Avengers – Infinity War e i dieci anni di successo dei Marvel Studios

Posted by

Si può dire che il genere dei cinecomics lo hanno inventato loro? Certo, film di successo tratti da fumetti di supereroi esistevano anche prima: c’erano i Batman di Tim Burton prima e di Christopher Nolan poi, gli X Men di Bryan Singer e, soprattutto, la trilogia di Spider-Man firmata da Sam Raimi grazie alla quale, a partire dal primo capitolo del 2002, i grandi studios di Hollywood iniziarono a capire che quello degli eroi mascherati era un business dal potenziale enorme. Tutto vero, ma fino a quel momento si parlava ancora di film “singoli”, pur facenti parte di saghe. Quello dei supereroi non era un genere a sé stante: erano film di Hollywood, senza particolari regole o schemi da seguire se non quelli dettati dallo stile dei registi e dalla volontà dei produttori.

La rivoluzione è iniziata nel 2008 quando la storica casa editrice Marvel, superati gli enormi problemi finanziari degli anni ’90, fece una mossa spiazzante iniziando a produrre in proprio alcuni film tratti dai propri fumetti, dopo diversi anni di collaborazioni con altre major che avevano garantito poca libertà e pochi profitti alla casa delle idee. All’epoca Marvel non possedeva i diritti di sfruttamento cinematografico dei suoi principali brand (Spider-Man era stato ceduto alla Sony; gli X-men, i Fantastici 4 e Daredevil alla 20th Century Fox ecc), ceduti durante la fase di crisi finanziaria, e di conseguenza decise di mettere in cantiere un progetto ambizioso, quasi folle: sarebbe partita dagli eroi minori, quelli conosciuti o ricordati solo dai lettori più accaniti e ignorati dal grande pubblico, per poi arrivare ad un progetto molto più grande, che avrebbe visto questi eroi riuniti in un unico grande team.

Il caso volle che i Marvel Studios possedessero proprio i diritti di quei personaggi che formavano il nucleo originale degli Avengers, lo storico super team dei comics e fu così che nel 2008, col film Iron Man di Jon Favreau, iniziò una storica cavalcata che oggi, dopo ben diciannove film, ci ha portati ad avere un successo planetario come Avengers – Infinity War, che nell’ambito del cinema di intrattenimento è un film rivoluzionario sotto vari aspetti.

Le tappe della rivoluzione Marvel sono numerose e tutte importanti: naturalmente il già citato primo Iron Man, che fissò numerosi canoni di quello che oggi è il franchise cinematografico più importante in atto (l’idea di universo condiviso, il mix riuscito di serietà e toni scanzonati, il protagonista carismatico e divertente e l’immancabile easter egg durante I titoli di coda); il primo Avengers quattro anni dopo, che riuniva un team di eroi e personaggi di contorno già ampiamente presentati nel corso di cinque film precedenti e che infrangeva numerosi record di incassi (massacrando il terzo Batman di Nolan e segnando di fatto l’inizio del dominio Marvel ai box office); le due sorprese del 2014, Captain America: The Winter Soldier (che mostrava le varie possibilità di contaminazione del cinecomic con altri generi, in quel caso il thriller spionistico) e soprattutto la rivelazione dei Guardiani della Galassia, un team di avventurieri spaziali tra i più sconosciuti del mondo dei comics che dimostrò invece di poter generare incassi stellari ed entrare subito nel cuore del pubblico; Captain America: Civil War, che nel 2016 portò su schermo il violento scontro tra Iron Man e “Cap”, polverizzando in una manciata di giorni un altro scontro supereroistico molto atteso e pubblicizzato (l’imbarazzante Batman v Superman: Dawn of Justice della “rivale” Warner Bros); e per concludere il trionfo totale e completamente inaspettato di Black Panther, il primo super eroe nero, il cui film in solitaria ha avuto un box office più vicino a quello di un episodio di Star Wars che a quello di uno stand alone Marvel.

