La Gran Bretagna astrale del Regno Unito oggi nei Kensington Gardens di Londra

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La Gran Bretagna astrale, cioè vista nel mondo astrale, è stato l’argomento del saggio Gran Bretagna e irlanda nel mondo astrale“, già pubblicato su queste pagine. La visione è stata resa possibile grazie alla mia veggenza in astrale, in stretta relazione con le mappe di città e località in genere, che poi ho tradotto in disegni cartografici. Rimando perciò al suddetto saggio per saperne di più. In sintesi tratteggio le due fasi nel tempo, della Gran Bretagna che hanno caratterizzato il processo evolutivo secondo i fatti storici del passato, mostrate con le illustr.ni 1 e 2. Osservandole si può già capire quali siano stati i cambiamenti.

Illustrazione 1: La prima cartografia mappale della Gran Bretagna e Irlanda. Orientamento verso il Sud. Merlino, il Drago e la Dama del Lago. Opera grafica dell’autore.
Illustrazione 2: La seconda cartografia mappale della Gran Bretagna e Irlanda. Orientamento verso il Nord. Il volto di San Tommaso Becket. Gli fa da sostegno un essere che lascia trapelare il suo volto. Opera grafica dell’autore.

L’illustr. 1 rappresenta il mito di Merlino e la Dama del Lago e tra loro si frappone il noto Drago dei racconti sul loro conto. Merlino, colorato in viola, lo si distingue in alto, mentre in basso si nota chiaramente il volto della Dama e tutto il resto del corpo un po’ abbozzato. In varie opere vengono attribuite alla Dama del Lago gesta diverse; fra l’altro, viene talvolta rappresentata come colei che consegna a Re Artù la spada Excalibur; come colei che porta il re morente ad Avalon dopo la Battaglia di Camlann; come colei che alleva Lancillotto rimasto orfano del padre; e come colei che seduce e imprigiona il Mago Merlino.

Qui Merlino svolge il ruolo della Excalibur mitica, il Drago a sua volta appare a cavalcioni della Dama del Lago che è la Natura in amore. Ma invece è come sospeso in aria perché sia il Drago, sia la Dama trovano il nesso con l’alchimia immaginando che i due si legano al serpente Uroboro che caratterizza la nostra terra astrale, quello che gli alchimisti chiamano anche Ouroboros.

La cartografia dell’illustr. 2 successiva, che corrisponde alla fase più evoluta del processo alchemico in atto nel tempo per la Gran Bretagna e Irlanda, le posizioni dei tre precedenti, cioè Merlino-Drago-Dama, si sono invertite. Merlino e il Drago fanno la parte di San Cristoforo (la testa di San Tommaso Becket) che reggono l’Aureola, l’emblema di Gesù Bambino, secondo la leggenda.

Gran Bretagna Astrale del Regno Unito oggi nel Kesington Gardens di Londra

Illustrazione 3: Cartografia mappale di Londra, Parco di Kensinton Gardens. Una sorta di Drago Uroboros alchemico da Museo, colto in fragrande mentre sta azzannando il Kesington Palace. Ma già il gatto che segue il famelico pesce, pronto a mangiarlo, ha già ha fra le zampe un’altra preda simile, il Buckingham Palace. Non solo, ma le sue unghie non mollano la Westminster Cathedral. Opera grafica dell’autore.

Ora si osserva la cartografia mostrata con l’illustr. 3 che ho tratto dalla mappa di Londra del Parco di Kensington Gardens. Si vedono un pesce che sta azzannando nientemeno che il Kensington Palace, seguito da un gatto piuttosto bellicoso come se stesse inseguendo un topo, nondimeno sappiamo che anche il pesce, quello che gli sta quasi attaccato, è una sua preda prelibata. Ma ha già fra le zampe una preda, il Buckingham Palace. Non solo, ma le sue unghie non mollano la Westminster Cathedral. Riflettendo si ripete la stessa cosa delle due cartografie mappali dell’illustr.ni 1 e 2. É sempre il serpente ouroboros nelle tre fasi vitali (astrali) nel pieno della sua forza vitale, poi della sua sublimazione e ora che è un Re leone vecchio è in fin di vita per poi dar seguito ad un altro Re leone evoluto

Ouroboros della fase iniziale in realtà è visto come due animali, uno acquatico e l’altro terrestre che si osteggiano fino a trovare modo di unirsi (la Coniunctio Oppositoarum). Nell’illustr. 3 una sorta di Drago Uroboros alchemico da Museo, colto in fragrande mentre sta azzannando il Kesington Palace. Ma già il gatto che segue il famelico pesce, pronto a mangiarlo, come già detto in precedenza ha già ha fra le zampe un’altra preda simile, il Buckingham Palace. Non solo, ma le sue unghie non mollano la Westminster Cathedral. Opera grafica dell’autore.

