L’eccitante storia del primo sito Internet di David Bowie

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Si è celebrato spesso David Bowie come anticipatore dei tempi in ambito musicale, soprattutto negli anni recenti dopo la sua morte. Eppure David Bowie era soprattutto un maestro nell’uso dei media: la sua stessa abilità nel creare personaggi da sviluppare e diffondere rientrava in tale facoltà: era il suo modo di andare oltre la musica e diventare persona mediatica, legando strettamente la sua fase produttiva alla sua figura.

All’interno dei canali mediatici tradizionali Bowie ci si muoveva con grande agio, e ciò può far pensare che la sua fosse solo l’abilità di inseguire il pubblico dove esso si faceva presente. La verità, invece, era che David Bowie era un visionario e un sognatore, e vedeva oltre lo sguardo della gente comune. Lo dimostra il modo in cui, negli anni ’90, è entrato in relazione con questo strano, nuovo mezzo di comunicazione di cui si parlava tanto ma le cui potenzialità non erano ancora del tutto chiare: Internet.

Quando i sociologi e gli esperti di chiedevano cos’altro potesse offrire Internet oltre che qualche lentissima pagina informativa e un modo di mandarsi messaggi elettronici a distanza, Bowie aveva già capito che la rivoluzione era cominciata. Come prova della distanza di percezione tra David Bowie e gli altri esiste una intervista fatta a BBC nel 1999, in cui l’intervistatore continua a chiedere in maniera cieca “…alla fine è solo uno strumento, un metodo di consegna e comunicazione diverso, no?” e Bowie rispondeva in maniera convinta: “È una rivoluzione che avrà effetti inimmaginabili, quello che vediamo oggi è solo la punta dell’Iceberg.”. L’intervista completa è qui, mentre qui sotto uno spezzone condiviso di recente da BBC, quello in cui si parla appunto di Internet.

Come dirà Bowie in quegli anni: “Se avessi avuto 19 anni oggi, avrei lasciato stare la musica e sarei andato direttamente su Internet.” Ma anche se ne aveva 50, l’ingresso su Internet l’ha fatto lo stesso, e in maniera pionieristica e futuristica come pochi. È data 1998 infatti l’avvento su Internet di BowieNet, l’internet provider di David Bowie, con funzionalità e possibilità che anticipavano di diversi anni il futuro dello streaming musicale e dell’interazione creativa su Internet.

Una versione statica di BowieNet è disponibile nei Web Archives, a questo indirizzo. Nel ’98 BowieNet non era semplicemente una raccolta di pagine web navigabili: offriva la possibilità di scaricare e ascoltare musica, di scambiarsi messaggi con gli altri utenti, di avere un indirizzo mail BowieNet e anche uno spazio web gratuito di 5MB (un’enormità ai tempi), per creare il propri sito web. Per capirci, aveva anticipato tutti gli elementi che avrebbero decretato il successo di MySpace. Solo che MySpace nacque nel 2003. Cinque anni dopo.

E non era nemmeno la prima volta che BowieNet anticipava i tempi. L’aveva già fatto due anni prima, nel 1996, distribuendo in versione digitale il suo singolo Telling Lies, che poteva essere scaricato online alcune settimane prima dell’uscita fisica ufficiale. Fu la prima volta in assoluto che un artista major distribuiva la propria musica online. E quel singolo lo scaricarono in 300mila.

BowieNet aveva anche accordi commerciali importanti con altre piattaforme innovative dei tempi, offrendo accesso a Rolling Stone Network (uno spazio web di streaming di concerti) e Music Boulevard (una delle primissime realtà web a offrire la fruizione di musica a pagamento). E anche tecnologicamente le pagine erano qualcosa di futuristico, usando tecnologie come Flash e RealAudio, in tempi in cui quasi ogni sito internet era solo una raccolta di pagine di testo su sfondo scuro.

Il sito si è andato evolvendo negli anni fino a diventare quello che oggi è davidbowie.com. Un sito completo e moderno come adesso sono tutti gli altri. Con una storia dietro, però, che pochissimi altri possono vantare.

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