Disturbed: il libro Auralcrave sui serial killer più feroci dei tempi moderni

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Scoprire le pieghe più oscure dell’essere umano, le zone d’ombra della nostra stessa anima, è una curiosità che da sempre affascina e allo stesso tempo spaventa tutti noi. Non è soltanto quell’attrazione morbosa di fronte a un incidente mortale in autostrada, dietro questo lato di noi c’è molto di più. C’è la necessità di comprendere come si arriva a compiere azioni che normalmente, nello stato mentale naturale in cui tendiamo, non entrerebbero mai a far parte delle nostre intenzioni reali. C’è il bisogno di confermare a noi stessi, un po’ per rassicurarci, un po’ per permetterci di pensare ad altro, che gli individui veramente cattivi sono fatti di una natura completamente diversa da noi. In fondo, si tratta della risposta alla domanda che molti di noi si fanno ogni giorno: sono una persona abbastanza buona? Di più: sono una persona in grado di restare sempre all’interno della cornice di bontà umana?

La risposta, quella vera, in realtà non è rassicurante, ed è per questo che la domanda sorge dentro di noi costantemente. La verità è che non esistono persone cattive in quanto nate con una natura malvagia differente da noi. Esistono persone che si comportano in maniera cattiva (a volte in maniera molto cattiva, estrema, aberrante, disumana) perché il circolo di esperienze che hanno vissuto e le lenti innaturali attraverso le quali vedono il mondo le hanno convinte di avere dei bisogni, delle pulsioni peculiari indispensabili per andare avanti. Individui che sono stati portati a vedere gli altri individui come minacce, come nemici, dopo una vita vissuta quasi sempre nel segno della sofferenza e di una sensazione ineludibile che nessuno potrà mai dargli quello che meritano se non lo ottengono da soli, attraverso i mezzi che la vita gli ha insegnato.

È un quadro amaro e sconfortante. Perché è vero che esistono le naturali eccezioni, rappresentate da persone malvagie “per predisposizione” o “per natura” (e ovviamente esistono anche le eccezioni in senso opposto, persone cresciute nel segno della violenza che però crescendo non sviluppano comportamenti malvagi). Ma è anche vero che escluse le eccezioni, la conclusione è che chiunque di noi potrebbe essere una persona maligna, esattamente nell’accezione che riserviamo a coloro che ci fanno paura. E visto che la nostra visione è ipso facto soggettiva, questo porta a una deduzione ancora più paurosa: i cattivi potremmo essere noi. Qui. Ora.

Con questa voce insistente che ci pone il dubbio dal piccolo buco nero che abbiamo dentro di noi, approfondire le storie di uomini estremamente malvagi, capaci di uccidere, torturare nostri simili annientandone la loro natura umana, ha le sembianze di una pratica catartica. L’effetto alla fine potrebbe essere benefico e potrebbe portare a convincerci che no, noi non saremmo mai in grado di arrivare a tanto. Per la legge dei grandi numeri, in realtà è proprio così. Ma la statistica, si sa, è la scienza che conferma che ogni cosa ha una probabilità di avere luogo. Anche se molto bassa, la possibilità che un giorno più o meno vicino la vita vi costringerà a oltrepassare la soglia dell’accettabilità morale e diventare individui spietati non è zero. E la voce che continua a chiederci conferme alla fine potrebbe essere la nostra difesa migliore, perché ci spinge a tenere alta l’attenzione verso ciò che potrebbe succedere. Perché ad altri è già successo.

Tutto questo Alessio Pizzichi ce lo racconta senza mai provare a rassicurarci. Il suo stile è secco, asciutto, clinico. Lo noterete già nel modo in cui ci presenta i risultati delle sue ricerche nell’introduzione dell’autore e ne avrete conferma in ognuna delle storie che leggerete in questo libro. Nessuna di essere vi lascerà la sensazione di essere al sicuro. Alessio ce le presenta come percorsi intrapresi grazie al suo istinto, alla sua passione per la dimensione oscura, come un osservatore necessario a difesa della ragione in un mondo che diventa ogni giorno più complesso e difficile da mantenere normale.

E se alla fine della lettura avrete uno strano gusto agrodolce in gola, ricordatevi quanto detto prima: quel sapore fastidioso potrebbe essere la vostra chance migliore di restare normali. Assaporatelo e deglutite.

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