Anche questa scena, interpretata in altro modo, potrebbe rappresentare il fosco Drago dell’illustr. 1 che cavalca la Dama del Lago e la loro forza e potere è tutta legata al  Kensington Palace, e al Buckingham Palace, non senza l’altro potere, quello religioso segnato dalla Westminster Cathedral. Di qui una chiara allusione alla Regina Elisabetta II che è anche il capo della Chiesa anglicana.

Illustrazione 4: Il serpente Ouroboros.
Crediti: vademedium.wordpress

Non è tanto difficile, a questo punto, trovare il nesso ancora con l’alchimia immaginando che i due animali siano un segmento di un grande serpente che caratteriza la nostra terra astrale, quello che gli alchimisti chiamano Ouroboro o Ouroboros.

Nell’illustr. 5 vediamo il segmento suddetto nella nota simbologia alchemica.

«L’Uroboro (dal greco οὐροβόρος, dove οὐρά, urà, sta per “coda” e βορός, boròs, sta per “mordace”, aggettivo riferito al serpente) è l’immagine di un serpente che si morde la coda e la inghiotte. Questa diffusissima figura simbolica rappresenta, sotto forma animalesca, l’immagine del cerchio personificante l’eterno ritorno. Esso sta ad indicare l’esistenza di un nuovo inizio che avviene tempestivamente dopo ogni fine. In simbologia, infatti, il cerchio è anche associato all’immagine del serpente che da sempre cambia pelle e quindi, in un certo senso, ringiovanisce. L’Uroboro rappresenta il circolo, la metafora espressiva di una riproduzione ciclica, come la morte e la rinascita, la fine del mondo e la creazione. Nella simbologia alchemica l’Uroburo è l’immagine allegorica di un processo, in sé concluso, che si svolge ripetutamente e che avviene attraverso l’aumento della temperatura, l’evaporazione, il raffreddamento e la condensazione di un liquido, ciclo che serve alla raffinazione delle sostanze. Per questo motivo il serpente, che va a costituire un cerchio, è spesso raffigurato con due creature che collegano la bocca alla coda. La creatura superiore, segno della volatilità, è rappresentata come un drago alato, quella inferiore, senza ali, come espressione del fisso.» [1]

Nel nostro caso il pesce è il volatile legato all’acqua perciò correlato al mercuri filosofale, mentre il gatto è il fisso che è terrestre legato allo zolfo.

Secondo Schwarz (L’immaginazione alchemica, Ediz. La Salamandra, 1980):

“Il concetto delle due nature ci introduce ad un altro elemento cardinale del pensiero alchemico, e cioè all’altro concetto che riguarda l’impulso alla differenziazione della materia prima nei suoi componenti maschile e femminile, che è dato dalla lotta e dalla conseguente unione delle polarità fondamentali.

L’incesto filosofale (coniunctio oppositorum) dell’Alchimista, realizza il filius philosophorum, l’immortale Androgino, che si identifica nella Pietra Filosofale, annunciata dalla sua nascita. Infatti il Rebis non è che il prodotto delle nozze alchemiche tra il Mercurio, la donna, il principio lunare, e lo Zolfo, l’uomo, il principio solare”.

Tutto vero e sacrosanto immedesimandoci negli alchimisti, ma non ho ancora posto in evidenza un minuto particolare che sfugge all’osservazione della cartografia del Parco di Kensinton Gardens, dell’illustr. 4.

Si sarà notato il cartellino sospeso con un laccio sul muso del pesce ed è questo dettaglio che ribalta ogni cosa appena detta sul Drago epocale della Gran Bretagna e Irlanda, quest’ultima per altro non facente più parte del Regno Unito anglosassone. Si tratta del cartellino che si appende all’alluce dei defunti dell’obitorio in attesa del riconoscimento e/o autopsia.

