Il Golden State Killer: un caso risolto quarant’anni dopo

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Un sadico e perverso serial killer. Una caccia all’uomo durata più di 40 anni, conclusasi recentemente con un’incredibile soluzione del caso. Questa è la storia di una complicata vicenda di cronaca e la sua conseguente indagine per scoprire la verità.

East Area Rapist

Tutto inizia con una serie di feroci aggressioni sessuali, che faranno da preludio ad una folle escalation di violenza.

Sacramento, California. Siamo nell’estate del 1976 e l’intera contea è inconsapevole di essere osservata nell’ombra da una presenza oscura e minacciosa, che sta studiando le mosse delle sue future vittime.

Il primo attacco si verifica il 18 Giugno, quando un misterioso uomo si introduce nell’abitazione di una donna, legandola e abusando sessualmente di lei, per poi andarsene. E’ l’inizio di una lunga serie di aggressioni che sarà destinata a durare anni, cadenzata da un ritmo forsennato. L’intruso, soprannominato East Area Rapist, è solito telefonare nelle case prima di fare irruzione. Durante gli attacchi indossa una maschera da sci. I suoi primi assalti sono ai danni di donne che rimangono da sole all’interno delle proprie dimore, ma con il tempo il livello di sfida aumenta e comincia a prendere di mira le coppie, seguendo un preciso modus operandi.

Solitamente entra attraverso le finestre, minacciando le vittime con una pistola. Dopodiché lega entrambi, separando l’uomo e accatastando dei piatti sulla sua schiena, intimandogli “Non farli cadere, altrimenti verrete uccisi tutti”. Successivamente si concentra sulla donna, stuprandola per ore. Una volta conclusi i suoi atti, si aggira per la casa, talvolta consumando alcuni pasti e rubando qualche oggetto prima di allontanarsi.

Lo stupratore seriale agì per un periodo di 4 anni, fino al 1980, per un totale di 50 aggressioni. Nonostante le indagini, non fu possibile risalire alla sua identità, dimostrando che si trattava di una persona piuttosto scaltra e che sapeva come muoversi.

Fatalmente, il suo percorso di violenza era ben lontano dalla conclusione, ed era destinato a spingersi ancora più a fondo.

La serie omicidiaria

2 Febbraio 1978. Rancho Cordova, città della contea di Sacramento. Brian Maggiore e la moglie Katy stanno portando a passeggio il loro cane, quando vengono improvvisamente assaliti da un uomo con la pistola. Tentano di scappare, ma vengono uccisi entrambi con l’arma da fuoco.

Da questo momento in poi iniziano a verificarsi, nella zona costiera della California, una serie di violente irruzioni nelle case con conseguente omicidio degli abitanti.

Il 30 Dicembre 1979 Robert Offerman e Debra Alexandra Manning vengono ritrovati morti all’interno della loro dimora, ammazzati a colpi di pistola. Nel 1980 si verificano altre due aggressioni. Il 13 Marzo vengono uccisi Charlene e Lyman Smith, massacrati con un tronco d’albero. Il 19 Agosto vengono rinvenuti i cadaveri di Keith e Patrice Harrington, entrambi trucidati a morte. La vittima femminile è anche stata stuprata.

Nella zona si aggira un assassino pericoloso e perverso. Diventa noto con i nomi Original Night Stalker e Golden State Killer.

Il 6 Febbraio 1981 il serial killer stupra e uccide Manuela Witthuhn. Il 27 Luglio 1981 altre due persone, Cheri Domingo e Gregory Sanchez, vengono ritrovate morte nella loro casa. La scia di sangue non si ferma. L’assassino è un soggetto esperto, che conosce molto bene le zone e sa come andarsene dalle scene del crimine senza farsi notare.

L’ultima uccisione si verifica il 4 Maggio 1986 ai danni di Janelle Lisa Cruz. Prima violentata sessualmente e successivamente massacrata con un’arma, probabilmente una chiave giratubi.

Inizialmente gli investigatori non collegarono questa serie di omicidi con gli attacchi dell’East Area Rapist, pensando all’opera di soggetti diversi. La svolta avvenne nel 2001, quando attraverso le analisi del DNA si riuscì a stabilire con certezza che l’autore dei 50 stupri era la stessa persona che aveva commesso gli omicidi. Nonostante ciò l’indagine si rivelò piuttosto complessa. Molte persone entrarono ed uscirono dalla lista dei sospettati. Nel frattempo il tempo passava e le speranze di giungere ad una soluzione si affievolivano.

Il caso rimaneva aperto ma la situazione era giunta ad un punto di stallo. Tuttavia nel 2018 arrivò l’intuizione che permise di prendere la strada decisiva.

Albero genealogico

Gli investigatori pensarono che forse era possibile risalire all’albero genealogico del serial killer, attraverso quei siti internet che danno la possibilità di far analizzare il proprio DNA per scoprirne la discendenza. Fecero così generare un profilo genetico dell’omicida attraverso il materiale biologico raccolto su una delle scene del crimine. Caricarono il profilo sul sito GEDmatch, un portale online di analisi del DNA. Il sito riuscì a trovare parentele lontane dell’assassino, e questo permise di restringere il campo dei sospettati.

Attraverso ulteriori verifiche su sesso, età e luogo di residenza, alla fine rimase sulla lista soltanto un nome: Joseph James De Angelo. La ricerca era conclusa. Il Golden State Killer aveva finalmente un’identità.

Joseph James De Angelo

Nato l’8 Novembre 1945 a Bath. Cresce a Sacramento, insieme alla sua famiglia. È il maggiore di quattro figli.

Nel 1961 si arruola nell’esercito, dove presterà servizio per 22 mesi. Una volta tornato, si diploma al college in scienze politiche e si iscrive all’università, ottenendo la laurea in scienze criminali. Inizia così un percorso per entrare nelle forze armate, diventando ufficialmente un poliziotto nel 1973, lavorando prima per la città di Exeter e poi ad Auburn. Nel 1979 viene licenziato per aver rubato da un negozio un martello e del repellente per cani. In seguito trova lavoro come meccanico di camion, impiego che svolgerà fino al pensionamento, nel 2017.

Sposato con Sharon Marie Huddler, dalla loro relazione nascono tre figlie. Si stabiliscono a Citrus Heights, dove vivono insieme fino al 1991, quando i due decidono di separarsi.

Al momento dell’arresto viveva insieme alla figlia e alla nipote.

Durante il processo si dichiara colpevole per 13 omicidi, evitando la pena di morte. Il 21 Agosto 2020 viene condannato definitivamente all’ergastolo. Attualmente è rinchiuso nella prigione di Corcoran.

Si è concluso così, dopo 44 anni dall’inizio, questo cupo e intricato caso di cronaca nera. De Angelo non era mai apparso nella lista dei sospettati durante i molti anni delle indagini, vivendo all’apparenza una vita normale e tranquilla. Era riuscito a eludere i sospetti nascondendosi alla luce del sole, grazie anche alla sua conoscenza delle tecniche investigative. Alla fine è stato inchiodato dalla scienza e dall’abilità di chi si è occupato del caso senza arrendersi, a dimostrazione del fatto che non è mai troppo tardi per scoprire la verità e restituire giustizia alle vittime.

Fonti:

biography.com – Golden State Killer
goldenstatekiller.com

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