Lithium: il significato nascosto del brano dei Nirvana

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Lithium dei Nirvana è una canzone che ti penetra e trova da sola uno spazio nel cuore dove vivere e risuonare.

Di cosa parla?

Di tante cose, da Karl Marx ai disturbi bipolari, dalle sette religiose agli antidepressivi.

Stando alle parole dello stesso autore Kurt Cobain, in un’intervista rilasciata nel 1992 alla rivista Flipside:

“Lithium parla di un uomo che, dopo la morte della fidanzata, si rivolge alla religione come un’ultima risorsa per mantenersi vivo, per evitare di suicidarsi”. 

Lo stesso biografo dei Nirvana, Michael Azerrad, descrisse il titolo del brano come un riferimento alla dichiarazione di Karl Marx che “la religione è l’oppio dei popoli.”

Chissà…

I’m so happy because today
I’ve found my friends
They’re in my head
I’m so ugly, but that’s okay, ’cause so are you
We’ve broken our mirrors
Sunday morning is everyday for all I care
And I’m not scared
Light my candles in a daze
‘Cause I’ve found god

Sebbene il personaggio della canzone sia fittizio, Cobain ammise di aver inserito nel testo della traccia anche qualche riferimento personale alle sue esperienze sentimentali. Inoltre, l’autore considerò anche la possibilità che parte del brano potesse essere ispirato al periodo nel quale da bambino visse per qualche tempo a casa dell’amico Jesse Reed, i cui genitori erano dei ferventi cristiani.

Il nome della canzone è generalmente attribuito all’uso del litio come stabilizzatore dell’umore. Infatti il testo è spesso interpretato come una descrizione del disturbo bipolare. Cobain affermava di essere affetto da tale disturbo e per questo avrebbe scritto la canzone. Il testo, stando a questa interpretazione, non sarebbe altro che il racconto dal punto di vista di un personaggio schizofrenico. Ci sarebbero in questo senso frasi del testo emblematiche quali “I’ve found my friends, they’re in my head” (“Ho trovato i miei amici, sono nella mia testa”) o “I’m so lonely, but that’s okay, I shaved my head” (“Sono così solo, ma va bene, mi sono rasato la testa”).

Insomma… le interpretazioni sono tante e nessuna ha dati oggettivi per credersi più veritiera delle altre.

I’m so lonely but that’s okay I shaved my head
And I’m not sad
And just maybe I’m to blame for all I’ve heard
But I’m not sure
I’m so excited, I can’t wait to meet you there
But I don’t care
I’m so horny but that’s okay
My will is good

E poi le grandi canzoni ciascuno di noi le interpreta a suo modo, per il proprio vissuto e per quello che ci fanno crescere nel cuore.

Per me parla del dolore che solo un animo sensibile può provare quando nell’introspezione si trova isolato e diverso dal mondo che lo circonda e sente il bisogno di trovare una via di luce, una speranza. È un brano che descrive l’altalena di emozioni che alberga nel cuore di chi cerca disperatamente pace e un senso al nostro vivere. C’è chi la trova nelle droghe, chi nella fantasia e chi nella fede. Non è questo l’importante. La cosa che conta, l’unica cosa, è quella di sforzarsi per trovare il nostro personale calmante, quello capace di farci tornare il sorriso anche nelle giornate più addensate di nubi.

I pensieri diventano cose… e per questo è fondamentale farne e sceglierne sempre di buoni! Mai come in questo momento di pandemia da Coronavirus il messaggio di Kurt risuona forte nel cielo.

Di seguito una versione completamente arrangiata in modo originale di Lithium, con un video psichedelico che riflette bene lo smarrimento interiore e il terremoto emotivo che certe anime sensibili conoscono bene.

Buona visione e buon ascolto.

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