Il massacro della famiglia di Setagaya: uno dei casi irrisolti più discussi del Giappone

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Il quadruplo omicidio della famiglia Miyazaki è uno dei casi irrisolti più discussi del Giappone. Un massacro terribile e spietato che ha raggiunto l’attenzione anche delle cronache internazionali. Una serie di particolarità rilevate successivamente sulla scena del crimine hanno reso la vicenda ancora più inspiegabile ed enigmatica, lasciando aperti molti interrogativi.

Una notte maledetta

La famiglia Miyazaki è composta dal padre Miyazawa Mikio, impiegato, la moglie Yasuko e i due figli Niina (8 anni) e Rei (6 anni). Vivono a Kamisoshigaya, quartiere del distretto di Setagaya. Una zona piuttosto tranquilla e isolata, dove ognuno dei membri conduce una vita regolare. Siamo in prossimità dell’inizio del nuovo anno, ed è proprio in una delle ultime notti di Dicembre che si consuma un evento terrificante e inaspettato.

30 Dicembre 2000. Sono le 23:30 e i Miyazaki stanno dormendo nelle loro camere. A loro insaputa qualcuno si è introdotto in casa, attraverso la finestra del bagno. L’estraneo si dirige verso la stanza di Rei. Il bambino sta riposando nel suo letto, quando improvvisamente viene assalito dall’intruso, che lo strangola a mani nude fino a ucciderlo.

Mikio, il padre, ha sentito dei rumori strani e decide di controllare l’abitazione. Durante l’ispezione si imbatte nell’invasore, con il quale inizia uno scontro fisico dove purtroppo rimarrà ucciso a seguito di numerose ferite di arma da taglio sul corpo, inflitte con un coltello da sashimi.

Successivamente vengono aggredite Yasuko e Niina, che si erano coricate nell’attico. Entrambe verranno uccise a coltellate. L’assassino ha utilizzato due armi, il coltello da sashimi con cui aveva ammazzato in precedenza Mikio (che nel frattempo si era rotto) e un coltello da cucina, preso direttamente dalla casa.

31 Dicembre. Sono le 10:00 quando la madre di Yasuko, dopo aver provato a contattare la figlia al telefono senza ricevere risposta, decide di andare a controllare direttamente nell’abitazione. Appena entrata nell’edificio, si trova davanti a una carneficina sconcertante.

Vengono allertate le autorità, le quali giungono sul posto e cominciano i primi rilievi. Attraverso di essi emergerà un quadro piuttosto particolare e inquietante.

L’assassino

In un crimine di questo tipo solitamente il colpevole cerca di andarsene il prima possibile dalla scena oppure prova a eliminare le tracce che possono identificarlo. In questo caso è successo esattamente il contrario. Il killer, dopo aver ucciso la famiglia, è rimasto per qualche ora all’interno della dimora. Ha preso e mangiato del gelato dal frigorifero, ha bevuto del tè e si è medicato le ferite. Ha usufruito del bagno, lasciando le sue feci senza tirare lo sciacquone. Alle ore 01:18 ha usato il computer della casa per cinque minuti. Nell’abitazione ha abbandonato anche gran parte dei suoi vestiti.

Data la grossa quantità di materiale genetico dell’assassino presente sulla scena del crimine, l’impressione è quella di riuscire a risalire in breve tempo alla sua identità. Purtroppo non sarà così.

Il DNA e le impronte digitali raccolte non risultano essere presenti nei database. Vengono interrogate e investigate letteralmente milioni di persone, ma non esce fuori niente di concreto.

Le analisi genetiche però, danno un contributo per scoprire qualcosa di più sull’assassino. Sembra che la madre del soggetto abbia probabilmente radici del Sud Europa, mentre il padre sia originario della zona Est Asiatica. Secondo la Polizia l’omicida è un uomo di età compresa tra i 15 e i 35 anni, alto circa 170 cm, verosimilmente con capelli scuri.

Anche gli oggetti che ha lasciato sul luogo raccontano qualcosa.

All’interno del suo marsupio vengono rilevate tracce di sabbia, probabilmente provenienti dalla zona sud-ovest degli Stati Uniti. Le scarpe sono di un modello particolare, che si scoprirà essere vendute per quella taglia soltanto in Corea del Sud. La felpa invece risulterà appartenente a una tipologia molto poco commercializzata, in quanto emerge che in tutto il Giappone ne sono state vendute soltanto 130. L’individuo ha lasciato anche la giacca, un cappello e dei guanti.

Nonostante la specificità di questi indumenti, non sarà possibile giungere a un’individuazione. Inoltre le peculiarità e il comportamento bizzarro dell’assassino rendono difficile anche l’interpretazione di questo crimine.

Un caso aperto

Quattro omicidi, un atto di crudeltà inspiegabile, scaturito da una mente malvagia e perversa. A oltre 20 anni di distanza, il massacro della famiglia Miyazaki rimane irrisolto. Le indagini sono state ampie, meticolose e hanno coinvolto oltre 246.000 investigatori. Molte piste e molte persone sono state seguite, ma l’identità dell’omicida continua a essere ignota.

L’investigazione resta tuttora aperta, e la speranza è che prima o poi, attraverso qualche testimonianza oppure tramite la scienza si riesca a giungere a una soluzione che possa restituire giustizia alla famiglia.

Fonte:

Medium.com – What We Really Know About the Setagaya Family Murder?

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