📌 In questo approfondimento
Sebbene Il Pescatore in The Shards (Le Schegge) sia un’invenzione narrativa di Bret Easton Ellis, le sue macabre invasioni domestiche e i sacrifici rituali di animali attingono direttamente dalla vera storia della cronaca nera della Los Angeles degli anni ’80: dal predatore del Westside Brandon Tholmer agli Hillside Stranglers, fino al panico satanico, la serie cattura la reale paranoia che attanagliava i quartieri californiani nel 1981. Uno sguardo ai veri serial killer, alle voci sulle sette e ai casi di cronaca nera che hanno ispirato l’inquietante figura del romanzo e della serie.
Questa analisi è disponibile anche in inglese: Is ‘The Shards’ Based On A True Story? The Crime Cases That Inspired The Trawler
La Los Angeles agli inizi degli anni ’80, i luoghi reali, la musica che circolava a quei tempi, e quell’atmosfera che abbiamo già vissuto attraverso altri film e serie, sviluppati da chi aveva vissuto quei luoghi e quei tempi sulla sua pelle. La serie Hulu / FX The Shards è basata sul libro del 2023 Le Schegge di Bret Easton Ellis, e rappresenta l’ennesima promettente trasposizione TV delle sue storie criminali, dopo che la formula aveva funzionato così bene con American Psycho e Le Regole dell’Attrazione.
Essendo la storia così realistica, raccontata come se fosse vissuta dal protagonista in prima persona, viene da chiedersi quanto di vero ci sia dietro al serial killer che terrorizza Los Angeles nella serie. Battezzato Il Pescatore, il killer di The Shards uccide le donne dei quartieri ricchi della città, mischiando gli omicidi con rituali dal sapore satanico che coinvolgono sacrifici di animali. È la stessa serie a dirlo esplicitamente, gli anni ’80 sono stati il periodo d’oro dei serial killer, quindi la domanda sorge naturale: il Pescatore è reale? Chi sono i veri serial killer di quel periodo che hanno ispirato questa inquietante figura?
Il Pescatore è basato su un vero serial killer? Le storie vere dietro a The Shards
The Shards eredita il contesto reale della Los Angeles nei primi anni ’80: il protagonista, Bret, è la rappresentazione reale dell’autore da giovane, e i luoghi ritratti nel libro e nella serie sono presi dalla sua adolescenza reale. Ma come spiega la serie stessa, e come ha dichiarato lo stesso autore in numerose interviste, il Pescatore è un’invenzione narrativa, pensata per trasformare le atmosfere di quegli anni in una storia di paura e sangue.
Questo però non significa che Bret Easton Ellis non abbia tratto ispirazione da serial killer reali per la figura del Pescatore. La presenza di un killer che uccideva in serie in quei luoghi non è un’invenzione: quegli anni sono stati davvero caratterizzati dalla paura per la presenza di assassini attivi per un tempo prolungato, proprio in quell’area.
I due serial killer che più si avvicinano alla figura del Pescatore, il killer di The Shards, sono Brandon Tholmer, soprannominato “The West Side Rapist“, e gli strangolatori di Hillside (Kenneth Bianchi & Angelo Buono Jr.). Due storie avvenute proprio in quegli anni nell’area di Los Angeles, che hanno seminato il terrore proprio come le vicende che vediamo in The Shards.
Brandon Tholmer: “The West Side Rapist” e la paranoia a Los Angeles
Brandon Tholmer fu attivo proprio tra il 1980 e il 1981, infestando gli stessi quartieri di West Los Angeles in cui è cresciuto Bret Easton Ellis. Soprannominato “The West Side Rapist” (lo stupratore del West Side), Tholmer prendeva di mira le donne in zone residenziali facoltose come Brentwood, Bel-Air e Westwood. Ciò che lo rendeva così terrorizzante per la comunità locale era il suo metodo: non colpiva semplicemente nei vicoli bui, ma invadeva le case, perseguitava le sue vittime e distruggeva l’illusione che la ricchezza e le proprietà private potessero garantire la sicurezza.
Come evidenzia questo articolo del 1986 dagli archivi del Los Angeles Times, Tholmer in realtà uccideva perlopiù vecchie signore della zona, ma la paura che generò nei cittadini toccò tutte le età.
Alla fine, Tholmer venne condannato per quattro omicidi e decine di aggressioni sessuali. La sua scia di crimini generò una paranoia pesante e soffocante in tutta l’area di Westside LA, proprio negli anni in cui Ellis frequentava la Buckley School. Quando si osserva il modo di agire de Il Pescatore in The Shards, con le sue invasioni in ville lussuose e il targeting di adolescenti benestanti a Benedict Canyon, la vera campagna di terrore di Tholmer rappresenta senza dubbio il gemello geografico e psicologico più vicino al killer della finzione.
Gli Hillside Stranglers: il trauma mai superato dei canyon
Kenneth Bianchi e Angelo Buono Jr., noti insieme come gli Hillside Stranglers (gli strangolatori delle colline), terrorizzarono Los Angeles tra la fine del 1977 e l’inizio del 1979. Sebbene fossero stati arrestati un paio d’anni prima del 1981, la ferita psicologica lasciata sulla città era ancora ben aperta nell’epoca esatta in cui si svolgono le vicende di The Shards.
