Deadpool: ironia, citazionismo e originalità firmata Marvel

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Nel panorama cinematografico contemporaneo sono sempre meno i film capaci di ritagliarsi un ruolo di primo piano e segnare un’autentica svolta per quanto riguarda contenuti, temi e soprattutto stile di narrazione. Spinti dal successo commerciale garantito, i grandi colossi del cinema hanno puntato sempre di più sul rilancio di brand di successo (Jurassic Park, Indiana Jones, It, Star Wars, giusto per citarne alcuni), puntando dunque sul riciclo di vecchi successi da rivendere alle nuove generazioni, sfruttando i nuovi mezzi tecnologici a disposizione per ringiovanire e rinvigorire prodotti che probabilmente non avevano più nulla da dire.

Prendendo spunto da storie già scritte, Hollywood ha deciso in particolare di puntare, negli ultimi venti anni, sul mondo del fumetto, creando così una serie lunghissima di pellicole su supereroi Marvel e DC, e, forse un po’ a sorpresa, i risultati migliori sono strettamente legati ad un personaggio che fino a pochi anni fa era sconosciuto alla stragrande maggioranza del pubblico ma che ha saputo conquistare quasi tutti per la sua originalità e ironia: ovviamente stiamo parlando di Deadpool.

Dopo il film del 2016 e il recente sequel, il personaggio di casa Marvel ha probabilmente superato nell’indice di gradimento grandi nomi come Superman o Spiderman, riuscendo a creare una nuova tipologia di prodotto cinematografico capace di fare innamorare all’istante il pubblico, grazie al grande lavoro di scrittura del personaggio dei fumetti, ideato da Fabian Nicieza e Rob Liefeld.

Deadpool non è il classico supereroe dei fumetti e nemmeno un “semplice” anti-eroe: seguendo e ampliando alcuni elementi in comune con il Joker di Nolan, Wade Wilson (il vero nome di Deadpool) è un pazzo scatenato che non segue la logica tradizionale e, pur essendo un personaggio di fantasia, è perfettamente consapevole di essere un fumetto e sfonda con puntualità la quarta parete, dialogando con lo spettatore e facendo spesso riferimento a elementi estranei al suo mondo, citando per esempio i nomi degli attori che lo circondano, facendo riferimento a elementi chiave della cultura pop che solitamente prende in giro con parodie e battute da genio comico.

Deadpool stesso nasce come copia/parodia di Deathstroke, personaggio DC con caratteristiche simili ma di carattere estremamente diverso, dando vita dunque a un elemento fuori da qualsiasi schema di narrazione, perfettamente libero di fare e soprattutto dire qualsiasi cosa, arrivando a dialogare con se stesso grazie alla follia che lo contraddistingue. Nella sua mente infatti convive con continue voci immaginarie, evidenziate soprattutto nel fumetto, con la classica vignetta bianca che sottolinea i suoi pensieri “classici” e con un’aggiuntiva vignetta gialla con la quale si rivolge ai lettori, spezzando la quarta parete e lasciando interdetti gli altri personaggi presenti nel fumetto.

Il grande successo cinematografico è anche legato al grande lavoro di Ryan Reynolds, perfetto non solo nell’interpretare il personaggio, con il quale ha in comune la grande ironia nei confronti del mondo, ma anche decisamente intelligente sia in fase di produzione che di sceneggiatura, arrivando nella seconda pellicola a “sistemare” le realtà alternative sparando a se stesso (cioè all’attore Ryan Reynolds) per evitare il clamoroso fiasco di Lanterna Verde.

A rendere ancora più interessante il personaggio ci pensa la grande naturalezza con cui viene presentata la sua natura sessuale: andando ben oltre ogni etichetta moderna, Deadpool è pansessuale, cioè capace di provare attrazione emotiva e sessuale nei confronti di qualsiasi cosa. Fabian Nicieza, co-creatore del personaggio, ha detto in un tweet che: “Deadpool è di qualsiasi inclinazione sessuale il cervello gli dica di essere in quel momento. E poi quel momento passa”.

Non a caso tra i suoi “amori” ci sono molti supereroi come Wolverine, Thor e perfino la Morte stessa, nonostante nel film la sua love story con Vanessa Carlyle sia gestita magistralmente e faccia breccia nel pubblico molto più di tante pellicole romantiche.

Anche sotto questo punto di vista, i classici cliche vengono stravolti: l’amore, seppur romantico, è decisamente spinto verso un sesso puro e crudo, senza pudore e senza limitazioni, nonostante il volto del nostro eroe sia irrimediabilmente sfigurato; Deadpool non è il bellone di turno ma al contrario un mostro che si prende in giro per il proprio orribile aspetto senza timore e senza ipocrisia, risultando molto più vicino e naturale nei confronti del pubblico.

I due film di Deadpool sono quanto di meglio si possa chiedere al genere, con una massiccia dose di azione ed effetti speciali di primissimo livello, una colonna sonora sempre all’altezza capace di esaltare ogni situazione e una quantità enorme di ironia, battute e divertimento che non hanno precedenti. Un’importante ventata di freschezza e innovazione in un genere che troppo spesso è rimasto fin troppo immutato, proponendo sempre le stesse formule senza aggiungere nulla di nuovo. In questo caso possiamo sicuramente affermare: lunga vita a Deadpool!

Visto? Non serve essere un supereroe per trovare una ragazza. Quella giusta tirerà il supereroe che è in te. E ora godiamoci questo epico campo largo. Ecco, ce lo godiamo, ce lo godiamo, stanotte io godrò di più… Chi è che non gode con un lieto fine, eh? Alla prossima, il vostro amabile Pool vi saluta cantando: I’m never gonna dance again | in the way I dance with you, | who-ooo!

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