Dunque il serpente anglosassone sta per cambiare pelle, non c’è altra possibile spiegazione per capire che un altro genere di Drago ha preso da tempo il suo posto e si capisce che la cosa riguarda la casa reale regnante inglese che ha avuto il suo apice di gloria con la regina Vittoria ascesa al trono del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda il 20 giugno 1837 fino alla sua morte avvenuta il 22 gennaio 1905. Va compreso che fu anche imperatrice d’India nel 1876.

Si delinea il declino del Regno Unito di Gran Bretagna?

Nella cartografia mappale di Londra, Parco di Kensinton Gardens, è ben evidente che nel mondo astrale sia in atto da tempo uno scenario di declino del Regno Unito di Gran Bretagna. Non è possibile notarlo nei fatti attinenti al piano terreno, tuttavia non possono sfuggire all’osservazione i segni di uno sfaldamento nell’ambito della famiglia reale. Ma grazie alla longevità della regina Elisabetta II, la famiglia reale sembra ancora salda ed è merito suo nel resistere alla tentazione di abdicare in favore – mettiamo – del figlio, il principe Carlo o, e riguarda i tempi odierni, in favore del nipote, il principe William, cosa di cui si vocifera oggi con insistenza. Tuttavia è un processo di degrado di un reame che a lungo andare si allineerà ai diversi reami di questo mondo. Tuttavia il regno di Elisabetta II è quello che molto più di altri ha resistito alla corrosione del tempo e poi è anche il regno che abbraccia una notevole famiglia di stati indipendenti, che si sentono uniti alla sua corona con il Commonwealth delle nazioni o Commonwealth (acronimo CN). Il Commonwealth è un’organizzazione intergovernativa di 54 Stati indipendenti, tutti accomunati (eccetto il Mozambico e il Ruanda) dalla passata appartenenza all’impero britannico, del quale è una sorta di sviluppo su base volontaria. La popolazione complessiva degli Stati che vi aderiscono è di oltre due miliardi di persone. La parola Commonwealth deriva dall’unione di common (comune) e wealth (benessere), cioè benessere comune. Si può ben capire il nesso che vi traspare con il mito delle età in Esiodo, cioè il mito dell’età dell’oro che identifica la realtà come ripetizione di un archetipo divino. Ogni aspetto positivo della vita ha un prototipo in una sfera superiore.

«Fiumi, montagne, territori, città presuppongono un archetipo ultraterreno che ne è forma, quando non venga addirittura concepito come un doppione esistente ad un livello cosmico più alto» 1 . Esiodo (VIII-VII sec. a.C.) ci offre la prima rievocazione della stirpe dell’oro, che visse durante il regno di Crono, prima dell’avvento di Zeus:

Gli dei immortali … fecero una stirpe aurea di uomini mortali, che vissero al tempo di Crono. Essi vivevano come numi, senza dolori, senza fatiche, senza pene. Non gravava su di loro la vecchiaia … si rallegravano in conviti in assenza di ogni male … avevano ogni sorta di beni: la terra fertile produceva spontaneamente frutti ricchi e copiosi.

Benevoli e pacifici, abitavano nelle loro terre ricchi di greggi e amati dagli dei beati (Le opere e i giorni, 109 ss., trad. di G. Costa).

All’aurea seguirono, con progressivo declino, la stirpe argentea, empia e bellicosa, sterminata da Zeus; la stirpe bronzea, violenta al punto da autodistruggersi; la stirpe degli eroi, annientati dalle guerre e i cui successori passarono nelle Isole dei beati; la stirpe ferrea, la peggiore di tutte, che vive nel dolore in un mondo abbandonato da Aidos (Pudore) e Nemesis (Giustizia). [2]

E rientriamo nei ranghi del Commonwealth britannico così noto nel passato, benché tale definizione esistette formalmente solo dalla fondazione nel 1926 fino al 1948. Il Commonwealth è il successore dell’Impero britannico e adempie ad una vasta gamma di funzioni.

Si può ben credere allora che il supposto Drago astrale (del regno di Saturno dell’età dell’oro), che sappiamo in termini alchemici, possa contare la sua forza per la maggiore, proprio sul Regno Unito della Gran Bretagna, ma il segno indelebile della cartografia mappale di Londra, del Parco di Kensinton Gardens non lascia spazio alla duratura della sua longevità, per certo, già avvenuta in astrale.

