Armin Meiwes: la disgustosa storia del cannibale gentile

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La vicenda che affronteremo in questo articolo ha caratteristiche particolarmente forti e inquietanti. È un caso che ha fatto scalpore, una manifestazione del male che si inserisce nella vita quotidiana e genera mostri. La cronaca di una discesa negli abissi più neri dell’anima.

Una pervesione nascosta

Siamo a Kassel, in Germania. È qui che vive Armin Meiwes, un tecnico informatico di 38 anni. Divide la casa con la madre e con lei trascorre anche la maggior parte del tempo. La donna ha sempre avuto un atteggiamento iper-protettivo nei confronti del figlio, impedendo di fatto ad Armin di esplorare molte esperienze della vita.

C’è un altro aspetto nell’esistenza del trentottenne che sicuramente farebbe preoccupare ma che non ha mai confessato a nessuno: Meiwes coltiva in segreto fantasie di cannibalismo. Fin dalla giovane età è attratto dall’idea di mangiare qualcuno: immagina di farlo con un partner consenziente, divorandolo pezzo per pezzo. Così facendo, nella sua visione, la persona mangiata continuerebbe a vivere dentro di lui.

La costante solitudine da cui è circondato, fatta eccezione per la madre oppressiva, non lo aiuta a trovare un aiuto esterno o quantomeno una distrazione. Ed è proprio in uno dei tanti momenti di isolamento che, navigando sul web, si imbatte in un sito piuttosto particolare, chiamato Cannibal Cafè. Gli si apre davanti un mondo: sul portale ci sono molte persone che condividono le sue stesse fantasie. Armin non si sente più solo. Si iscrive e sceglie il nickname Franky. È molto attivo sul forum, posta tante immagini e partecipa alle discussioni.

Proprio in questo periodo accade un evento che farà da spartiacque nella sua vita. Un giorno, nel Settembre 1999, tornando a casa scopre che la madre è morta, colpita da un attacco di cuore. Dopo un’iniziale fase di scoramento, l’informatico inizia a provare una sensazione di libertà e di conseguenza un pensiero si affaccia nella sua mente. Forse quel sogno che coltiva da tanti anni può trasformarsi in realtà.

La sua perversione si fa sempre più vivida, allestisce una delle camere installando un gancio nel soffitto e mettendo al centro un tavolo coperto di plastica. La stanza per la macellazione dei corpi è pronta.

Infine scrive un annuncio su Cannibal Cafè

”Avete un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, una corporatura media e una buona salute. Desiderate porre fine alla vostra vita, morire facendo qualcosa di significativo – allora venite da me. Vi massacrerò e userò il vostro corpo per preparare deliziose cotolette e bistecche. Siete interessati? Allora candidatevi, indicando la vostra età, altezza e peso e, preferibilmente, inviate anche una foto. Franky”

Successivamente Armin modifica l’inserzione, allargando il raggio di età fino a 30 anni. Sorprendentemente si fanno avanti più utenti, i quali dichiarano il loro desiderio di essere fatti a pezzi e mangiati. Alla fine viene scelto un trentaquattrenne di nome Joerg. I due si incontrano a casa dell’informatico, ma quando arriva il momento di farsi uccidere Joerg si tira indietro. Meiwes lo lascia andare senza problemi. Cercherà un’altra persona con cui mettere in pratica la sua voglia.

L’occasione giusta arriva nel Gennaio 2001, quando sul sito compare il seguente annuncio, scritto da un utente che usa il nickname Cator:

“Mi offro di farmi mangiare vivo. Chi lo vuole davvero, ha bisogno di una vera vittima? Niente macellazione, ma potete mangiarmi”

Armin contatta l’utente. Dietro a quel nickname c’è Bernd Brandes, 43 anni, ingegnere. Una persona tranquilla e socievole, con una strana ossessione. Da anni sogna di farsi tagliare il pene da un’altra persona per poi mangiarlo in compagnia di quest’ultima.

I due si scambiano messaggi e nasce una certa sintonia, tanto che decidono di fissare un appuntamento.

Armin: Non vedo l’ora di incontrarti, sarà sicuramente molto bello.
Bernd: Voglio che lo sia! Spero che sarà davvero bello. Stai mettendo la sveglia?????
Armin: Mancano solo pochi giorni al 9 marzo
Bernd: Comunque, avrei preferito incontrarti ieri e sentire i tuoi denti…
Armin: Non si può avere tutto. C’è ancora un po’ di tempo prima che tu senta davvero i miei denti
Bernd: Non so proprio cosa aspettarmi. Hai mai macellato un uomo prima d’ora?
Armin: Purtroppo solo nei miei sogni, ma nei miei pensieri lo faccio ogni notte.
Bernd: Quindi sono il primo? Hai già mangiato carne umana o no?
Armin: No, non si trova esattamente al supermercato, purtroppo.
Bernd: Come fai a sapere se il sapore è buono o se il sangue non ti fa star male?
Armin: Mi preparo con i miei sogni. Una volta ero così eccitato che ho preso un ago e ho prelevato il mio sangue per poterlo bere.
Bernd: E il tuo sangue aveva un buon sapore?
Armin: Era abbastanza gustoso. Una volta stavo facendo dei buchi e il trapano mi è scivolato in mano, è stata una vera delizia. Il sangue è il succo della vita. Contiene tutto ciò di cui una persona ha bisogno per nutrirsi.

