Sextones: perchè i Deftones raccontano il sesso come nessun’altra band

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I Deftones si sono sempre distinti da tutte le altre band, in particolar modo dalle band nu metal a cui per anni sono stati affiancati, suscitando la loro (e la nostra) perplessità. Questo perché i Deftones sono molto di più, non si possono confinare in un genere specifico visto le tante e variegate influenze e negli anni hanno continuato a dare prova di ciò.

Una cosa in particolare li rende unici, e questa è la loro diretta connessione con il sesso. Vi potreste mai immaginare di passare dei momenti in intimità con i Korn o i Limp Bizkit in sottofondo? Spero di no. Con i Deftones invece è possibile e anzi, funzionano da vero e proprio afrodisiaco. Basta ascoltare alcuni dei loro più grandi successi per essere catapultati direttamente in una dimensione ultra-sensoriale in cui è l’eros a fare da padrone. Chino Moreno, frontman e principale autore dei testi, ha avuto una vita sentimentale particolarmente travagliata, in particolare durante la relazione con la sua prima moglie. Entrambi al tempo erano dipendenti da sostanze e hanno vissuto vari momenti di crisi profonda, pur dando alla luce due figli, ed è proprio in questa fase tormentata che nascono i più grandi pezzi della band, profondamente ispirati dai sentimenti di Chino. I testi giocano col sottile e delicatissimo confine tra amore e pazzia, tra erotismo e violenza.

Partiamo dal presupposto che da sempre la band di Sacramento gioca con l’ambiguità e la libertà d’interpretazione, ma non sono solo i testi delle loro canzoni ad avere molteplici letture: basti pensare al pony bianco, logo scelto ai tempi dell’uscita del loro capolavoro, il terzo album intitolato appunto White Pony. Come spiegato da Chino più volte, il pony bianco è stato scelto dai vari membri in quanto è così che si sono sempre sentiti in mezzo alle altre band, ossia qualcosa di totalmente diverso. Oltre a questo motivo i significati del simbolo sono ricollegabili alla cocaina (con cui proprio Chino ha avuto a che fare per anni) e ai sogni. Sognare un pony bianco infatti, secondo varie scuole d’interpretazione onirica, significa ritrovarsi nel bel mezzo di un sogno erotico/sessuale.

È alla luce di questo che il pony bianco rappresenta il simbolo per eccellenza dei Deftones, perché la loro musica è esattamente così, unica ed un continuo rimando alla natura più intrinseca di ognuno di noi, con una particolare attenzione per la sfera sessuale e amorosa. Inoltre molte delle loro canzoni nascono proprio da sogni o “visioni” del frontman, e non a caso sono quelle dove si sente di più l’impronta shoegaze, trip hop e dreamwave. Scenari immaginari in cui la donna è una presenza fissa, duplice come nel più classico degli archetipi: bellissima e terrificante, causa di vita e di morte. L’argomento amore, sesso, relazioni è sicuramente quello preponderante in tutta la loro composizione. L’approccio è ovviamente cambiato e si è evoluto negli anni, a partire da quando i ragazzi (ormai verso i 50)erano poco più che adolescenti ed era la rabbia di questa fase a prevalere anche nei confronti dell’altro sesso, passando per la fase personale più buia largamente caratterizzata dall’abuso di sostanze e dal primo travagliato matrimonio di Chino, fino ad arrivare a quella più recente più agiata e romantica. Chino Moreno si è infatti risposato nel 2013, e sembra aver dimenticato i problemi di cuore che lo hanno afflitto per anni. Questo passaggio è facilmente riscontrabile nei loro lavori, per questo ho scelto alcune canzoni che rendono bene l’idea di come sia cambiato il modo di raccontare i sentimenti e non solo. L’interpretazione che darò dei vari testi ovviamente non deve essere presa alla lettera: lo stile di scrittura criptico e ambiguo del frontman lascia spazio a tante idee, ho dunque selezionato i significati che negli anni critica, fans e membri del gruppo hanno dato, filtrandoli per logica e gusto personale.

Partendo in ordine cronologico, ho preso in esame direttamente Around the Fur tralasciando Adrenaline, debutto del 1995 molto più incentrato sulla rabbia giovanile verso la società e dal sound molto più grezzo. Around the Fur esce nel 1997 e ottiene un grande successo, soprattutto grazie a singoli come My OwnSummer e Be Quiet And Drive (Far Away) che divennero pedine inamovibili nella rotazione di MTV. Il disco in generale tratta di droga, insicurezze, falsità e, ovviamente, problemi sentimentali. Lhabia ad esempio, è scritta dal punto di vista del classico ragazzino annoiato in cerca d’avventure: “Dying of boredom / I’ll try it all / It looks and feels great but look at what it’s doing to you”. Innamorato di tutte e di nessuna, per soddisfare il proprio desiderio finisce per diventare “schiavo” della relazione che riesce ad avere.