Peraltro si può ipotizzare che l’ischemia del Regno Unito si sia avviata definitivamnte con la tragica morte della Principessa Diana divorziata dal Principe Carlo, erede al trono d’Inghilterra. Diana Spenser è stata considerata “la principessa del popolo”, come a preludere un cambiamento nell’ambito di un rigido reame legato al protocollo di corte. Cosa che è stato causa di aspre controversie in questi ultimi tempi da parte del secondogenito di Diana e Carlo, il principe Harry, con il riforzo della consorte Meghan Markle, duchessa di Essex che non sopportava il suddetto protoccollo, per lei, una donna americana vissuta nella piena libertà repubblicana della sua America. Di qui il passo è stato breve per destare una bufera per la sua «ingerenza politica».

<La moglie di Harry ha chiamato due senatrici repubblicane ai loro numeri di telefono privati per esortarle a votare a favore del congedo parentale retribuito. Presentandosi non come cittadina americana bensì col titolo reale britannico: «Duchessa di Sussex»

La moglie del principe Harry, come dicono tanti osservatori reali, pianifica da mesi la discesa in campo politico sognando la presidenza Usa.  Kamala Harris con la vittoria di Joe Biden è diventata la prima donna afro americana vice presidente degli Stati Uniti? La Markle punta più in alto. Lei vuole diventare la prima donna afroamericana presidente.

Le sue pressioni sulle senatrici Usa, però, hanno suscitato solo indignazione. Anche sui social. «Santo cielo, chi ti credi di essere?», ha scritto ad esempio su Twitter un elettore arrabbiato. L’esperto politico Darren Grimes, poi, ha definito il gesto della Markle un’ulteriore prova che Meghan e Harry si siano trasformati in una «coppia insopportabile».

«Se chiami qualcuno all’improvviso, dovresti impressionarlo con la forza delle tue argomentazione. Non sfruttando il titolo reale di un’istituzione che tu e tuo marito avete fatto così tanto per minare», ha twittato Colin Brazier, presentatore di Gb News. Mentre l’osservatore reale Brittany Gadoury ha fatto notare che «Meghan Markle, la cittadina americana, può chiamare senatori tutto il giorno. Ma Meghan Markle, duchessa del Sussex, non può intromettersi nella politica degli Stati Uniti»> [3]

Oramai i giochi astrali non avvertiti nei burattini terrestri, interpreti degli esseri astrali, erano avviati per il cambiamento ed è ora, per quel tempo che basta, è Vancouver del Canada a veder crescere un virgulto, il primo figlio di Harry e Meghan Markle, Archie che ha ora 2 anni compiuti a il 6 maggio.

La regina Elisabetta II non abbraccia il piccolo Archie da oltre un anno. È un «rapporto speciale» (e a distanza) la regina Elisabetta e baby Archie.

Anche se ormai da mesi migliaia di chilometri la separano dal figlio di Harry e Meghan, la sovrana porta avanti il «tenero legame col nipotino» attraverso le videochiamate. Il momento in cui potrà riabbracciarlo, però, pare lontano.

Ma è durata poco la permanenza a Vacouver del Canada perché «Meghan e Harry si sono poi stabiliti in California a Los Angeles, città natale di Meghan, in affitto dal milionario Tyler Perry.

Ora i duchi hanno acquistato casa a Santa Barbara località sul mare a un’ora d’auto da Los Angeles. La villa, appartenuta a Mel Gibson, si trova nel quartiere di Montecito il più esclusivo della cittadina e famoso per le sue residenze faraoniche.

I vicini di casa di Harry e Meghan sono attori e celebrità come Tom Cruise, Ellen Degeneres e Oprah Winfrey. La scelta di andare a vivere a Santa Barbara è stata dettata dal bisogno di maggior quiete e più riservatezza.» [4]