Bernd: Realizzare il sogno non deve diventare un incubo per te. Nessuno saprà dove sono sparito…
Armin: Dopo che sarai morto, ti porterò fuori e ti farò a pezzi con maestria. A parte un paio di ginocchia e un po’ di spazzatura carnosa (pelle, cartilagine, tendini), non resterà molto di te.
Bernd: Ce ne sarà un bel po’, come le ginocchia, spero che tu abbia un buon nascondiglio per loro.
Armin: Le ginocchia le asciugherò e le macinerò subito dopo
Bernd: Ok, sono buone come fertilizzante, l’ho sentito dire una volta. Vedo che ci hai pensato. Bene! Sembra che io sia il primo
Armin: E non sarai l’ultimo, si spera. Ho già preso in considerazione l’idea di catturare un giovane per strada, ma preferisco uccidere solo coloro che vogliono essere uccisi.
Bernd: Anche questo non sembra male. Ma sì, visto che non è del tutto legale, ai miei occhi è meglio fare così che prendere qualcuno direttamente dalla strada.
Armin: Esattamente, lo farei, se fosse legale

9 Marzo 2001: L’appuntamento

Armin Meiwes il Cannibale Gentile per Amore True Crime

Arriva il fatidico giorno. I due si incontrano alla stazione di Kassel, salgono sull’auto di Armin e si dirigono verso la sua casa. Una volta arrivati nella dimora, l’informatico prepara un caffè. Poco tempo dopo finiscono a letto per fare sesso. Dopo l’atto Bernd rimane deluso in quanto il partner era stato troppo gentile mentre lui si sarebbe aspettato un trattamento più rozzo. Decide quindi di farsi riportare a casa ma, mentre sono in macchina per tornare verso la stazione, l’ingegnere cambia nuovamente idea e chiede di tornare all’abitazione di Meiwes. Rientrano in casa e stavolta le cose subiscono una brusca accelerata.

Bernd assume dei sonniferi e beve grappa per avere un effetto sedativo, mentre Armin prepara un coltello, fa appoggiare il compagno sul tavolo della cucina e gli recide il pene di netto. Il quarantatreenne urla mentre dal suo corpo sgorga sangue a fiotti, poi dopo una manciata di secondi il dolore sembra attenuarsi e si tranquillizza. Meiwes inizia a cucinare l’organo, condendolo con sale, pepe e aglio. Quando è pronto si mette a mangiarlo insieme a Bernd, ma risulta troppo gommoso e alla fine viene dato al cane.

Dopo qualche minuto l’ingegnere inizia a perdere i sensi e chiede al compagno di essere immerso in una vasca da bagno con acqua calda. Rimane dentro la vasca per circa due ore, dopodiché si fa sdraiare su un letto. Resta in questo stato di semi-incoscienza per ore, fino a quando Armin decide di porre fine alla sua sofferenza, uccidendolo con due coltellate al collo.

Adesso l’informatico può iniziare a mettere in pratica quel desiderio che lo aveva accompagnato per molte notti della sua esistenza.

Porta il corpo senza vita fino alla stanza della macellazione, lo appende al gancio sul soffitto e inizia a smembrarlo. Lo taglia in tanti piccoli pezzi e si libera delle ossa. Una volta terminata la mattanza consuma il primo pasto, fatto da un trancio della schiena di Bernd, accompagnato con patate, cavoletti di bruxelles e vino rosso.

Un delirio che ripeterà per i successivi 10 mesi, ingerendo 20 chili del corpo del defunto. La scomparsa dell’uomo venne denunciata ma l’indagine si rivelò difficile e di certo nessuno poteva immaginarsi quello che era realmente successo.

Alla fine Armin viene incastrato dal suo stesso narcisismo, quando inizia a postare le foto dei suoi atti di cannibalismo sul sito. Questo permette alla Polizia di intercettarlo e ottenere un mandato di perquisizione. Ispezionando la casa trovano dentro al congelatore molti sacchi contenenti carne umana, mentre all’interno della proprietà scoprono la presenza di ossa.

Successivamente Meiwes, consultandosi con il suo legale, confessa l’accaduto e consegna agli agenti anche una videocassetta che registra passo per passo gli accadimenti di quella giornata. Una visione terrificante.

La condanna

Durante il processo Armin Meiwes dichiara di aver seguito soltanto le indicazioni di Bernd e di non ritenersi responsabile di omicidio, visto che la vittima era consenziente.

Il 30 Gennaio 2004 l’imputato viene condannato per omicidio colposo con una sentenza di otto anni e mezzo di galera. Tuttavia la Procura ricorre in appello, ritenendo la condanna troppo mite.

Il processo d’appello inizia nel Gennaio 2006 ed ottiene una forte attenzione mediatica. In corte Armin dichiara di essersi masturbato più volte rivedendo il video della macellazione. L’accusa evidenzia che l’uomo ha causato la morte di Bernd, visto che lo ha ucciso con due colpi di arma da taglio al collo, accelerando di fatto il processo di morte invece di chiamare soccorsi. Questo presuppone una volontà di ammazzare. La giuria conferma questa versione e nel Maggio del 2006 condanna Armin Meiwes all’ergastolo.

Si conclude così questa cupa vicenda. Meiwes cercava di combattere la solitudine rifugiandosi nelle sue fantasie deviate ed è arrivato con il passare del tempo a raggiungere un punto di non ritorno. La perversione ha inglobato la sua stessa esistenza e si è reso protagonista di un’azione esecrabile che probabilmente avrebbe ripetuto se non fosse stato fermato. La discesa inarrestabile nell’abisso da parte di un uomo apparentemente comune. Viene da chiedersi quanti Armin Meiwes ci siano là fuori, persone a prima vista innocue che nascondono inconfessabili segreti e in quanti casi di persone scomparse mai ritrovate potrebbero esserci situazioni simili a quella raccontata in questo articolo. Una storia terribile che fa riflettere.

FONTI

Evidence Locker Podcast – Transcript: 25. The Cannibal of Rotenburg (Armin Meiwes) | Germany

harpers.org – My Dinner With Antrophagus