Suggestione, killer o un fantasma? Il mistero della morte di Elisa Lam

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Il caso della morte di Elisa Lam è uno dei fatti più controversi accaduti negli ultimi anni. Una vicenda divenuta nota con la diffusione di un video disturbante che ha dato il via a una serie di teorie molto dibattute sul web e non solo. Ma qual è la verità dietro a questo fatto apparentemente inspiegabile?

La scomparsa

22 Gennaio 2013. Elisa Lam, una ragazza di 21 anni che studia alla University of British Columbia a Vancouver, inizia la sua vacanza chiamata “West Coast tour”. La giovane viaggia da sola e ha pianificato il suo itinerario, prevedendo di visitare San Diego, Los Angeles, Santa Cruz e San Francisco.

I primi giorni a San Diego trascorrono normalmente, Elisa aggiorna quotidianamente i suoi parenti e tutto sembra scorrere per il verso giusto. Il 26 Gennaio la ragazza arriva a Los Angeles e si stabilisce al Cecil Hotel, dove ha in programma di alloggiare fino all’ultimo giorno del mese.

Il 31 Gennaio Elisa non si presenta al check-out dell’albergo. Allo stesso tempo i genitori non hanno sue notizie. Viene avvertita la Polizia e si avvia così una ricerca all’interno della struttura, che purtroppo non darà i frutti sperati. La ragazza sembra essere svanita nel nulla.

Ispezionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza, viene a galla uno scenario particolarmente inquietante.

Il 1 Febbraio 2013 la videocamera dell’ascensore dell’hotel registra un evento piuttosto anomalo. Il filmato dura 4 minuti e mostra Elisa, vestita con una felpa rossa, pantaloni neri e sandali che si apposta all’interno della cabina. Preme una serie di bottoni ma la porta non si chiude. La ragazza si affaccia sulla soglia e guarda da entrambe le direzioni, dopodiché cerca di nascondersi nell’abitacolo. Durante tutto il video Elisa continua a fare avanti e indietro tra l’interno e l’esterno dell’ascensore, comportandosi come se fosse inseguita e minacciata da qualcuno, fino a sparire dalla visuale della videocamera.

L’esistenza di questo girato fa assumere alla vicenda un contorno decisamente angosciante. Dove si trova Elisa? Il tempo passa e la faccenda diventa sempre più oscura.

Il ritrovamento

Nei giorni successivi gli ospiti del Cecil Hotel cominciano a lamentarsi dell’acqua che esce dai rubinetti, in quanto oltre ad avere una bassa pressione ha uno strano sapore e un colore scuro. Il 19 Febbraio un operaio della manutenzione si dirige sul tetto per controllare i serbatoi dell’acqua, facendo così una scoperta agghiacciante. All’interno di uno di essi è presente un corpo nudo e senza vita. Si tratta del cadavere di Elisa Lam.

Un avvenimento che lascia tutti sconcertati. Cosa può essere successo alla ragazza e come è finita dentro quella cisterna?

Viene disposta l’autopsia, la quale attesta che non sono presenti segni di un’aggressione sul corpo. Tuttavia non può essere eseguita un’analisi completa a causa dello stato di decomposizione. L’esame tossicologico rileva che la ragazza aveva assunto alcuni farmaci da prescrizione, mentre non risulta che avesse fatto uso di alcool o droghe.

Nel corso delle indagini emerge che nei primi giorni di permanenza al Cecil Hotel la giovane aveva alloggiato in una stanza condivisa con altre ragazze, ma era stata in seguito trasferita in una singola in quanto le sue coinquiline si erano lamentate del suo “strano comportamento”.

Elisa è stata vista l’ultima volta in vita in una libreria vicino all’albergo, dove ha acquistato dei libri di musica.

La vicenda diventa sempre più discussa e iniziano a circolare numerose teorie su quello che può essere accaduto. Le tre principali tesi sono l’omicidio, il fenomeno paranormale e l’attacco psicotico.

Attraverso le ipotesi

La teoria dell’omicidio sostiene che Elisa fosse realmente inseguita da qualcuno e che la videocamera l’avesse ripresa nel tentativo di fuggire dal suo assalitore. Un soggetto che sapeva come evitare di essere ripreso dalle telecamere della struttura.

La ragazza è stata trovata svestita all’interno del serbatoio e i suoi abiti, che erano all’interno della cisterna, contenevano alcune particelle di sabbia simili a quelle presenti sul tetto dell’albergo. Secondo alcuni sostenitori di questa ipotesi, Elisa sarebbe stata costretta da un malintenzionato a togliersi le vesti prima di essere gettata nel container dell’acqua.