Agendo in coppia, rapivano, torturavano e uccidevano giovani donne, abbandonandone i corpi lungo i pendii e le strade scoscese di Los Angeles, comprese le zone circostanti Benedict Canyon. Per gli adolescenti che vivevano in quelle ricche enclave sulle colline, le strade tortuose e poco illuminate dei canyon di notte diventarono improvvisamente un luogo percepito come profondamente insicuro.
In The Shards, il fatto che Il Pescatore tratti la geografia di Los Angeles come il suo personale e oscuro terreno di caccia richiama esattamente quel tipo di terrore. Gli Hillside Stranglers cambiarono per sempre il modo in cui gli abitanti di L.A. vedevano le colline sopra la città, dimostrando che quei viali isolati e panoramici non erano soltanto rifugi esclusivi per ricchi, ma anche il territorio di caccia ideale per un predatore.
La matrice satanica e i sacrifici di animali: le vere storie di crimine americano
Come scopriamo man mano che la trama di The Shards va avanti, il Pescatore non si limita a uccidere giovani donne indiscriminatamente. Il rituale prevede il rapimento degli animali domestici delle vittime e lo smembramento dei loro corpi insieme a quelli dei loro padroni, in una procedura di matrice satanica. E anche questo, ovviamente, è ispirato alle storie vere che sono accadute negli Stati Uniti negli anni ’80.
I casi più famosi di serial killer che hanno incrociato i loro atti con l’uccisione di animali sono due nomi che chi ha letto il nostro libro Disturbed conosce bene: Richard Trenton Chase, il vampiro di Sacramento, e il Figlio di Sam, David Berkowitz.
Richard Trenton Chase si guadagnò il terrificante soprannome di “Vampiro di Sacramento” proprio perché consumava il sangue delle sue vittime umane. Ma quella macabra pratica era iniziata con gli animali anni prima di prendere di mira le persone: Chase era convinto di aver bisogno della forza vitale delle creature viventi per sopravvivere, così iniziò a catturare, torturare e uccidere piccoli animali, uccelli e animali domestici, arrivando spesso a frullarne i resti o a berne il sangue crudo. Quando uccidere gli animali non fu più sufficiente, passò alle invasioni domestiche e agli omicidi, lasciando dietro di sé scene del crimine che sconvolsero profondamente la California alla fine degli anni ’70.
David Berkowitz, il “Figlio di Sam” che terrorizzò New York tra il 1976 e il 1977, diventò famoso per un tipo di legame con gli animali completamente diverso. Dopo il suo arresto, Berkowitz affermò notoriamente di aver compiuto la sua scia di omicidi perché il cane del suo vicino di casa era posseduto da un demone che gli ordinava di uccidere. Ma al di là di questa storia finita su tutti i giornali, investigatori e giornalisti scoprirono in seguito una vera e propria scia di violenze sugli animali nei pressi di Untermyer Park, a Yonkers: i rapporti della polizia di quell’epoca documentavano infatti il ritrovamento di cani mutilati nei boschi vicino al parco, alimentando l’ipotesi che Berkowitz fosse legato a un gruppo occulto e nutrendo la prima ondata di panico satanico che travolse l’America fino ai primi anni ’80.
Anche l’idea che dietro molti serial killer ci fosse una missione satanica proviene ovviamente dalla percezione dei crimini ad alta visibilità di quegli anni. Quello specifico tipo di narrativa si è diffuso dopo l’arresto di Charles Manson, un killer che aveva un seguito di discepoli ben preciso e una missione ideologica da perseguire, anche se in quel caso non si trattava di una matrice satanica. Ma dopo l’infausto omicidio di Sharon Tate, la moglie di Roman Polanski, la connessione satanica venne naturale, per via del film per cui Polanski era famoso in quel periodo, Rosemary’s Baby.
Da questo punto di vista, anche il culto satanico dei Riders of the Afterlife che si presenta in The Shards si ispira a casi reali di gruppi occulti che operavano con quello specifico tipo di intento: i più famosi sono probabilmente The Ripper Crew che operò a Chicago tra il 1981 e il 1982, la setta che eseguì gli omicidi di Fall River raccontati nel documentario Fall River del 2021, e i The Children che, secondo la storia raccontata dal giornalista Maury Terry e documentata in TV dalla serie Netflix The Sons of Sam, rappresentano il gruppo a cui apparteneva David Berkowitz.
Insomma, è dura dire in maniera netta che The Shards e il Pescatore sono una vicenda inventata: di storie vere che ricordano gli omicidi che vediamo in TV ne sono accadute tante in quegli anni, alcune proprio nei luoghi raccontati dal libro e dalla serie. La realtà è molto presente nella trama di The Shards, e se abbiamo la sensazione di stare assistendo a fatti realmente accaduti, è perché la cronaca nera americana è stata tempestata di killer che agivano in modi simili, generando quello stesso terrore nei cittadini.