Track By Track: Bosna Danì – Inner Shape

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Bosna Danì è l’ultimo nome ad emergere dal roster Toys For Kids, etichetta che abbiamo già curato e che non è nuova a proporre di artisti dal sound disinvolto e sostanzioso che possono stuzzicare la curiosità di chi ama la qualità. La sua passione è la chitarra elettrica, suonata però in modo delicato, orientato a creare armonia e atmosfera, come a solleticare i possibili panorami ottenibili giocando con gli sfondi sonori. Panorami che sono tanti, alcuni più new age altri più electro, e disegnano un percorso assai eterogeneo. Inner Shape è il suo primo album, uscito a Gennaio, e ad impreziosirlo è il cameo di Cesare “Mac” Petricich, il chitarrista dei Negrita, che aggiunge le proprie corde in Relativity. Per questa dinamicità fa piacere leggere le parole dello stesso artista, in questo Track by Track in esclusiva per Aural Crave. Lo scopo è scoprire la visione intima dell’artista. E dargli la parola, quando se la merita.

Bosna Danì – Inner Shape (ascolta su Spotify) 

Inner Shape, forma interna: questo il titolo perché rappresenta perfettamente tutto quello che avevo da dire, rappresenta perfettamente Bosna Danì, me stesso.

  1. Blue Gravity: Il titolo deriva in parte dal genere blues, il quale significato del nome derivava dall’avere i diavoli blu, che significava essere tristi e malinconici. È come dire che la tristezza e la malinconia ti stanno trascinando giù, unendo il nome del colore alla parola gravity. Il brano sintetizza il risveglio da una sorta di apnea in quelle sensazioni.
  2. B.O.T.: Volevo fare un brano più ritmico, “tosto” e cupo che sottolineasse una sensazione di disagio. Sono partito a comporre prima il suono di basso che sentiamo all’inizio poi la ritmica e il resto è venuto da sé, spontaneo.
  3. Malinconica: come dice il nome, questa canzone vuole descrivere un attimo ormai passato ma piacevole nel suo ricordo. Un’atmosfera notturna, illuminata solamente dalle stelle e dalla luna
  4. Lovotica: questo brano è stato ispirato dal film Her di Spike Jonze, che racconta l’amore tra un uomo e un software con un’intelligenza artificiale molto sviluppata. È un paesaggio tecnologico e l’atmosfera si incupisce un’altra volta.
  5. Ephemeral: un’emozione intensa ma consumatasi in fretta. La traccia inizia con un basso sostenuto, un altro suono che dipinge l’atmosfera, tutto poi diventa più chiaro con l’entrata della chitarra acustica
  6. Relativity: tutto qui è relativo, la chitarra acustica ha la melodia rafforzata dallo strumming, che dà un ritmo incalzante alla traccia. Ascoltandola bene si sente una bella armonia data dalla chitarra di Mac.
  7. Red mood: un paesaggio onirico dove il cielo si fa nero e la luna diventa un grande occhio rosso. Ma in lontananza si può sentire una melodia vocale che ci guida.
  8. Lucente: spesso viaggiando di notte facendo un solito percorso Firenze – Arezzo mi ritrovavo sempre di fronte ad una piccola cittadina che esplodeva di luce, piccola ma veramente luminosa. Questa cosa mi ha ispirato in questa traccia.
  9. Supernova: il riff che si sente anche all’inizio ricorda una danza celtica. C’è molta energia in questo brano, come quella emessa da una supernova, appunto.
  10. Modern Slaves: è la descrizione dell’inconscia schiavitù umana verso i propri status quo, infatti l’atmosfera è cupa. Viene addolcita un po’ nella parte centrale del brano, quando entra la melodia della chitarra, ma solo lì perché l’idea era di fare un brano pesante e inquietante. Le immagini che assocerei a questa traccia le estrarrei da Tempi Moderni di Chaplin o da Metropolis del 1927.

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