoi film (produttore, sceneggiatore, direttore della fotografia, responsabile del montaggio, degli effetti speciali e regista). Per cui, detto questo, si può immaginare l’importanza che attribuiva alla scelta del titolo, sempre pregna di significato. “La strage” (questa la traduzione da fare, letterale) è il culmine drammatico e l’evento centrale della pellicola però, nonostante questo, si risolve in un attimo, palesandosi solo con la visione, peraltro fugace, di corpi inanimati al suolo. In contrapposizione, invece, il regista mostra in maniera estremamente dettagliata i preparativi e la rapina avvenuta. Perché? La sua è una visione pessimistica della natura umana, alla Shopenhauer-maniera; una natura che porta a distruggere tutto pur di raggiungere i propri obiettivi (paradosso assoluto visto che questa smania non fa altro che uccidere tutti e senza raggiungere, chiaramente, nessun obiettivo). Solo uno di loro si salva, ma ci penserà il destino, una folata di vento, a dissipare il malloppo. E com’è stato tradotto? “Rapina a mano armata”? Cioè, in pratica avete tradotto il pretesto, il “MacGuffin”, per dirla alla Hitchcock.

Che pazienza ci vuole…

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