Harakiri: il significato del nuovo singolo di Samuele Bersani

Il dizionario dice che Harakiri sia il termine volgare per descrivere un’antica tecnica di suicidio giapponese, oppure, in gergo sportivo, designa un errore che arreca svantaggio; per esempio un autogol.

Harakiri è anche il titolo del nuovo singolo di Samuele Bersani, che arriva dopo sette anni di silenzio e anticipa l’album Cinema Samuele.

Oggi proveremo ad entrare nel significato del testo, ma visto che le canzoni non si spiegano, useremo il condizionale.

Stava facendosi harakiri
chiuso in un cinema porno francese,
ma dopo i primi tentativi
“Non è il momento” disse, poi si arrese
agli sviluppi della trama
alla profondità dei dialoghi.

Per arrivare all’astronave
Quella scatola tutta lamiere
Che non smetteva di tremare
E si appoggiava appena su due pietre
Aveva attraversato i campi
E si era aperto il mignolo di un piede.

Il viaggio inizia con un incipit simile a quello di un racconto che di una canzone. Siamo al buio di un cinema, con il protagonista del brano che probabilmente, sta per farsi del male. Ma poi si lascia trascinare dagli eventi della vita, invece di essere uno spettatore, decide di uscire dalla sala buia e prendere in mano il suo film. Nella seconda strofa, ormai fuori, è alla ricerca di qualcosa che lo aiuti a mettersi in cammino, e nonostante quella ricerca gli abbia provocato delle ferite, testardo, continua.

Come un ritornello, in levare, arriva quella che forse è la parte più bella del brano:

Canzoni d’amore altamente nocive
Per un cuore già troppo pulsante
Sapendo che in giro non c’era un dottore
Non stava mai lì ad ascoltarle

Sembrerebbe la descrizione di un uomo, che per paura delle ripercussioni decide di non vivere appieno le proprie emozioni. La storia va avanti, e con il prosieguo, troviamo già un cambiamento; il protagonista, non è più la stessa persona che chiusa in un cinema voleva farsi del male, guarda il suo riflesso, si piace e pensa addirittura di reinventarsi:

Davanti ad uno specchio di carta argentata pensò: “guarda che fisico!” potrei dire di aver fatto lo Stuntman.

Con l’avanzare del racconto, Bersani, sembrerebbe sottolineare i cambiamenti che la risalita sta apportando; infatti, forse perchè meno inquieto, il protagonista si addormenta sorridendo e senza l’ausilio del sonnifero che teneva in tasca. Al risveglio, non solo è contento di ciò che la giornata gli ha dato, ma prende tutto e lo riutilizza per continuare la risalita.

Si addormentò spontaneamente
Con il sonnifero lasciato in tasca
Con il sorriso deficiente
Di un imbucato al centro della festa
Sognò di avere un’aragosta
Ancora viva dentro ad una busta
Si era svegliato col cappotto addosso
Con una tanica di acqua di fosso
Da far bollire sul fornello
Tenuto in bilico con un ombrello
Che non poteva più aprirsi
Ma gli era utile per questo e quello.

Al termine della scalata, il nostro compagno di viaggio è uscito dagli abissi, e ne è uscito così pieno di luce da sembrare una lucciola.

Poi dopo una serie giorni infelici
Venne fuori vestito di bianco
Sembrava una lucciola in mezzo a un blackout.

Il tema della rinascita, nella discografia di Samuele Bersani non è nuova ( En e Xanax, Psyco), ma oggi più che mai, considerando il contesto che ci circonda, parlare di speranza, soprattutto attraverso il linguaggio del pop, in quanto linguaggio popolare, è una benedizione.

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