Tanto per la cronaca, ma ai “politici” dei fatti astrali è bastato che Archie, il virgulto del “Regno del Sole” (quello dell’età dell’oro saturnio, il Commonwealth delle nazioni dei 54 stati) vivesse per un po’ di tempo nell’isola di Vancouver in Canadà. Per i terrestri questo è un mistero ma, esplorando in lungo e largo questo grande paese si riesce a trovare la traccia di un meraviglioso incontro fra una radiosa donna e un arcangelo, dalle connotazione che non lasciano adito a dubbi per capire è qualcosa di straordinario. Si sarà capito che si tratta una configurazione astrale che ho tradotto in una cartografia ispirato da una città del Canada. Questo soprattutto per comprendere in un sol momento il genere di Regno che Archie di Meghan e Harry hanno propiziato per farlo sorgere con la nascita di un «Re dei re e Signore dei signori» (Ap 19,16), «destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro». (Ap 12,5)

Non che ora si deve credere che Archie di Harry e Meghan impersoni il virgulto dell’Apocalisse di Giovanni, perché è solo il mezzo che più si adatta per far concepire un potente del mondo astrale, poi ognuno prenderà strade diverse nei rispettivi mondi di appartenza. Quel che conta è che in astrale avvengano determinati fatti che poi avranno ripercussioni sul mondo terrestre.

Emblematico scenario d’amore di uno spirito angelico.
«La donna vestita di sole» dell’Apocalisse di Giovanni

Con la cartografia mappale di Ottawa (illustr. 6) si presenta un sorprendente scenario e la  prima impressione – abituati alla pratica del cristianesimo qui nel mondo occidentale –, potrebbe fa sorgere nella mente la visitazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria, che le annuncia che da lei nascerà il Figlio di Dio, il promesso Messia.

Dal punto di vista del Vangelo secondo Luca (1,26-37), questa visione sembra aderirvi, ma fino ad un certo punto…

La geomimesi, però, è molto eloquente nel far capire che parte faccia l’angelo. In realtà il presunto spirito angelico, da come si svolgono le parti dello scenario in osservazione, mostra di sé un comportamento chiaramente “intimo” con la donna che, per contro sembra ricambiare con la gioia del volto, questa palese manifestazione d’amore. Di qui l’ipotesi che questa immagine, offerta dalla mappa di Ottawa, porti all’“adombramento” generativo di un figlio: il Figlio di un Dio? Allora nulla che sia tanto complicato da accettare nel concepire l’idea di una buona aderenza alla profezia di Giovanni Evangelista nella sua Apocalisse, con la «donna vestita di sole» [Ap. 12,1], che la religione cristiana cattolica, dal canto suo, identifica come simbolo della Chiesa di Cristo.

Illustrazione 5: Cartografia mappale di Ottawa (Canada). La mappa è stata tratta dal Lessico Universale italiano, libro XV, pag. 604. Sono stati aggiunti solo i colori. Mappa tratta dall’ Ediz. Enciclopedia Treccani. Opera grafica dell’autore.

Comunque ciò che sembra evidenziarsi è che si stabilisce fra i due un impegno di fedeltà indicato dal cane, fedele per antonomasia, appunto, all’uomo. E così, quasi a dar significazione ad una realtà metafisica spostata verso di questi, e non “tanto” verso il regno spirituale divino, luogo di “scontro” fra Dio e il suo nemico Satana.

E c’è di più perché, se la lettera G posta sul petto del presunto arcangelo, in apparenza può indicare il nome Gabriele, da un lato ‒ mettiamo ‒, dalla disposizione urbana della mappa locale, dall’altro lato,  si può benissimo leggere un altro nome, quello di Jahvé composto come si conviene dai testi ebraici su di lui, ossia JHWH (illustr. 7). Ma è vero pure che JHWH è chiamato Geova dai Testimoni di Geova, il movimento religioso cristiano, originalmente

“Studenti Biblici” sorto nel 1870 in Pennsylvania.

Illustrazione 6: Particolari della  cartografia mappale di Ottawa. Quattro casi di cartografie del nome di Jahvé sul petto dell’angelo secondo l’antica versione ebraica con il tetagrammaton JHWH

In passato era largamente attestata la traslitterazione JHWH; in epoca contemporanea invece la traslitterazione più diffusa è YHWH, dato che il valore consonantico e fonetico che la lettera J possiede in diverse lingue neolatine e in quella inglese (come in «jeans») non corrisponde alla yod ebraica. Tuttavia in italiano la J è la versione semiconsonantica della vocale I; solo dagli anni ’50 del XX secolo, con il massiccio afflusso di anglicismi nella lingua italiana, la J ha acquistato valore prettamente consonantico. [5]

Ed ora si può anche svelare l’arcano, della « donna vestita di sole » (Ap 12,1) che ha il capo cinto da una corona di 12 stelle.

