Anthony Kiedis, il ragazzaccio del rock moderno

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Il 1° Novembre 1962 nasceva Anthony Kiedis, il frontman dei Red Hot Chili Peppers. Un uomo, anzi un ragazzaccio, che può entrare a pieni meriti nella cerchia degli immortali, insieme al suo “collega” Mick Jagger.

La vita spericolata – non quella di Vasco, quella è niente paragonata alla sua – fu la maggiore ispirazione per i suoi testi, da Under the Bridgeil luogo in cui andava a comprare e utilizzare la droga – alla famosa e conseguente Scar Tissue, il brano della rinascita, la sua e in particolare di John Frusciante. Lo stesso brano che prestò il nome alla sua autobiografia, quella in cui racconta la sua prima esperienza sessuale – con la compagna del padre – le sue prime donne (o Dani) – tra cui la sorella di Flea ­­– la sua vita passata e quella presente, piena di gioie, di cicatrici, di maturità e di esperienze passate da non ripetersi.

Cantante, surfista, vegetariano, secondo alcune riviste l’uomo più bello del mondo (nel 2008, nel 2009 già lo consideravano brutto e prima un cantante stonato), è stato fidanzato con la cantautrice Sinéad O’Connor alla quale ha dedicato I Could Have Lied (BSSM), attore in diverse pellicole – insieme al suo amico Keanu Reeves – e principale rappresentante della moda i sock on cocks. Il calzino in quel posto insomma.

Eccolo in azione dal vivo:

Mentre questo è il live del famoso calcio a Frusciante:

Il primo brano, Under the Bridge, è stato pubblicato grazie alla “forzatura” di Rick Rubin, il loro produttore. Si tratta di un pezzo molto sentimentale e privato per Anthony, per lui pubblicarlo significava mostrare le proprie debolezze al mondo. Una testimonianza della sua Los Angeles, la città che non lo avrebbe mai abbandonato, che dava stabilità ed equilibrio, e soprattutto, che conosceva tutti i suoi segreti senza criticarlo.

Anthony Kiedis è uno str**** odiato e amato allo stesso tempo. E il miglior modo per ricordarlo (e ricordarcelo) è rileggendo quel che disse di lui un altro personaggio particolare:

C’è ‘sto cantante che… a fargli un complimento, lo devi prendere a calci in culo. Cioè, non ho mai sentito un cantante così merdoso. Non becca una nota, ma neanche un ragazzino di sette anni è così handicappato. Questa è band da milioni di dollari, guadagnano. E c’hanno un cantante che è un handicappato di merda proprio […]. C’hanno sto cantante che dal vivo è una cosa vergognosa. Poi quando fa i dischi gli mettono a posto la voce, lo sapete ragazzi, no? […] Inizia sto concerto, io dopo tre pezzi ho detto “o vado sul palco e lo prendo a schiaffi, o me ne vado”. Me ne sono andato. E c’erano ventimila persone che applaudivano, ma che cazzo vi applaudite? Ma sputategli in faccia a ‘sto stronzo!

(Pino Scotto)

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