La nuova frontiera del Punk è l’ironia brutale dei Viagra Boys

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Stoccolma, Novembre 2018. Sotto uno spettrale cielo grigio, in un vecchio capannone industriale, basso e batteria viaggiano a manetta su potenti groove, creando una base dal sapore post-punk ideale per il botta e risposta tra le melodie elettroniche della tastiera, gli urli sgraziati del sax e i testi brutalmente ironici di Sebastian Murphy, tatuatore metà svedese e metà americano (canta in inglese) che nel 2015, insieme a Henrik Höckert fonda i Viagra Boys.

Con questa versione live di Street Worms, album d’esordio, la band mette subito in chiaro che la performance dal vivo è il suo punto di forza, che si tratti di una Shrimp Session nei sobborghi di Stoccolma o di un concerto vero e proprio.

Parlando dell’album, il primo singolo, Sports, è l’esilarante parodia del canone odierno di mascolinità, come lo è del resto il nome della band, che si fa beffe dell’uomo ideale: forte, muscoloso e per l’appunto sportivo.  Nel video, Sebastian (il frontman) fa la sua apparizione durante una partita di tennis, sfoggiando una condizione fisica tutt’altro che invidiabile mentre balla goffamente sui ritmi distorti della canzone, dove per “Sports” non si intendono solo il “basketball” o il “rugby ball”, ma anche il “smoking dope, cigarettes” e il “gettin’ high in the morning”.

Ironia sì, ma “quanno se scherza bisogna esse seri” come Alberto Sordi, e infatti i Viagra Boys sono lungi dal definirsi una band “ironica”. In un’intervista hanno più volte ribadito come la parte divertente della loro musica sia in realtà una conseguenza della cruda onestà con cui raccontano certe situazioni.

Ci sono vicende la cui vera natura può essere smascherata solo da una brillante ironia, come avviene in Jungle Man o in Slow Learner, la storia di un ragazzo ignorante e senza interessi che rimane rilassato e felice anche se ha finito il liceo a (soli) 22 anni e ora vive per strada. “He needs to take it easy!”. 

Keep it simple è uno dei motti della band, anche quando si tratta di passare dall’aspro cinismo di Shrimp Shack ai profondi flussi di coscienza di “Just Like You”, racconto di un sogno in prima persona dove tutto non è così perfetto come sembra, o di “Worms”, i vermi, che quando saremo sottoterra divoreranno tutti noi senza fare distinzioni tra uomini giusti o sbagliati.

L’energia e l’originalità della formula Viagra Boys, che equilibra in modo straordinario Punk, Electro-swing, Disco e Jazz, ha catturato gli ascoltatori del Nord-Europa, volando (per ora) al di sotto dei radar delle emittenti italiane. Tuttavia, i ragazzi di Stoccolma potrebbero a breve finire nelle nostre playlist grazie al nuovo EP Common Sense, rilasciato il 6 Marzo 2020.

Nel primo singolo, che da il nome all’EP, basso, chitarra e tastiera diventano un tutt’uno, creando un’aura di pace attorno alle riflessioni del cantante su una vita priva, per l’appunto, di senso comune (o di buon senso, che dir si voglia). “Why don’t you have a little common sense?” è ripetuto come un mantra tra rapidi crescendo di batteria e svisate di sax.

Se è possibile definire il primo estratto un pezzo “riflessivo”, non si può dire lo stesso per Lick the Bag, seconda traccia dell’EP, in cui ritornano le potenti sonorità di Street Worms.

Lick the Bag, letteralmente “lecca la bustina”, ci spiega come, “quando pensi di aver finito la roba” non devi disperare perché puoi sempre girare la bustina al contrario e leccare quello che vi è rimasto attaccato. Grazie dell’informazione Sebastian!

Con Common Sense i Viagra Boys esplorano nuovi generi e mood, senza però distaccarsi completamente dallo stile che ha caratterizzato le prime produzioni.

I ragazzi di Stoccolma ci coinvolgono in un interessante processo di sperimentazione che aggiunge al repertorio della band brani come Blue e Sentinel Island, dalle sonorità Lo-Fi e Hip-Hop. Definirli post-punk è quindi riduttivo sopratutto nel panorama musicale odierno, in cui emerge solo chi riesce a portare una combinazione originale di quelle che sono le proprie influenze artistiche, innovando e arricchendo di continuo la propria proposta musicale.

Guai però ad “intellettualizzare” la musica dei Viagra Boys. Non sono qui per mandare un messaggio. Non sono qui per sensibilizzarci o per dare vita a un movimento. Sono dei semplici ragazzi di città che non possono fare a meno di sfogare i loro istinti più reconditi nella musica che amano, e chi di noi in fondo non lo è?

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