Se si accetta che la terra planetaria è coronata da un zodiaco formato da 12 costellazioni, o segni se considerati in senso astrologico, si può anche accettare l’analoga relazione traslando il concetto alla città di Ottawa che, guarda caso, fino al 2001 aveva proprio 12 comuni che poi sono stati incorporati.

Con la riforma amministrativa del 2001 diversi comuni furono soppressi e inglobati nella città di Ottawa.

Nell’area urbana principale confluirono gli ex comuni di Gloucester, Nepean, Vanier, il villaggio di Rockcliffe Park e le comunità di Blackburn Hamlet e Orléans. Nell’area di Kanata il comune di Kanata e il villaggio di Stittsville. L’area di Nepean comprende anche Barrhaven. Dalla riva opposta del fiume Rideau furono inoltre compresi nei nuovi confini cittadini Manotick, Riverside South e Greely, situati sulla riva opposta del fiume Rideau. [6]

Le cartografie mappali terrestri viste come componenti di un immenso ologramma

Resta ora di approfondire la comprensione delle cartogrtafie mappali terrestri in relazione al mondo astrale dal quale derivano per la loro concezione, che resta occulta, ma fino a un certo punto, poiché si tratta di un immaginario immenso hard disk, come quello dei computer che hanno appunto la funzione di memoria di dati immagazzinati in forma numerica. In altro modo le cartografie in esame, nel loro insieme possono far parte di un modello olografico dell’universo, secondo il quale il nostro universo sarebbe, appunto, un grande e complesso ologramma. (illustr. 7) Questo in base alla ricerca che ha coinvolto «fisici e astrofisici teorici di Regno Unito, Italia e Canada, in particolare dell’Università di Southampton in Inghilterra, della Sezione di Lecce dell’INFN e dell’Università del Salento in Italia, del Perimeter Institute e dell’Università di Waterloo in Canada.

Illustrazione 7: L’ologramma concepito dalla scienza moderna

Il modello corrente del nostro universo, che è in una fase di accelerazione dovuta alla presenza di energia oscura, prevede una cosiddetta ‘costante cosmologica’, introdotta da Einstein negli anni ’20 e chiamata Lambda, insieme a materia oscura fredda (Cold Dark Matter, CDM), e per questo prende il nome di modello Lambda-CDM. Gli scienziati ora sperano che il loro studio possa aprire la via per migliorare la nostra comprensione dell’universo e spiegare come lo spazio e il tempo si siano prodotti.» [7]

Il vaso di Pandora come ologramma di tutte le cartografie mappali

Il passo è breve per legare l’universo olografico delle cartografie mappali al mitico vaso di Pandora (chiamato anche scrigno di Pandora) che nella mitologia greca, era il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura.

«Per vendicarsi di Prometeo, il titano che aveva donato il fuoco agli uomini rubandolo a Zeus, il re degli dei decide di donare la prima donna mortale, Pandora, agli uomini. Si tratta di una sottile vendetta perché Pandora, resa bellissima da Afrodite, a cui Era aveva insegnato le arti manuali e Apollo la musica e che era stata resa viva da Atena, è destinata ad arrecare la perdizione al genere umano.

Secondo il racconto tramandato dal poeta Esiodo ne Le opere e i giorni, il “vaso” (pithos, πίθος in greco antico) era un dono fatto a Pandora da Zeus, il quale le aveva raccomandato di non aprirlo. Questo vaso, che dovrebbe contenere il grano, contiene invece i mali che affliggono l’uomo e che sono fino a quel momento separati da lui.

Pandora, che aveva ricevuto dal dio Ermes il “dono” della curiosità, non tardò però a scoperchiarlo, liberando così tutti i mali del mondo, che erano gli spiriti maligni della “vecchiaia”, “gelosia”, “malattia”, “pazzia” e il “vizio”. Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza (Elpis), che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Aprendo il vaso, Pandora condanna l’umanità a una vita di sofferenze, realizzando così la punizione di Zeus.

Prima di questo momento l’umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta e gli uomini erano, così come gli dei, immortali. Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale, simile ad un deserto, finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza e il mondo riprese a vivere.

Con il mito del vaso di Pandora la teodicea greca assegna alla curiosità femminile la responsabilità di aver reso dolorosa la vita dell’uomo.

