Loro di Paolo Sorrentino: ritratto di una parabola umana discendente

Posted by

Questo articolo rivela elementi importanti della trama di Loro, il nuovo film di Paolo Sorrentino. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Qui l’approfondimento sulla prima parte del film.

La prima cosa che salta agli occhi guardando Loro 2, la seconda parte del film di Paolo Sorrentino dedicato alla figura di Silvio Berlusconi, è che la divisione in due parti del film era utile anche a livello narrativo, e non solo una brillante strategia di marketing. Loro 1 e Loro 2 non sono due film distinti, come ha raccontato erroneamente molta stampa italiana, ma è quasi come se lo fossero.

La prima parte era una grande corsa, quella dell’imprenditore arrivista Sergio Morra (Riccardo Scamarcio) che tentava con ogni mezzo di entrare nelle grazie di Silvio Berlusconi (Toni Servillo, che appariva solo nell’ultima mezz’ora), mentre la seconda è un gigantesco one man show, in cui “Lui” è protagonista assoluto: si apre con uno sdoppiamento di Servillo, che interpreta sia Berlusconi che Ennio Doris (fondatore e presidente di Banca Mediolanum), seduti ad un tavolo a Villa Certosa che discutono di politica e affari con uno scambio di battute che darà il là a tutto il resto della vicenda narrata, e prosegue fino alla fine con una lunga serie di sketch dei quali Berlusconi è sempre la figura centrale.

Messe da parte quasi tutte le migliori raffinatezze stilistiche del primo tempo, Sorrentino ora si concentra completamente su colui che nella prima parte del film era solo un miraggio ed ora è qui davanti a noi, pronto per essere dato in pasto al pubblico, e lo fa con uno stile di regia sorprendentemente molto più asciutto.

La cosa che stupisce maggiormente è che i momenti più scabrosi di questo film siano tutti in Loro 1: il bunga bunga? Appena accennato; le dichiarazioni al veleno contro la magistratura? Molto più blande di quelle che Berlusconi pronunciò effettivamente nella realtà; le celebri gaffe internazionali? Nominate rapidamente, mai mostrate; il crollo rovinoso del suo quarto Governo del 2011? Non c’è, il film si interrompe a sorpresa nel 2009. Le scene di nudo ridotte al minimo, gli eccessi quasi sempre accennati e mai realmente mostrati in pieno.

Delusione? No, sorpresa. Il film prende una piega molto diversa rispetto a quanto ci si potesse aspettare alla fine della prima parte, e preferisce indagare quello che è sempre stato il lato più nascosto di Berlusconi: la sua psicologia, i suoi pensieri, i suoi dubbi, le sue paure.

Tutti conosciamo il suo volto pubblico, ma quando Silvio Berlusconi è solo in casa, com’è? Sorrentino lo immagina triste, molto più triste di quanto ci si potesse aspettare dal Berlusconi di quegli anni (ma dopotutto il film è una storia assolutamente romanzata, ce lo ricorda anche un rapido cartello all’inizio di ognuno dei due segmenti) e soprattutto lo immagina come un uomo solo, per quanto strano possa sembrare: “Loro”, quelli che contano, la corte dei miracoli che lo circonda, fatta di parlamentari voltagabbana, uomini dello spettacolo e imprenditori sull’orlo della rovina, sono tutti un gigantesco bluff (tanto che il personaggio di Morra, dopo essere stato protagonista assoluto della prima parte, scompare quasi nel nulla); la moglie Veronica è sempre più lontana da lui e nel Paese, soprattutto tra i giovani, si cominciano ad avvertire i primi veri segni di insofferenza al berlusconismo.

Vediamo Berlusconi effettuare la celeberrima “compravendita” dei sei senatori che fecero cadere il secondo Governo Prodi nel 2008, lo vediamo brevemente tornare al potere, nel momento del giuramento; assistiamo alle sue prime cene eleganti, subito dopo la partenza di Veronica che ha deciso di lasciarlo definitivamente dopo il caso Noemi Letizia e accompagnamo il suo percorso fino al tragico momento del terremoto che ha colpito L’Aquila il 6 Aprile del 2009.

Lo vediamo parlare con alcuni degli amici e consiglieri di sempre, tra i quali Gianni Letta, Mike Bongiorno e Fedele Confalonieri; recitare una parte al telefono con un’ignara signora dall’altra parte della cornetta; cantare Malafemmena davanti ad un pubblico adulante. Ma quando è solo questo Berlusconi si senteirrimediabilmente incompleto.

È un uomo che sente il peso degli anni sulle proprie spalle, e che soprattutto sembra prendere sempre più coscienza di quella che è l’origine del suo malessere esistenziale, che poi è la frase usata come tagline nel poster del film: per lui infatti “Tutto non è abbastanza”, e non lo sarà mai.

Non è un caso il fatto che il momento più drammatico di tutto il film sia l’ultimo faccia con Veronica, prima del divorzio, perchè è proprio in quel momento e con quei dialoghi che Sorrentino fa emergere il giudizio finale sul suo Berlusconi: un uomo che dalla vita è riuscito ad ottenere tutto, che ha fatto esattamente quelle che fanno tutti riuscendo però a farlo molto meglio (nel bene e nel male), ma che non è mai nemmeno riuscito ad accontentarsi e ad essere veramente felice.

Ne prenderà coscienza solo dopo l’addio con Veronica, quando dovrà ammettere a sè stesso che ormai è troppo tardi per riconquistarla.

Loro2_cinelapsus

Messo in scena come sempre con un grande sfoggio di tecnica da parte del regista partenopeo, Loro (visto finalmente nella sua interezza) è un film più diretto rispetto ad altre opere di Sorrentino: alla fine del film gli spettatori avranno la sensazione di aver assistito alla parabola discendente di un uomo che è stato allo stesso tempo causa delle proprie fortune e dei propri mali, perchè in fondo “Questi trenini non portano da nessuna parte“, lo sapevamo già dai tempi de La Grande Bellezza.

“Loro”, coloro che circondano Berlusconi nel film, formano sicuramente un trenino che non porta da nessuna parte, ma ci sono anche degli altri “Loro”, come sembrano suggerire i titoli di coda del film. Sono le persone comuni, in questo caso i volontari della protezione civile nella fase del post terremoto a L’Aquila, ripresi in piano sequenza in un breve momento di relax dopo una complicata operazione di recupero: a prescindere da ogni vicenda narrata in questa storia, loro vanno avanti.

 

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.