Five of a Kind: Dan Cavalca – Staticity

È sempre bello vedere la passione sanguigna di un artista, esprimersi attraverso musica e parole e arrivare al pubblico senza filtri di mezzo. Voi lo sapete, è questo il concetto da cui parte la serie Five of a Kind: stabilire un contatto diretto tra l’artista e il lettore, lasciando che sia lui a parlare e far arrivare la profondità delle proprie visioni direttamente al pubblico.

Dan Cavalca è un polistrumentista emiliano che ha studiato l’arte della produzione jazz al Berklee college di Boston. L’influenza jazz è parte fondamentale del suo background e viene fuori per intero nel suo primo album in studio, Cinematic, uscito questo mese e disponibile in streaming su Spotify. Un disco che vi consigliamo di ascoltare, suggestivo, dinamico, ricco di armonia e disinvolto. L’album è uno di quei ascolti che sfoggiano la propria qualità fin dal primo ascolto e la espongono in maniera chiara, solare, perfetta per accompagnare le attività giornaliere. Musica che ti sta accanto e sta restare in sottofondo, senza rubarti troppa attenzione, eppure robusta a sufficienza per migliorarti l’umore.

Ma, nonostante la ricchezza espressiva del suo disco, Dan Cavalca sceglie di sviluppare un tema particolare, che ha catturato la sua attenzione nella sua personale ricerca musicale: la staticità. Lui lo presenta così: “La staticità – proprietà di ciò che è statico e invariabile – si collega al concetto di eternità e infinito, due concetti che appaiano agli occhi dell’uomo come una sorta di sintesi della vita. Ci sono certi brani che trasmettono una sensazione inspiegabile, che ci porta in una dimensione a sé e ci stacca dalla realtà quotidiana, cristallizzando il tempo. È proprio grazie a questa sensazione che si manifesta l’eternità, intesa come perfezione musicale fuori dal tempo. Qui entra in gioco il mio personale concetto di staticità“. Sotto trovate i cinque esempi di brani che generano tale sensazione, con la sua personale guida di lettura. Entrateci dentro.

dancavalca

Five of a Kind è la rubrica dove gli artisti parlano direttamente al pubblico. Five of a Kind è l’occasione per i lettori di scoprire e approfondire un artista e entrare in contatto con un tema proposto dall’artista stesso, mediante cinque tracce significative commentate con le sue parole. Entrare nei significati del sound elettronico e scoprirne le sfumature tramite un punto di vista autorevole: Five of a Kind è musica, passione e condivisione.


Jon Hopkins – Abandon Window

Questo brano di Jon Hopkins racchiude già nel titolo la sua essenza: la finestra dell’abbandono. In questo caso l’abbandono dell’uomo è inteso come un lasciare andare i propri pensieri superflui e le proprie preoccupazioni, di fronte a una natura raccontata con la musica. L’utilizzo del riverbero eleva la melodia del pianoforte quasi come fosse sospesa nel vento e i timbri percussivi alla fine del brano richiamano quasi al suono di un temporale. La scelta dell’artista di lasciare evolvere la melodia senza alcuna pulsazione ritmica ci proietta dentro a un paesaggio sonoro senza tempo. Statico.


Tangerine Dream – Love On A Real Train

“Love On A Real Train dei Tangerine Dream si evolve dall’inizio alla fine con un’impronta ritmica molto minimale, divisa in layers differenti. Il loop continuo del sintetizzatore mi fa pensare al motore di questo treno in movimento, sostenuto da una progressione armonica composta da tre accordi, anche questi ripetuti in loop dall’inizio alla fine del pezzo. Un altro layer è composto dall’evoluzione graduale di alcuni timbri sonori, che raddoppiano le parti musicali già presenti, rendendo tutto sempre più organico e vivo.

Il brano trasmette la sensazione di viaggiare sul binario di questo treno, che si estende staticamente verso l’infinito.


Phoenix – Love Like A Sunset Part I & II

Cosi come nel brano dei Tangerine Dream, anche in Love Like a Sunset dei Phoenix la musica si struttura in una sequenza di loop che compaiono poco a poco in un evoluzione minimalista. Questa volta la scelta dei suoni è molto più vicina ai suoni acustici degli strumenti a percussione come il vibrafono, la marimba, la batteria, affiancati da una chitarra acustica e una elettrica. Tutto ciò è contornato da suoni sintetici e effetti audio.

In questo brano il senso del movimento è più accentuato (in particolare nella prima parte), come se ci fosse l’esigenza di creare tensione nello sviluppo della canzone. Questo riporta ancor di più a vivere l’intera dinamica da osservatore esterno, talmente esterno da sentire l’evoluzione del brano come un intero evento unico e… statico.


Steve Reich – Different Trains

Uno dei più importanti compositori della corrente minimalista americana, Steve Reich, tratta il tema del treno e del viaggio con un album dedicato ai deportati nei campi di concentramento.

Questo senso di movimento si avvicina molto al brano dei Tangerine Dream. Qui, la pulizia ritmica, costruita con assoluta precisione, è talmente dettagliata e frammentata, a tal punto da farci immaginare un’opera architettonica. Inconsciamente, mi vengono in mente i palazzi di New York, città in cui il compositore ha passato gran parte dei suoi anni. Con questa idea di architettura musicale, il brano ci riporta ancora una volta a quella sensazione di staticità.”


Maurice Ravel – Ma Mère l’Oye, Le Jardin Féerique

Questa composizione di Ravel non ha bisogno di spiegazioni. La ricerca timbrica, l’equilibrio dinamico tra i vari strumenti, la sua grande capacità di mettere l’impressionismo in musica e l’abilità nel creare la distanza tra un timbro e l’altro sono il punto di forza dell’artista, che è in grado di trasportare l’ascoltatore all’interno di un quadro musicale, attraverso l’uso di una ‘tavolozza di suoni colorati’.

Questo brano conduce al tema della natura, citato all’inizio con il brano di Jon Hopkins. Anche in questo caso la musica non è guidata da nessuna pulsazione, ma semplicemente lascia alla melodia lo spazio di descrivere il paesaggio circostante, un paesaggio maestoso, elegante che ancora una volta ci riporta all’idea di qualcosa di perfetto, eterno, senza tempo. Statico.

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