Nella cultura di massa

Al giorno d’oggi l’espressione “vaso di Pandora” viene usata metaforicamente per alludere all’improvvisa scoperta di un problema o una serie di problemi che per molto tempo erano rimasti nascosti e che una volta manifestatisi non è più possibile tornare a celare. Un’altra espressione dal significato simile è “far uscire il genio dalla bottiglia”.

Il vaso di Pandora, come molti altri elementi della mitologia greca, è stato più volte ripreso nella cultura moderna, sebbene a volte la leggenda venga modificata riadattandola al contesto in cui è inserita. Rielaborazioni del mito si trovano ad esempio in alcune serie di videogiochi. Anche il fumettista Masashi Kishimoto ha utilizzato il mito del Vaso di Pandora nella sua nuova opera “Samurai 8: La leggenda di Hachimaru”. [8]

L’ologramma – vaso di Pandora come una consolle con gli strumenti di comando nelle mani di Saturno

Il padre-madre dell’uomomente-anima risiede nella «Saturnia Tellus» [9], il cui unico appiglio non è altro che il miserevole mortale corpo biologico. Sto parlando della «Terra» di Saturno che secondo il mito è il «padre di tutte le divinità, e le falcia con inesorabile coraggio quando, vecchie, non sono più buone a nulla, neanche a farci ridere. Saturno è il tempo, qualche cosa o qualche animale che nacque camminando, che continua a camminare, che non si arresterà mai. Per lui la morte non esiste.» Sono parole di  Kremmerz un considerevole studioso contemporaneo di ermetismo. [10]

Molto più eloquente e condiviso da tutti è il sommo poeta Dante che monumentalizza Saturno quale “segno”“porta” che tutti sono obbligati a varcare, quella del suo Inferno, Canto III:

«Per me si va nella città dolente, / per me si va ne l’etterno dolore, / per me si va tra la perduta gente. / giustizia mosse il mio alto fattore; / fecemi la divina podestate, / la somma sapienza e ‘l primo amore.»

Ma come può definirsi il tempo saturniano?

«Il Tempo – dice ancora Giuliano Kremmerz –  è una divinità saturniana; vi si agita dentro lo stesso Saturno. A mezzanotte, la falce dell’inesorabile e famelico Dio si solleva e cade sulle cose compiute che non hanno più ritorno: L’onnipotenza di qualunque Nume non può distruggere né cancellare le cose che sono passate realmente nella vita. L’uomo può dimenticarle, ma nessun Dio distruttore può fare che non siano state. Saturno solo può troncarle, falciarle, farle spegnere, ma non può decretare che non siano esistite. È lui stesso che vi si oppone – …» (5)

E l’uomo in relazione a Saturno, sempre secondo Kremmerz?

«L’uomo è composto di carne, ossa, sangue, organi complessi e funzionanti con liquidi e essudati particolari (corpo saturniano) cioè corpo materiale visibile, che si rinnova consumando sé stessi e riproducendosi, come Saturno. …è proprio il Dio della inquietante necessità della vita e della trasformazione. Man mano che nel corpo saturniano umano si addensano esalazioni e nubi della materia elementare costituente saturno, la vaporosa nuvolaglia si condensa in materia cerebrale e in tutta la rete nervosa, ed è sensibile a tutte le impressioni e alle reazioni dei contatti. È mutevole come la luna, cangiante di aspetto, nascondente ora un lato, ora tutta sé stessa come la luna; riapparendo ora in chiarezza ora in ombra poco scrutabile, come la luna, forma il corpo della coscienza e della mutabilità o “corpo lunare”. La Maria che posa il suo piede sul crescente lunare è il simbolo cristiano cattolico, e dei più significativi! La purità, la semplicità la piena concezione dell’aspirazione a un commosso stato di passione della terra, formano la mobilità della luna, che è “l’astro della notte”.» [11]

 Ma ci racconta ancora Esiodo del mito che dopo l’apertura del vaso di Pandora il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale, simile ad un deserto, finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza (Elpis) e il mondo riprese a vivere. Ed ecco svelato il mistero legato alle cartografie mappali che ora sono alle portata dell’uomo grazie al mio intervento di poterle disegnare e anche interpretare e per che cosa? Per far nascere la speranza “Elpis” per riprendere a vivere al riparo dei malanni causati dalle concezioni rappresentate dalle cartografie mappale disegnate da me.