Be Quiet And Drive (Far Away) è come ho già detto uno dei cavalli di battaglia della band e uno dei primi pezzi ad avere quell’impronta sognante che diventerà in seguito il loro vero e proprio marchio di fabbrica. Banalmente interpretata come una canzone da viaggio, da ragazzi che prendono tutto e partono il più lontano possibile, in realtà sembra avere un significato molto più profondo. “This town don’t feel mine / I’m fast to get away, far” sembra riferirsi appunto allo scappare da una realtà che non ci fa sentire a nostro agio, ma non per forza ad un luogo. Infatti due versi successivi recitano “I dressed you in her clothes / Now drive me far away” riferendosi ad una nuova figura femminile, che ha il “compito” di far dimenticare l’ultima donna ormai uscita dalla propria vita. Insomma problemi giovanili, che nel tempo hanno lasciato spazio a problematiche molto più pesanti.

È così che in White Pony, pubblicato nel 2000, praticamente ogni canzone tratta questo tema e Digital Bath è assolutamente un’ottima trasposizione musicale del sesso. Dalla musica al testo, tutto è perfetto e basta la prima strofa per entrare subito nell’immaginario: “You move like I want to / To see like your eyes do / We are downstairs / Where no one can see / New life break away”. Sul web ho trovato il blog personale di una ragazza che ha dedicato un bel post alla connessione tra sesso e Deftones, ammettendo candidamente che il risveglio della sua sessualità è avvenuto grazie all’ascolto di White Pony. Dice testualmente: “Si può incolpare una ragazza adolescente per aver scoperto la sessualità ascoltando Passenger? (Now to calm me / Take me around again / Just don’t pull over / This time would you please / Drive faster). La canzone in sé è sesso—la voce sospirata, la chitarra, il crescendo e il decrescendo della batteria. Il testo è nascosto quanto trasparente. Certo, si parla di guidare ma tutti compreso la loro nonna sanno che si parla di scopare, di passione e d’amore. Poi c’è Feiticeira che può sembrare sia un rapimento sia la cronaca di qualche giochetto perverso: (She pops the trunk / And she removes me / And a machine that takes pictures of us / An’ my jaw and my teeth hurt / I’m choking from gnawing on the ball). Lo scambio vocale tra la Rodleen e Chino Moreno in Knife Party invece? Suona come se lo stessero facendo in diretta.”

Non sono solo i testi e le tematiche a rendere i Deftones la colonna sonora perfetta per vaneggiare su cuori spezzati, tradimenti, conquiste e cotte, ma è in particolare la parte musicale a renderli tale. Sembra strano leggere ciò di un gruppo alternative metal, eppure è così. Il groove della band, in particolare grazie allo sviluppo conseguente ad Around the Fur, è diventato via via sempre più sexy e trasportante, tanto da valergli il soprannome Sextones. Addirittura alcuni pezzi in cui la chitarra di Stephen Carpenter raggiunge una pesantezza inaudita e il cantato di Chino sfocia nello screaming riescono a risultare sensuali, tanto che non è impossibile trovare pezzi come Needles and Pins, contenuta nel loro album più pesante (Deftones, 2003), nelle svariate playlist “da camera da letto” create online dai fan.

Per concludere, le parole della ragazza citata in precedenza sono perfette per far capire la forza erotica di questo gruppo incredibile, che negli anni ha saputo raccontare il sesso, le relazioni e i sentimenti come nessun’altra band:

Chino è diverso dalla maggior parte dei cantanti metal: può cimentarsi nel growl o urlare come può mantenere una melodia. Quando ascolto i Deftones è facile immaginarlo cantare solamente per me.Se chiudo gli occhi, posso fantasticare la sua voce morbida e simile ad un sospiro cantato nel mio orecchio, che prova a sedurmi. E ci riesce ogni volta.Quando ho scoperto l’arte della masturbazione, ho messo molto spesso White Pony in sottofondo. Ho sempre desiderato fare sesso ascoltandolo ma devo ancora trovare la giusta persona con cui poterlo fare. E’ solo un album, ma è stato quest’album a far scoppiare la mia rivoluzione sessuale.

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