Video Killed The Radio Star: l’era moderna profetizzata dai Buggles

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Nel 1979 il duo dei Buggles formato da Trevor Horn e Geoff Downes pubblica il suo primo singolo, quello che resterà per sempre nella memoria di tutti e che darà loro una visibilità probabilmente inaspettata: Video Killed The Radio Star. Il duo si era formato nel 1977, quando entrambi i musicisti erano intenti a sostenere un provino per entrare in un gruppo. La canzone (che anticipa l’album The Age Of Plastic del 1980), risultò essere molto importante per l’influenza che ebbe su gran parte del synthpop, basandosi essenzialmente su sintetizzatori e drum machine, che da strumenti d’avanguardia negli anni ’70 divennero il punto focale su cui ruotò gran parte della musica del nuovo decennio.

Lo sviluppo della musica pop negli anni ’80 vide infatti prevalere proprio l’acquisto dei sintetizzatori a svantaggio delle chitarre, che nel 1983 risultarono avere una flessione impensabile fino a soli pochi anni prima, toccando punte del 37% in meno che sembrarono segnarne l’irreversibile declino. Ma il messaggio che c’era dietro Video Killed The Radio Star era anche di natura culturale, perché proprio con l’avvento dei video a supporto delle canzoni era cambiata la fruizione delle stesse e la messa in secondo piano del comune ascolto radiofonico (e di questo si era parlato qui).

La clip della canzone inizia nel 1952, con una bambina che cerca di sintonizzare la sua radio alla ricerca di uno dei suoi pezzi preferiti, ma l’irruzione del futuro e della tecnologia (la Tv) fa sì che non ci sia più tempo per ricordare i vecchi ritornelli, cancellati dalle immagini e dai nuovi strumenti. Registratori, tastiere e sintonizzatori vengono esibiti in tutta la loro imponenza alla bambina frastornata, che non è che l’ultima superstite innocente di un tempo prossimo a sparire.

Il video ufficiale è quello che trovate qui sopra. Piccola curiosità per chi ama l’intrigo: il tastierista vestito in nero che appare a partire dal minuto 2:52 è Hans Zimmer.

MTV e i suoi autori colsero benissimo il significato dietro la canzone e ne fecero la portabandiera della loro scalata nei palinsesti televisivi, donandole un ulteriore picco di popolarità, quando ormai i Buggles erano ormai intenti a fare altro. Dopo l’enorme successo di Video Killed The Radio Star (che comunque non permise a The Age Of Plastic di imporsi più di tanto nelle classifiche) Horn e Downes vennero chiamati a far parte degli Yes in sostituzione di Rick Wakeman e Jon Anderson, che abbandonarono il gruppo proprio nel 1980. La collaborazione con Steve Howe e i restanti membri del gruppo progressive diede vita a Drama, album che portò una svolta al sound degli Yes, avvicinandoli alla New Wave e a sonorità meno legate al loro glorioso passato.

Dopo il tour di Drama gli Yes si sciolsero, per riformarsi per il loro ultimo successo nel 1983, quel 90125 che li vide abbracciare con ancora più vigore il pop. L’ultimo lavoro dei Buggles, invece, fu Adventures In Modern Recording, che passò quasi inosservato. A realizzarlo fu il solo Trevor Horn (Geoff Downes nel frattempo fondò gli Asia), che in seguito decise di dedicarsi prevalentemente alla produzione, collaborando negli anni con artisti come Seal, Renato Zero, Tina Turner, Simple Minds, Genesis e Yes. La produzione dell’album del gruppo uscito nel 2011, Fly From Here, permise agli ex Buggles di tornare a lavorare ancora insieme, poiché la storica formazione aveva ripreso alle tastiere proprio Downes. Se la loro intuizione sull’evoluzione della musica è stata più che felice, sicuramente nei pensieri dei Buggles resta il cruccio di non essere stati capaci di ripetersi, soprattutto per come poi si sono evolute le cose. L’essere stati così avanti sui tempi ed essersi sciolti in concomitanza con l’ascesa di MTV, mentre l’utilizzo della loro canzone più famosa veniva usata dal network come manifesto d’intenti, deve aver lasciato loro qualche rimpianto su come si sarebbe potuta evolvere la loro carriera.

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

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