Il segno dei tempi

«Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?» (Matteo 16, 2-3).

Gli avvenimenti drammatici che segnano la nostra storia interpellano in profondità persone e società sulla condizione umana: catastrofi cosmiche (terremoti, epidemie) o eventi politici (rivoluzioni, guerre, genocidi). E si sollevano gli interrogativi: perché? come? di chi è la colpa? All’inizio del secolo dei Lumi, il terremoto che distrusse Lisbona (1755) offrì a Voltaire e ai filosofi l’occasione di lanciare questi grandi interrogativi critici, che ancora risuonano dopo la Shoah, l’AIDS e gli tsunami. Da sempre, prima la fede ebraica e poi la fede cristiana si sono fatte carico di queste domande e interpretazioni storiche. Cristo stesso fu un giorno interpellato sul senso di una catastrofe (il crollo della torre di Siloe) e di un incomprensibile avvenimento politico-religioso (il massacro a opera di Pilato di alcuni devoti galilei che stavano offrendo sacrifici rituali, Luca 13, 1-5). La parabola della meteorologia usata da Gesù si inscrive precisamente in questo interrogativo: di che cosa i tempi sono segno?

I tempi secondo la Sacra Scrittura

Il senso della meteorologia apre al secondo senso del tempo, quello del calendario, la durata. È il tempo di “domani”, tra quello di ieri, della storia, e quello dell’avvenire. I testi biblici ci collocano all’interno di una durata che ha un senso, di una storia che ha un inizio e una fine: ci sono stati dei “primi giorni”, ci saranno degli “ultimi giorni”. Questa storia giunge a noi attraverso generazioni, quelle dei “tempi antichi”, e noi siamo in cammino verso “tempi nuovi”. Questa storia, che la Bibbia ci racconta, è quella delle alleanze tra Dio e gli uomini: storia tumultuosa di rifiuti e di ritorni. Conserviamo memoria dei grandi testimoni di alleanze: Abramo e i patriarchi, Mosè e i profeti.

In questa lettura spicca la nozione di “momento” (kairòs): termine che designa sempre un presente, un “adesso” decisivo che risuona dall’ieri all’oggi. I grandi momenti dell’antica alleanza ruotano attorno alla Pasqua – la liberazione dall’Egitto – annunciandola o ripetendola e, similmente, il momento decisivo per i cristiani è la Pasqua di Gesù Cristo, che si attua nella sua passione, morte e risurrezione, e l’annuncio del suo ritorno.

È questa la visione dei tempi che la parabola di Gesù evoca: le realtà terrestri, vissute, ci invitano a capire quelle del Regno di Dio che viene e ci chiamano alla vigilanza, alla conversione.» [12]

Le cartografie mappali sono un valore aggiunto che si può allineare, per esempio, alle previsioni del tempo, ma di un altro tempo che ci sfugge di mano, nel senso di capire che aria tira nel mondo delle cause ovvero nell’astrale. Ecco come si può veramente far capo a “Elpis” la speranza e non brancolare nel buio degli “uffici metereologici”  terrestri. “Elpis” è come riuscire di parlare quasi con Dio.


[1] https://psicologiaalchemica.wordpress.com/simboli-e-significati/luroboro-il-serpens-qui-caudam-devorat/

[2] http://www.edu.lascuola.it/edizioni-digitali/Cappelli/HortusApertus/vol_2/v

[3] https://www.vanityfair.it/article/meghan-markle-nella-bufera-per-la-sua-ingerenza-politica-news-gossip

[4] Ibidem cfr. 3

[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Tetragramma_biblico

[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Ottawa

[7] https://www.unina.it/-/13788061-l-universo-come-ologramma

[8] https://it.wikipedia.org/wiki/Vaso_di_Pandora

[9] L’espressione Saturnia Tellus (terra di Saturno) nella religione romana indica il regno del dio  Saturno durante la mitica Età dell’oro, da lui stesso iniziata dopo la cacciata dall’Olimpo.

[10] «La scienza dei Magi» di Giuliano Kremmerz. Pag. 56 – Vol. III. Ediz. Mediterranee.

[11] Ibidem cfr. 14, pag. 10.

[12] https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/i-segni-dei-tempi/

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