L’irripetibile perfezione del Batman di Christopher Nolan

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L’industria cinematografica ha ormai abituato lo spettatore a differenti riproposizioni di famose pellicole e questo a più riprese nel corso del tempo. Dal remake al sequel, dal reboot allo spin-off. Al punto che la domanda sorge spontanea: tutti questi “ritorni” sono davvero necessari?

Il 17 Giugno del 2005 Christopher Nolan apre a una nuova stagione del franchise Batman con una trilogia destinata a diventare il punto di riferimento assoluto del genere per spessore, contenuti e singole performance attoriali, ad oggi difficilmente ripetibili.

Lo spessore del nuovo progetto è da imputare ad uno script eccellente, che pone come base la crescita personale del protagonista (Batman interpretato da un certo Christian Bale) e poi alla consulenza alla sceneggiatura di David Goyer, ex Dc Comics. La dinamica del progressivo perfezionamento di Bruce Wayne come uomo e alter ego in Batman attraverso i tre film è estremamente approfondita e godibile. Un uomo con le sue paure, in questo caso quella ancestrale dei pipistrelli, decide di affrontarle, di mettersi in gioco e misurarsi nell’impresa titanica di riportare pace e giustizia in una Gotham City divisa tra gli psicotici dell’Arkham Asylum e la criminalità organizzata. Questa, in breve, l’architettura della trama. Ma la differenza sostanziale è come una storia viene raccontata.

A Christopher Nolan il merito di aver costruito un mondo con contenuti plausibili mai ripetitivi e banali. Ogni singola scena per ogni singola azione non risulta mai eccessiva, e forse poche altre volte un regista è riuscito nella rapprentazione del conflitto tra bene e male in maniera cosi esaustiva e perfetta.

Tornando con i piedi per terra, torniamo a sua volta alla domanda sulla plausibilità di continuare o  re-iniziare un’opera straordinaria. Fondamentalmente la risposta alla domanda è: no. Il 29 Agosto 2012 The Dark Knight Rises chiude la trilogia perfetta di Batman. Tom Hardy, attore feticcio di Nolan, è un villano perfetto che non ha paura del precedente gigante Joker/Ledger, tutti contenti, via ai cofanetti collector’s edition e via alle visioni continue, possibilmente con super-impianti audio/video, consapevoli che un’opera straordinaria rimanga tale e ferma in un limbo dorato cinematografico.

Invece ecco qui che il 14 Giugno del 2013 la Warner inizia a distribuire il primo di una serie di film terribili, L’uomo d’acciaio, facenti parte del progetto DC Extendend Universe. Seguiranno Batman Vs Superman: Dawn of Justice, Suicide Squad, Wonder Woman e tra pochi giorni Justice League. Suicide Squad risulta un film sconclusionato e senza trama, con un Jared Leto ai minimi storici se si pensa al Ryon di Dallas Buyers Club. Wonder Woman soltanto un ripetitivo concetto di icona estetica oltre al quale c’è il nulla cosmico. Non è bastata invece la presenza alla sceneggiatura di David Goyer per Batman Vs Superman e L’uomo d’acciaio per offrire spessore e compiutezza in due pellicole altrimenti ostaggio di continue e ultramoderne botte da orbi. In tal senso, proprio Batman vs Superman rappresentano il contenitore massimo dell’azione oltre misura, l’esposizione che rimane soltanto mero esercizio estetico. Ben Affleck come Batman, Chris Terrio insieme al sopracitato Goyer alla scrittura e Snyder alla regia nulla possono rispetto allo strapotere logico e bellissimo di Christopher Nolan, capace di settare il concept di Batman a livelli ad oggi ancora impensabili.

Indimenticabile e indimenticato Heath Ledger, forse il miglior Joker di sempre, la follia interpretata magistralmente da un attore immenso, performance che gli valse l’Oscar postumo. Christian Bale, un Batman profondo con contraddizioni umane un eroe verso il quale è facile e piacevole provare empatia. Completano il quadro tutti gli attori che nella trilogia hanno interagito o “danzato” con il protagonista, dai buoni ai cattivi. Forse infatti il termine più appropriato è legato alla danza, o a un’armonia nella quale si passa da uno spettacolare e misurato effetto visivo ad un flashback, che aiuta a comprendere più a fondo una storia nella quale anche un nemico può risultare affascinante.

Dalla sequenza dell’esplosione dell’ospedale di Gotham per mano di Joker, all’annuncio di Bane nello stadio, dalle scene nelle quali Batman si fa largo tra le auto con il Tumbler ai diversi viaggi introspettivi di Bruce Wayne, la trilogia di Christopher Nolan almeno ad oggi rimane nell’empireo delle migliori produzioni di sempre. Nella speranza che il nome del grande regista sia definitivamente e concretamente vicino a quello dell’agente dal doppio zero. Ma questa è un’altra, bellissima storia.

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