Madonna e il duetto non autorizzato con Ozzy Osbourne: la storia di Shake Your Head

Che la discografia ufficiale di Madonna Louise Veronica Ciccone (in arte semplicemente Madonna) abbia inizio a partire dall’ottobre del 1982 è ormai cosa certa e documentata: l’allora esordiente star italoamericana riuscì a pubblicare il singolo di debutto Everybody dopo aver firmato una sorta di contratto a progetto con la Sire Records, a cui seguì il primo LP eponimo, Madonna, che vide la luce in ogni continente nell’estate del 1983 e sancì la nascita artistica della futura regina del pop, ancora oggi prolifica e controversa nel dar voce e forma ai propri sentimenti e punti di vista più estremi. Ciò che molti ignorano, tuttavia, è che per cogliere appieno l’origine del non sempre armonioso rapporto fra Madonna e il mondo della musica bisogna risalire alla fine degli anni ’70: in quel periodo la Ciccone aveva appena abbandonato la città di Detroit, nel Michigan, decidendo di spostarsi a New York e inseguire il sogno di diventare ballerina, per poi coltivare doti canore e velleità da batterista nella band dei Breakfast Club e formare addirittura un gruppo tutto suo, gli Emmy, di cui fu frontwoman per pochissimo tempo. Nella speranza di conoscere qualche persona influente e ottenere un contratto, la giovane Madonna amava anche frequentare assiduamente le discoteche più cool della metropoli all’alba degli anni ’80, come il Danceteria, l’estroverso club di Manhattan in cui sarebbe stato piantato il seme della sua ultratrentennale carriera.

Prima di firmare il contratto con la Sire Records, la Ciccone era nota nell’ambiente discografico per un nastro contenente quattro tracce (Get Up, High Society, Take Me (I Want You), Love On The Run) che la prima manager della ragazza, Camille Barbone, usava recapitare (invano) a diverse label, nel tentativo di lanciare la sua pupilla come solista. Ma una volta compreso che con la Barbone la strada per il successo sarebbe stata impervia e che bisognava cambiare direzione, Madonna abbandonò l’agente e si reinventò per un po’ di tempo corista in brani altrui. Proprio durante questa fase intermedia, la cantante collaborò con il gruppo dei Was (Not Was), un quartetto di musicisti originario di Detroit, capeggiato da Don Fagenson and David Weiss e specializzato in produzioni new wave/post punk. Da qui nasce lo spunto per raccontarvi la storia di una delle canzoni più oscure riguardanti la donna che cambiò per sempre i connotati della pop culture.

Come nasce lo strambo sodalizio con Was (Not Was)? Nella maniera più prevedibile che ci sia: nel 1982, grazie all’amico e collaboratore storico Stephen Bray, Madonna conosce Michael Zilkha, il capo della piccola label indipendente ZE Records a cui è vincolata la band dei Breakfast Club, riformatasi proprio con Bray (ma senza la Ciccone) in quell’anno. Caso vuole che i Was (Not Was) siano sotto contratto con la medesima casa discografica, e così a Madonna viene proposto di interpretare un brano, Shake Your Head (Let’s Go To Bed), da includere nell’album di debutto del quartetto, Born To Laugh At Tornados. Nel bel mezzo delle sessioni dedicate al disco, però, qualcosa va storto: sia Don che David nutrono dubbi sulle potenzialità di questa ragazza dal nome sacro e al contempo profano e temono che nessuno sentirà parlare di lei oltre la Grande Mela. Per questo motivo, decidono di scartare il provino della Ciccone e cominciano a cercare un cantante maschile da ospitare sul pezzo, dichiarando poi alla stampa di concepire gli artisti con cui lavorano come estensioni del gruppo e, quindi, di sentirsi meglio rappresentati da vocalist uomini che da donne. La scelta ricade sul padrino dell’heavy metal Ozzy Osbourne, che incide di buon grado Shake Your Head (Let’s Go To Bed) ignorando completamente a chi appartenga la voce femminile del demo sottopostogli come guida per la registrazione.

Nel frattempo, Madonna firma il contratto con la Sire e debutta nel panorama mainstream con il primo album: sperando di poter cavalcare l’onda su cui la novella diva sta pian piano emergendo, i Was (Not Was) chiedono alla Sire di poter estrapolare almeno parte dei cori da lei registrati nel provino di Shake Your Head, in modo tale da unirli alla traccia incisa da Osbourne, ma ottengono un due di picche dai vertici dell’etichetta. A quel punto, il quartetto di musicisti ha un ulteriore ripensamento e ricontatta Ozzy affinché registri una versione alternativa del pezzo, stavolta fingendo di rappare le strofe e seguendo una diversa melodia nel ritornello. Sarà questa la versione finale pubblicata nel primo album del gruppo, che riuscirà a vedere la luce solo a novembre del 1983, dopo innumerevoli scontri intercorsi fra la ZE Records e la titubante casa di distribuzione Geffen.

