R.E.M., Losing My Religion: storia e significato del brano

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Chi ha seguito recentemente le nuove uscite su Netflix si sarà imbattuto nella puntata di Song Exploder dedicata a Losing My Religion dei R.E.M.. La serie, condotta e creata da Hrishikesh Hirway, analizza le canzoni degli artisti con i diretti interessati, provando con loro a scavare sulle circostanze e gli avvenimenti che hanno portato alla loro nascita.

Si sa, le canzoni sono un oggetto misterioso: possono nascere dopo una lunga gestazione, oppure dopo un’urgenza creativa, dettata dall’autore nel volersi liberare di un peso e sentirsi più leggero. Detto così, tutto questo sembra facile, ma invece scrivere vuol dire anche provare dolore ed essere investiti dall’emozione che ne scaturirà nell’aver messo nero su bianco.

La storia del brano

Prima di scrivere il testo, Michael Stipe ha voluto ascoltare la musica composta da Peter, Mike e Bill e lasciarsi suggestionare. Una musica insolita quella di Losing My Religion, dove il protagonista è il mandolino di Peter Buck, con quella linea melodica, influenzata per sua stessa ammirazione da Merry Christmas Mr Lawrence di Sakamoto.

Con un riff del genere, Bill Berry e Mike Mills non potevano certo starsene con le mani in mano, così crearono un ritmo incisivo, apparentemente semplice, ma non noioso. Al brano però mancava qualcosa, così Peter Buck spinse la band ad aggiungere gli archi, per conferirgli più drammaticità e tensione. Adesso la parola doveva passare a Michael che, davanti la sua scrivania e armato di dittafono e macchina da scrivere, ascoltò il brano e se stesso per scrivere il testo. Lo scrisse di getto, intitolandolo Losing My Religion, un intercalare che vuol dire perdere la pazienza, essere frustrati.

Il testo e la traduzione

Vale la pena leggere i versi della canzone e poi affrontarne il significato insieme. Qui sotto trovate testo originale e traduzione.

Inglese

Oh life, is bigger
It’s bigger than you
And you are not me
The lengths that I will go to
The distance in your eyes
Oh no I’ve said too much
I set it up

That’s me in the corner
That’s me in the spot-light
Losing my religion
Trying to keep up with you
And I don’t know if I can do it
Oh no I’ve said too much
I haven’t said enough

I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

Every whisper, of every waking hour
I’m choosing my confessions
Trying to keep an eye on you
Like a hurt, lost and blinded fool, fool
Oh no I’ve said too much
I set it up

Consider this
Consider this, the hint of the century
Consider this the slip
That brought me to my knees, failed
What if all these fantasies come
Flailing around
Now I’ve said too much

I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

But that was just a dream
That was just a dream

That’s me in the corner
That’s me in the spot-light
Losing my religion
Trying to keep up with you
And I don’t know if I can do it
Oh no I’ve said too much
I haven’t said enough

I thought that I heard you laughing
I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try

But that was just a dream
Try, cry, fly, try
That was just a dream
Just a dream
Just a dream, dream

Italiano

Oh, la vita è più grande
È più grande di te
E tu non sei me
Le distanze che devo percorrere
Le distanze dentro i tuoi occhi
Oh no, ho già detto sin troppo
Ho detto tutto

Eccomi all’angolo
Eccomi alla luce (sotto i riflettori)
Perdo la mia religione
Provando a starti dietro
E non so se riesco a farcela
Oh no, ho detto troppo
Non ho detto abbastanza

Pensavo di averti sentita ridere
Pensavo di averti sentita cantare
Penso che pensavo di averti visto provarci

Ogni sospiro di ogni ora insonne
Scelgo le mie confessioni
provando a tenere il mio sguardo su di te
Come un dolorante, perso e cieco folle, folle
Oh no, ho detto troppo
Ho detto tutto

Considera questo
Considera questo, il consiglio del secolo
Considera questo lo scivolone
Che mi ha messo in ginocchio
E se tutte queste fantasie
Giungessero annaspando?
Ora ho detto troppo

Pensavo di averti sentita ridere
Pensavo di averti sentita cantare
Penso che pensavo di averti visto provarci

Ma era solo un sogno
era solo un sogno

Eccomi all’angolo
Eccomi alla luce (sotto i riflettori)
Perdo la mia religione
Provando a starti dietro
E non so se riesco a farcela
Oh no, ho detto troppo
Non ho detto abbastanza

Pensavo di averti sentita ridere
Pensavo di averti sentita cantare
Penso che pensavo di averti visto provarci

Ma era solo un sogno
Prova, piangi, vola, prova
Era solo un sogno,
Solo un sogno
solo un sogno, sogno.

Analisi e significato del testo

Il protagonista della canzone è in un tale stato di vulnerabilità che si rivolge a qualcuno. Gli dice che la vita è più grande di qualsiasi cosa, anche di lui stesso, che non è come il protagonista e non è in preda alle insicurezze, distanti da “lui” come i suoi occhi. Non sappiamo se questo qualcuno esista, sappiamo solo che a un certo punto il protagonista si pente di essersi rivelato e mostrato così insicuro e fragile.

Si sente all’angolo, intrappolato e sul punto di perdere la pazienza. Potrebbe però essere la persona a cui si è rivolto a salvarlo, ma non sa se può farlo, e soprattutto se vuole farlo.

Lo sente distante, troppo distante, ma allo stesso tempo presente, come se fosse qualcosa di cui vorrebbe dimenticarsi, ma allo stesso modo non ci riesce. A tal punto che le sue notti sono insonni, e le ore trascorse in dormiveglia sono un tentativo di arrovellarsi nello scegliere il modo migliore per tenere viva la sua attenzione.

Cerca di fargli capire come un suo sbaglio lo abbia ridotto in questo profondo stato di debolezza. Ma tutto questo forse è un sogno, come se sapesse che non potrebbe raggiungerlo. Magari è un amore non corrisposto, o una persona che non esiste e quindi non vale la pena di vivere queste emozioni, perché è solo un’illusione, un sogno.

Questa ovviamente è una nostra personale interpretazione della canzone e va presa come tale, in quanto solo Michael sa quale sia il suo significato. Le canzoni, come le poesie, hanno quell’inesauribile segreto caro ad Ungaretti ed è giusto che sia così, altrimenti perderebbero il loro mistero che è la loro attrattiva. Vale anche per Losing My Religion, che nel 2021 festeggerà i trent’anni dalla sua pubblicazione.

Una canzone che secondo la Warner neanche doveva essere pubblicata come singolo, in quanto non era appetibile per il fatto che avesse come strumento principale il mandolino, e la sua struttura particolare, ma quella melodia meravigliosamente struggente e vulnerabile, fece breccia su tutti noi. Se ancora dopo trent’anni viene ricordata e celebrata, un motivo ci sarà. Perché Losing My Religion non è Out of Time e non lo sarà mai.

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