Tuttavia la tesi del delitto si scontra con i risultati dell’autopsia, che non hanno rilevato segni di un’aggressione fisica.

Un’altra teoria è quella dell’evento paranormale, secondo cui Elisa sarebbe stata minacciata da un’entità che l’ha presa di mira e perseguitata all’interno dell’hotel, spingendola ad uccidersi. Alcuni sostengono infatti che l’albergo sia infestato da presenze maligne, visti certi eventi singolari accaduti nel corso del tempo.

In una delle stanze ha alloggiato per un periodo il serial killer Jack Unterweger, detto anche Jack The Writer, che strangolava le vittime con la loro biancheria intima.

Nel 1944 Dorothy Jean Purcell, una ragazza incinta che stava condividendo la stanza con il suo fidanzato, partorisce il bambino all’interno del bagno. Pensando che sia nato morto, lo getta dalla finestra. In seguito verrà processata per omicidio, ma sarà scagionata per ragioni di insanità mentale al momento dei fatti.

Nel 1964 si verificò un delitto che vide vittima “Pigeon Goldie” Osgood, una donna di 65 anni che fu ritrovata senza vita nella sua camera dopo essere stata violentata e accoltellata. Il caso è rimasto irrisolto.

Nonostante le suggestioni, anche per l’ipotesi del paranormale non ci sono prove a supporto.

Infine c’è la teoria dell’attacco psicotico.

Dalle indagini risulta accertato che Elisa soffrisse di disturbo bipolare, una patologia mentale dove il soggetto alterna fasi depressive a fasi maniacali. La ragazza assumeva psicofarmaci e antipsicotici. Dagli esami tossicologici emerge che nei giorni e nelle ore precedenti alla morte Elisa non avesse assunto alcuni dei farmaci prescritti, e questo potrebbe aver facilitato l’aggravarsi dei sintomi e la comparsa di attacchi di psicosi.

Seguendo questa visione dei fatti la giovane potrebbe essere stata preda di una di queste crisi nei momenti del filmato che precedono la sua morte, e ciò l’avrebbe portata a immaginarsi di essere inseguita da qualcuno. Di conseguenza si sarebbe diretta sul tetto dell’albergo accessibile attraverso la scala antincendio. In seguito, forse nel tentativo di nascondersi o per un tragico incidente, sarebbe finita all’interno della cisterna d’acqua, annegando.

Conclusione

Nel Giugno 2013 l’indagine viene chiusa e la causa della morte di Elisa Lam viene ufficialmente attribuita ad un annegamento accidentale, in un momento in cui il disturbo bipolare di cui soffriva ha preso il sopravvento.

Considerati gli elementi di cui disponiamo, possiamo affermare che ad oggi la teoria dell’episodio maniacale finito in disgrazia sia quella più plausibile e che lascia meno domande aperte. Tuttavia il caso continua a essere molto discusso, a testimonianza di un evento che ha scosso e lasciato il segno nell’immaginario comune.

Di qualsiasi cosa sia rimasta vittima Elisa, omicidio, presenza paranormale o più probabilmente di un disturbo mentale, resta un senso di tristezza per una giovane vita finita troppo presto. La vita di una ragazza che possedeva un blog chiamato Ether Fields, dove raccontava il suo vissuto e la quotidiana battaglia contro i “mostri” che abitavano nella sua mente cercando di prendere il controllo su di lei.

In seguito aprì anche una pagina su Tumblr chiamata Nouvelle-Nouveau. L’epigrafe dei suoi siti è una citazione di Chuck Palahniuk “You’re always haunted by the idea you’re wasting your life.” (sei sempre perseguitato dall’idea di sprecare la tua vita).

Nei suoi post esce fuori una brillante profondità di pensiero e ci viene mostrato uno spaccato di quello che era il suo mondo tra passioni, esperienze di vita e una costante lotta contro un nemico invisibile ma assolutamente reale. Ed è forse proprio questo l’aspetto di questa storia che dovrebbe far maggiormente riflettere, sulla complessità della mente umana e la sofferenza delle persone che si trovano a dover fronteggiare un disturbo di questo tipo. Un tema che viene troppo spesso ignorato e che meriterebbe invece maggiore attenzione.

La vicenda viene esaminata in maniera dettagliata nel documentario Crime Scene: The Vanishing at the Cecil Hotel distribuito da Netflix e diretto da Joe Berlinger, che cerca di fare luce sull’intero accaduto.

Fonti:

historicmysteries.com – Elisa Lam and Her Bizarre Death
strangeoutdoors.com – The strange death of Elisa Lam in the LA Cecil Hotel
bertillaniveda.medium.com – 5 Deeply Unsettling Theories About Elisa Lam’s Death Solved

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