La chiave di questo successo? La costruzione di un universo solido e coerente, tanto nella narrazione quanto nello stile visivo, che allo stesso tempo riesce comunque a mantenersi variegato, creando un equilibrio perfetto. Sono tanti i registi dei film Marvel, sono tanti gli sceneggiatori e sono tanti i sottogeneri esplorati da ogni sottoinsieme di questo franchise (la space opera per i Guardiani della Galassia, la mitologia per Thor, il thriller d’azione per Captain America, il fantasy psichedelico con Doctor Strange.. c’è spazio addirittura per la commedia familiare con Ant-Man) ma l’insieme di questo grande laboratorio creativo è coordinato da un unico deus ex machina, il padre-padrone Kevin Feige, presidente di produzione dei Marvel Studios e coordinatore unico del Marvel Cinematic Universe: è lui a tenere le redini di ogni singolo progetto, ad impostare la direzione dei film e a pianificare il futuro del franchise.

Il risultato è che, pur all’interno di una grande varietà di prodotti, l’universo cinematografico Marvel possiede una coerenza talmente forte e dei personaggi così familiari al pubblico al punto che le avventure “in solitaria” sono diventate addirittura superflue, tanto che per il pubblico è ormai normalissimo trovare Iron Man in un film dedicato a Spider-Man (nel frattempo tornato alla casa madre grazie ad un accordo con Sony) o Hulk in un film su Thor: oggi sembra scontato, ma è una formula che funziona solo con questo franchise e chi prova a replicarla trova non poche difficoltà.

Si arriva quindi ad Infinity War, diciannovesima tappa di questo universo, film che riunisce e assembla tutti i personaggi (eccetto un paio di assenti) visti in dieci anni di avventure: una pellicola corale come non se ne vedevano dai tempi di Robert Altman, con 12 protagonisti principali, una miriade di personaggi di contorno e una grande figura che svetta su tutti: Thanos, il titano distruttore di mondi, interpretato da un grande Josh Brolin ricoperto di computer grafica. Un villain finalmente degno di questo nome, in un universo narrativo in cui il grande punto debole era dato finora proprio dai cattivi: il suo piano di “ottimizzazione delle risorse” prevede la distruzione di metà delle forme di vita presenti nell’universo, e ciò che lo rende interessante è il suo conflitto interiore, che fa di lui un personaggio insolitamente sfaccettato per il genere.

Tutto il resto è lo spettacolo di cinema pop più bello da tanti anni a questa parte: un film di 160 minuti che non ha un inizio e non ha una vera fine (ma il bello è che in questo caso non è un difetto, dato che ormai sono tutti volti noti), che parte in medias res e che non dà un attimo di respiro per tutta la sua durata. Si ride di gusto alle battute, ben distribuite in tutta la durata, ci si emoziona fin da subito per il destino dei personaggi e si resta incollati alle numerose scene d’azione (splendidamente coreografate) mentre sullo schermo scorre e si accumula tutto l’immaginario Marvel, fatto di dèi, alieni e uomini comuni diventati super: uno spettacolo totalizzante che mescola con disinvoltura azione, space opera, fantasy, commedia e dramma come non si era mai visto prima.

Per la prima volta il pubblico attende la fine dei titoli di coda e l’easter egg finale in religioso silenzio, e alla fine del film sono tantissime le domande sul futuro di questa saga e dei suoi personaggi. Ci sarà un nuovo inizio? Ci sarà un passaggio di testimone? Sarà dato sempre più spazio alle avventure cosmiche, aprendo quindi scenari completamente inediti per il genere? Ancora non lo possiamo sapere, ma quello che è sicuro è che il pubblico non è assolutamente stanco ed è nuovamente pronto a riempire le sale in massa (e a tenere quindi in vita la settima arte vista in sala, messa sempre più in difficoltà da televisione e streaming).

Non ci sono dubbi: in un’epoca in cui il cinema commerciale vive sempre più spesso di retromania e di riproposizione di vecchie idee, il franchise firmato Marvel è quello con le maggiori possibilità di superare la prova del tempo e di essere considerato un cult dalle prossime generazioni di spettatori. Pur con alti e bassi, pur con episodi più riusciti ed altri decisamente meno, questo serial cinematografico è già colonna portante della cultura pop contemporanea, e pare destinato a rimanere tale ancora a lungo.

I film Marvel sono su Amazon

No votes yet.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.