madonna1982
Madonna, foto di Tom Morillo, 1982

Ma la storia non termina qui: dieci anni dopo, nel 1992, Don Fagenson sta realizzando la prima antologia di successi della band, Hello Dad… I’m In Jail, e approccia uno dei pionieri della Chicago House, SteveSilkHurley, chiedendogli di remixare Shake Your Head: l’intenzione non è soltanto quella di lanciare il pezzo come singolo di traino per il progetto retrospettivo, adeguandolo alle sonorità dance del periodo, ma anche (e soprattutto) rimodellare la canzone partendo da capo e trasformarla in un duetto. Sperando di portare a termine l’obiettivo, i Was (Not Was) recuperano dagli archivi la prima registrazione di Ozzy Osbourne (quella rimasta inedita, incisa sulla falsariga del provino di Madonna) e tentano un secondo approccio con la popstar. Madonna, tra ’91 e ’92, ha raggiunto lo status di icona planetaria: è alle prese con la recitazione in diverse pellicole, tra cui Ragazze Vincenti e Ombre e Nebbia di Woody Allen, è reduce dall’enorme clamore (e scandalo) riscosso con il video di Justify My Love e il documentario Truth Or Dare e sta lavorando all’album Erotica e al libro fotografico Sex. Detto in soldoni, se ne frega altamente della proposta e nega il permesso di usare e alternare la propria voce a quella di Ozzy nel duetto.

A rimpiazzare le parti vocali di Madonna ci penserà un nome altrettanto celebre del grande schermo, l’attrice americana Kim Basinger. Non ci è dato sapere il perché di questa singolare preferenza da parte dei Was (Not Was), ma un’ipotesi plausibile è che sia stata influenzata dai fiumi di inchiostro consumati in quel periodo, su alcuni rotocalchi, circa una presunta rivalità fra le due dive. Un ”feud” (come usano dire gli inglesi) che la Basinger in persona aveva alimentato durante un’intervista per un noto settimanale: allorché le venne chiesto di spendere qualche parola in merito alla simpatia espressa nei suoi riguardi dal regista e sceneggiatore newyorkese Oliver Stone, all’epoca pronto a riprendere in mano le redini della trasposizione cinematografica del musical Evita (un progetto in fieri dal lontano 1987, sospeso e rimandato più volte per disaccordi tra la Ciccone, il medesimo Stone e le compagnie preposte al finanziamento del film), la protagonista di 9 Settimane e 1/2 se n’era uscita dicendo ”sarei capace di recitare e cantare anche meglio di Madonna se dovessero propormi il ruolo della Peron”.

Ad ogni modo, quando la Fontana Records, nuova label dei Was (Not Was), inoltrò gli stems del brano a Steve ‘Silk’ Hurley, l’acapella femminile inizialmente spedita al DJ fu quella di Madonna (c’era infatti bisogno di un mix dimostrativo da destinare al team della cantante con la speranza, poi svanita, di ottenere un’approvazione): Hurley si trovò dunque a remixare il pezzo usando la traccia vocale della Ciccone, prima di ricevere quella di Kim. La gloriosa rilettura in chiave piano house di Shake Your Head, diventata un duetto tra la Basinger e Ozzy Osbourne, esce come primo estratto dal Greatest Hits del gruppo, per il solo mercato europeo, a giugno del ’92, con un video musicale di supporto filmato assieme all’attrice hollywoodiana. Alla luce del discreto posizionamento nella chart dei singoli britannica, il remix viene pure selezionato per aprire una compilation di musica da club, Now Dance ’92, ma ecco l’imprevisto inatteso: a causa di una negligenza, la casa discografica invia un 12” Mix diverso da quello in commercio a chi si sta occupando della raccolta e, pertanto, a finire accidentalmente nell’edizione in doppio vinile e in doppia musicassetta di Now Dance ’92 è il test mix di Hurley in cui Ozzy Osbourne duetta con Madonna (l’edizione su CD della compilation include, al contrario, la regolare radio edit con Kim Basinger).

Poiché le copie non vennero mai ritirate dal mercato, Now Dance ’92 (in formato LP e su audiocassetta) rappresenta, ad oggi, la sola e unica release ufficiale in cui fan e collezionisti possono ascoltare e ritrovare l’originario Steve ‘Silk’ Hurley 12″ Mix con Madonna che interpreta la canzone, per sbaglio, alternandosi a Ozzy Osbourne. Una piccola parte dei vocals di Madonna in Shake Your Head è inoltre conservata in uno speciale Dub Mix (sempre a cura di Hurley) presente nel CD Maxi del secondo singolo tratto dal Best Of del quartetto, Somewhere In America (There’s A Street Named After My Dad). Questa versione Dub da 5:32 minuti è anche la dodicesima traccia contenuta nella ristampa in digitale del primo LP dei Was (Not Was), Born To Laugh At Tornados, dove risulta erroneamente indicata come Alternative Remix.

Nonostante buona parte del cantato di Madonna sia udibile, per una mera disattenzione, nel remix non autorizzato del brano, prodotto da Steve ‘Silk’ Hurley, il demo iniziale e completo di Shake Your Head (Let’s Go To Bed), datato 1982 e provinato dall’ancora aspirante superstar, resta tutt’oggi inedito.

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