SSC Volcano: la dance soffusa che racconta l’amore

Esiste un segreto per dirsi che una storia d’amore è finita?

Probabilmente il nostro linguaggio, per come lo conosciamo, non ha ancora trovato le scorciatoie più adatte. Ma se puntiamo a cercare tra le ragioni con cui costruiamo il fascino disturbante del sentimento più chiacchierato di sempre, abbiamo costante bisogno di capire quanto si possa decidere, realmente, di cercarne i contorni.

Ce l’ha sempre detto la musica, attraverso spunti e racconti dall’evoluzione interminabile, che non è mai semplice in realtà fotografarli nitidamente. Così il gioco di continuare a perseverare nell’errore diventa poetica. E senz’altro, un’icona che culla la dialettica dell’amore e del suo tormento, da sempre, è universalmente riconoscibile in Napoli, città in grado di custodirne il simbolismo nei colori e nelle voci, di dare vita a una cornice che sprigiona impulsivamente quell’ammaliante contraddittorio. Un posto dove non esiste parsimonia quando si parla di emozioni, dove affrontare le tenebre dell’emozione in bilico risulta un esercizio di stile che ti rende ancora più umano. Che è già scritto da qualche parte che non sappiamo ma accettiamo.

Quel che non è già scritto, nel debutto del collettivo SSC Volcano, è quel che ci sarà dopo. Tutto il non detto che, in fin dei conti, lambisce con l’intensità che racconta una musica nuova, dall’aria europea, l’importanza dei sentimenti e del loro spinoso intreccio. Da Napoli, da cui prende vita, si fa strada nelle influenze contemporanee, gioca con il pop e l’elettronica soffice, canta l’inglese riconosciuto come sintesi degli intrecci affettivi del nostro secolo per rendere il suo gergo universale e pieno. Ma poi torna sul golfo partenopeo, a parlare quella lingua lì, insita nelle immagini e nel lessico sonoro da cui ha origine.

La cover del singolo

È una Napoli silenziosa e tenera quella che riscalda nel suo abbraccio i due protagonisti che disegnano Aim For. Due storie consapevoli di quello che sembra essere un destino annunciato, colmo di parole agrodolci sussurrate con rassegnazione, eppure ancora così ricche di significato. Anche se fosse quello della frustrazione, la musica ci dice che non è mai vuota di sincerità. Il fulcro, del resto, è rappresentato dall’inesorabile crocevia in cui si imbattono due facce della stessa rinuncia: capire per cosa stiamo combattendo, se davvero lo stiamo facendo, dove questa battaglia ci ha portato.

In una cornice che sfuma tra i contorni della ballata pop dall’arrangiamento delicato ma incalzante, le corpose virate melodiche fanno da raccordo ad un cantato pregno della poetica dell’abbandono. Quella che, esattamente come suggerisce il titolo, mira a capire il significato dietro una rottura. Con le pause di tensione, i saliscendi di un basso che mima la passione, il climax che ostenta la sincerità di quel “dirsi tutto” per avere la scelta di mettere la parola fine.

“Nothing has to be so right or wrong, after the end”: non esiste via d’uscita garantita, non abbiamo mai la vera certezza di aver trovato la risposta giusta.

Nel crescendo impulsivo con cui ci trasporta il ritmo silenzioso, pacato e morbido delle battute iniziali, veniamo pian piano trasportati a monte, dai contorni più energici del riff protagonista. Ciò che fa risuonare la domanda in maniera paziente, con una luce lenta, poi determinante: “Is love what we aim to?”.

Nel video, una Napoli in slo-mo scorre in un dolce bianco e nero sullo sfondo del brano, alternando le panoramiche su un Vesuvio quieto, le strade di periferia e caratteristici terrazzi vista mare. La regia di Nicholas Mottola Jacobsen (Vnlest1982, Raina, Costiera) e Corinne Barlocco ci racconta della poesia urbana partenopea, attraverso sfumature cher ospitano uno skyline pacifico dall’alto del Centro Direzionale, Capodichino ed i gasometri, la suggestione lenta e costante di uno sguardo alle luci notturne. La scenografia perfetta di una notte che accompagna l’intreccio amoroso per cui i nostri combattono dentro e fuori il pezzo.

Cosa c’è lì fuori? Aim For è l’intreccio di tante domanda in una sola certezza. Amara ma consapevole, sussurrata e poi urlata. L’estremo di un amore che è cosciente di non trovare più la sua vibrazione ma che non è mai, comunque vada, privo di scoprire come definirsi.

La natura prettamente partenopea del collettivo dietro a SCC Volcano non può prescindere da un’ambientazione precisa, dal legame con Napoli ed il suo immaginario, da cui parte per raccontare il suo concept. Le sue voci ed i suoi toni lo rendono un’identità istrionica, che punta ad iniziative che abbiano come filo conduttore la città, aprendosi alla commistione identitaria verso chiunque abbia voglia di collaborare, come in una jam session culturale sempre aperta. Il messaggio da cui prende vita il progetto è in continua evoluzione, dai contorni volutamente non definiti, aperto a tutti gli stimoli esterni che la musica e l’arte, insieme ai suoi interpreti, sono in grado di generare.

Aim For è il loro singolo di debutto, pubblicato per Suonivisioni, a firma Vincenzo Rutigliano (Ruten, Wound Music), Simone Morabito (Riva) e Adriana Salomone aka Mysteries (MATSMM). È disponibile in tutti i servizi streaming digitale dal 2 Maggio.

SCC Volcano
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Aim For è su Spotify

Testo: Giovanni Coppola

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