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Wake me up when September ends: la fine dell’estate e dell’innocenza

Il 21 Settembre del 2004 i Green Day regalarono al proprio pubblico il settimo lavoro della loro produzione, l’album American Idiot. Tra tutte, esso contiene una canzone particolarmente personale ed intima, Wake me up when September ends.  Il titolo del brano deriva da una frase che il cantante del gruppo, Billie Joe Armstrong, pronunciò a sua madre il giorno in cui ricevette la notizia della morte prematura del padre.

Diverse interpretazioni sono state date al significato di questa traccia, complice anche il videoclip che sposta l’attenzione sul reale tema della canzone; nel video, infatti, non si fa esplicito riferimento alle vicissitudini personali dell’artista ma protagonisti sono due ragazzi innamorati che devono subire il trauma della separazione per cause di forza maggiore. L’ermeneutica più calzante di questo lavoro è, dunque, quella di un brano che racconta le inquietudini esistenziali ed il dolore provocato dall’assenza di una persona amata, nel caso specifico, della scomparsa di un genitore venuto a mancare prematuramente a causa di un cancro.

Like my father’s come to pass
Seven years has gone so fast
Wake me up when September ends

La drammatica notizia della dipartita del padre arriva come una pioggia grondante di dolore che colpisce e inzuppa un bambino di appena dieci anni. Questo lutto significa la perdita prematura dell’innocenza. Quindi, la fine dell’estate, viene paragonata, in un certo senso, alla perdita dell’innocenza.

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

Here comes the rain again
Falling from the stars
Drenched in my pain again
Becoming who we are

Green Day - Wake Me Up When September Ends [Official Music Video] [4K Upgrade]

Ma l’innocenza vuole continuare a sognare. Se proprio si deve svegliarla, fatelo quando l’estate sarà finita, quando settembre volgerà al termine e le foglie sugli alberi, fiaccate dal lungo e penetrante abbraccio del sole estivo, si lasceranno dolcemente cadere a terra.

Nei luoghi della memoria l’estate è scrigno di ricordi felici, lasciamoli rivivere, seppur in una fase onirica, e svegliateci quando sarà terminato Settembre.

As my memory rests
But never forgets what I lost
Wake me up when September ends

Ci sono conflitti che restano irrisolti. Ci sono dolori destinati a non rimarginarsi. Ci sono estati che sembrano non finire mai. E amori destinati a durare per sempre.

La perdita precoce di un genitore, al quale si era molto legati, è una ferita dura da guarire. Questa canzone è il tentativo, a distanza di lungo tempo, di somatizzare l’accaduto e il soverchiante potere dei ricordi.  La memoria riposa ma non dimentica mai ciò che si è perduto, non importa se sono passati due, sette o vent’anni.

Like my father’s come to pass
Twenty years has gone so fast
Wake me up when September ends

Giuseppe Ordile

Giuseppe Ordile

GIUSEPPE ORDILE originario di Potenza, attualmente vive a Varese, dove insegna materie letterarie nella scuola secondaria. Ha conseguito la laurea triennale in Studi Letterari, Linguistici e Storico-Filosofici presso l’Università degli Studi della Basilicata con una tesi in Letteratura italiana contemporanea dal titolo: “Alberto Moravia. Dall’indifferenza alla noia”. Sempre nella stessa Università, ha conseguito la laurea magistrale in Storia e Civiltà Europee con una tesi nata da un lavoro di ricerca in Grecia dal titolo: “Filellenismo combattente. Le origini e la formazione del volontariato italiano in Grecia”; da questo lavoro è nata una collaborazione con la rivista di studi storici Basiliskos. Ha frequentato un Master in Valorizzazione del turismo religioso e dell’Arte sacra. Tra i suoi interessi, oltre ad essere un instancabile viaggiatore, ci sono la musica di tutti i generi, la letteratura ed il cinema. Della settima arte, in particolare, predilige il cinema d’autore. Nel tempo libero si diletta nel canto ed è volontario AISM. È stato arbitro di calcio. Il suo motto è: la meraviglia è negli occhi di chi guarda.View Author posts